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Maurizio Carta
Palermo Reloaded
pubblicato in BALARM n.24, dicembre 2011.

La storia gloriosa di Palermo e il suo rango “appannato” di capitale europea, la sua identità profondamente interculturale e il suo orizzonte di città del Mediterraneo, nonché i progetti di sviluppo avviati richiedono di essere ricondotti ad una visione strategica del futuro della città. Solo così essi potranno garantire la loro efficacia ed alimentare opportunità senza somigliare a sogni interrotti di governanti, a tessere di un puzzle senza visione complessiva, tentativi e speranze piuttosto che saggezza e lungimiranza.
La sempre più aspra competizione tra le città europee ad attrarre abitanti e turisti, capitali ed attività, finanziamenti ed eventi richiede da parte di chi ha responsabilità di governo l’adozione di una prospettiva di chiarezza di percorso, di efficienza programmatica, di efficacia attuativa e qualità di risultato, nonché nuove capacità progettuali e nuovi comportamenti amministrativi.
Oggi Palermo sottopone la nostra quotidianità ad innumerevoli problemi davanti ai quali alcuni si indignano, altri piangono, altri ancora sorridono per sopportarne il peso. Noi – come diceva Spinoza – abbiamo invece l’obbligo di capire, ed agire – aggiungo io.
Palermo, infatti, assomiglia ad un sistema complesso che non funziona più come dovrebbe e non raggiunge i risultati prefissati, una macchina le cui prestazioni sono ridotte, un organismo in cui le relazioni sono rallentate, un sistema che dissipa risorse e consuma energie, ma in cui la qualità delle componenti è ancora elevata e i valori potenziali sono intatti. In questi casi gli interventi di emergenza non sono più efficaci, ma bisogna "ricaricare il sistema operativo".
Palermo Reloaded è la sfida che ci attende: la necessità di far ripartire la città, ripartendo dai suoi capitali reali e dalle sue identità, dal suo miglior Dna culturale, sociale ed economico, piuttosto che perseguire un’estenuante ricerca di soluzioni tampone, di progetti orfani, di interventi celibi e di politiche sterili. “Ricaricare Palermo” significa intraprendere politiche creative contro il declino e legate allo sviluppo in un contesto di innovazione dei processi decisionali, di monitoraggio degli effetti, di concertazione delle scelte e di partenariato pubblico-privato nella realizzazione.
La consapevolezza della necessità di uno scenario strategico per l’indirizzo dei processi di riqualificazione e sviluppo ha portato il Comune di Palermo ad approvare – sotto la mia guida – il Piano Strategico per Palermo Capitale immaginandola come una “città-porta”, capace di intercettare i flussi che attraversano il Mediterraneo e l’Europa, una “città policentrica” più vivibile, sostenibile e cosmopolita.
Nella medesima direzione agiscono due recenti proposte per la riqualificazione urbana e la rinascita della città: le condizioni di fattibilità della riqualificazione dell’area Lolli-Notarbartolo come parco urbano e polo culturale e direzionale proposte dall’ANCE e i sette progetti di riqualificazione e risanamento ambientale promossi da Confindustria (i Cantieri Culturali, il Polo congressuale ed espositivo Fiera-Caserma Cascino-Ortofrutticolo-Sampolo, il Parco-Museo della Memoria a Fondo Uditore, il nuovo Stadio allo Zen, l’Urban center). Interventi già previsti nel Piano strategico insieme al Polo sportivo acquatico della Bandita, alla riqualificazione del Centro Storico ed alla rigenerazione del waterfront tra il Foro Italico e il Castello a Mare e delle borgate marinare. Entrambe le iniziative hanno lo scopo di “far ripartire la città”, e sono i primi effetti concreti della filosofia di Palermo Reloaded, la quale richiede una visione in grado di rimettere nel circuito dello sviluppo grandi aree dismesse e intende portare anche nelle aree periferiche opportunità in grado di valorizzare le risorse ambientali, culturali e le opportunità economiche attraverso funzioni e attrattori in grado di incidere profondamente sulla qualità della vita della città nel suo insieme.
Bastano una dozzina di grandi progetti per far ripartire la città? E come realizzarli senza risorse pubbliche? Come utilizzare i residui fondi europei? Come intercettare risorse private? La sfida è farli agire come potenti propulsori di economie, consentendogli di sprigionare il loro “fattore moltiplicativo”, capace di triplicare, o addirittura quintuplicare, le risorse investite a patto di attivare un’efficace pianificazione dei benefici collettivi. Palermo Reloaded dovrà avere anche l’ambizione di agire sui fattori capaci di favorire la crescita della qualità del capitale umano e sociale, il rafforzamento del welfare e lo sviluppo della creatività, della cultura e della green economy.
Abbiamo l’obbligo di re-immaginare la città e di progettarne il futuro, tutti e insieme.

[Il resto della riflessione sul mio libro "Reimagining Urbanism", List. 2013]

 
© 2011 Maurizio Carta | maurizio.carta@unipa.it