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[SM.acireale-sebastiano]

Tesoro della Basilica Collegiata di S. Sebastiano di Acireale

Nome



Tesoro della Basilica Collegiata di San Sebastiano

Tipologia Museo



Tesoro ecclesiastico

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Acireale (CT)

Indirizzo



Piazza Vigo (adiacente al piano del Duomo) 95024

Numeri telefonici



095 601313

Sito/e-mail



Materiale conservato



Arte e Tesori della Cattedrale e della Diocesi. Fasce ex-voto in onore di San Sebastiano; arredamento liturgico della Basilica. Pendente di San Sebastiano.

Modalità di visita/Orari



9.30-12.30; 16.00-19.30

Prezzo del biglietto



€ 1,00

Descrizione del luogo



Ala laterale destra della Basilica, Ingresso, Sala 1 e Sala 2

Descrizione tecnica



Basilica collegiata di San Sebastiano

Servizi aggiuntivi



Accesso ai disabili, Book shop

Storia del Museo



Chiesa Collegiata dal 1924
Basilica dal 1990
Museo inaugurato nell’aprile 2003

Figure di riferimento



Direttore Mons. Carlo Alberto Chiarenza; Responsabile Fabio Grippaldi

Bibliografia d'orientamento



Arte e Devozione. Argenti e arredi sacri, a cura di A. Fichera e T. Catania, Acireale, 2004.
C. Dell’Utri,I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 1-445.

Note museografiche



Illuminazione: Buona
Visibilità: Discreta
Didascalie: Discreto

Altro



Ogni 20 gennaio, Festa Patronale in onore di San Sebastiano con processione del fercolo e liturgia solenne

Opere analizzate



793 ex-voto cuciti nelle fasce devozionali

Numero di schedatura



acireale.001-006

Ospitato presso la sacrestia nell’ala laterale destra, il Museo della Basilica Collegiata di San Sebastiano di Acireale è uno dei luoghi più significativi della stessa Basilica, atta alla custodia del prezioso tesoro di argenteria e oreficeria sacra, testimonianza del patrimonio artistico, storico e devozionale della città. La Basilica Collegiata di San Sebastiano1, uno dei più begli esempi di Barocco della Sicilia orientale, costituisce insieme all’adiacente Cattedrale di Santa Venera, i luoghi di culto e di devozione principali di Acireale, legati ai nomi dei compatroni San Sebastiano martire e Santa Venera.

Il ricco prospetto principale(Fig.1), che si affaccia sulla piazzetta Lionardo Vigo, presenta una facciata a due ordini, realizzata in pietra bianca di Siracusa su disegno dell'acese Angelo Bellofiore, che è preceduta da una sinuosa balaustrata munita di cancello e decorata da dieci statue di santi e di martiri. La scansione della facciata è ulteriormente evidenziata nella parte inferiore da una serie di pilastri bugnati e nella parte superiore da un’ariosa loggetta campanaria. Nel mezzo, ad animarla con raro equilibrio compositivo, sono statue, fregi, mascheroni, puttini con festoni: un insieme che costituì, all'indomani del tremendo sisma del 1693 che colpì il cantiere ancora in fase di lavorazione, un modo per ritornare ad affermare e manifestare la magnificenza e la devozione della cristianità.

L'attuale imponente basilica iniziata nel 1609 come ampliamento della piccola chiesa quattrocentesca oggi dedicata a Sant'Antonio da Padova, fu realizzata, in vista della crescente devozione, per accogliere i numerosi fedeli: essa presenta una pianta a tre navate divise da pilastri e grande cupola all'incrocio con il transetto. Dopo il tragico evento del 1693, già sul finire del secolo la ricostruzione si era conclusa e si avviava l'opera di decorazione pittorica dell’interno. Spicca il ciclo di affreschi con Scene della vita di S. Sebastiano poste nel coro e nel transetto, realizzato tra 1732 e il 1736 da Pietro Paolo Vasta (1697-1760)2, architetto e pittore caposcuola del tardo barocco acese aggiornato sullo stile di Roma, presso cui si formeranno molti importanti artisti locali tra cui il figlio Alessandro (1724-1793) e per un breve periodo il famoso palermitano Vito D'Anna (Palermo, 1718-1769), uno dei maggiori esponenti della pittura siciliana del XVIII secolo3, autore degli affreschi della cappella di Gesù e Maria presso la stessa basilica.

La chiesa è stata eretta a Collegiata nel 1924, e nel 1990 ha ottenuto ufficialmente il titolo di Basilica. Il Tesoro è stato inaugurato nell’aprile del 2003, con un allestimento curato da Antonino Fichera e Tecla Catania che ne hanno analizzato e studiato le collezioni4. I locali del museo sono quelli dell’antica sacrestia, collocata accanto al sacello (Fig.2) in cui è custodita la statua lignea di San Sebastiano, e constano di un ingresso e due sale. Le collezioni, esposte entro grandi teche in vetro e struttura metallica di colore blu scuro, sono composte dal tesoro della Basilica, da una ricca collezione di paramenti sacri databili dal XVII al XX secolo, quadri del Sette e Ottocento e alcune statue lignee (Fig.3).

Del tesoro si sottolineano, in particolare, le preziose argenterie acesi settecentesche, scampate al Regio decreto del 2 agosto del 1796, che prescriveva alle chiese e ai conventi «di consegnare allo Stato tutti gli oggetti di argento e di oro in loro possesso, per essere fusi e conianti in moneta»5, e infine, un’ampia sezione dedicata agli ex-voto in gioielli e in argento, donati per grazia ricevuta dai fedeli al Santo protettore di Acireale. I preziosi gioielli ex-voto del museo, per la precisione 793 pezzi tra orecchini, anelli, pendenti, collane e bracciali, sono esposti cuciti su dieci larghe fasce di velluto che durante la festività in onore del Santo, il 20 gennaio, vengono applicate al fercolo processionale, per l’occasione e portato in processione per le vie della città (Fig.4). Le fasce(Fig.5) presentano monili databili dalla seconda metà del XIX secolo ai nostri giorni e si suddividono in quelle che custodiscono i monili più antichi (definite, all’interno di questa ricerca, Fascia A con 23 ex-voto e Fascia D con 85 ex-voto; cfr. schede nn. acireale.001 e acireale.002, infra) e le restanti otto con datazioni più recenti6 (fasce B, C, E, F, G, H, I, L): di quest’ultime, in particolare, risalta la fascia I7 , che è stata cucita dal ricamatore Tarda, in modo da raffigurare le insegne di San Sebastiano.

Nel luglio del 2007, alle fasce con i gioielli, sono stati aggiunti altri venticinque pezzi inediti della Croce pettorale di San Sebastiano, in occasione del restauro su di essa effettuato nello stesso mese presso il laboratorio dell'argentiere Benedetto Gelardi di Palermo8(Fig.6). I frammenti sono stati smontati e ripresentati nella loro originaria individualità. Dall’analisi sono emersi ventiquattro monili non pertinenti e di epoca precedente al supporto argenteo, tra cui un piccolo reliquiario con teca in vetro e cornice filigranata settecentesco, una serie di frammenti di gioielli databili tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo (cfr. schede nn. acireale.003-004-005,infra) e infine, un notevole medaglione pendente, interamente smaltato nel recto e nel verso della seconda metà del XVIII secolo (cfr. scheda n. acireale.006, infra), riferibile alla bottega dell’abile smaltatore messinese Joseph Bruno9 .

1 Sulla Basilica Collegiata di San Sebastiano di Acireale cfr: M.C. Gravagno, Aci nei secoli XVI e XVII, Acireale 1986; G. Gravagno, La Storia di Aci, Acireale 1992;Acireale, una città attraverso il barocco, a cura di A. Marino, Milano 1999. C. Dell’Utri,Guida ai Musei dello Splendore...inI Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 42-46. Cfr. inoltre, http://www.sansebastianoacireale.com/home.asp ; A. Mottola Molfino,Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 190-191. [↩]

2 Su Pietro Paolo Vasta, cfr. C. Siracusano, La pittura del Settecento in Sicilia, Roma 1986, pp. 241-250; M. Blanco, Gli affreschi di Pietro Paolo Vasta nelle antiche chiese di Acireale, s.l. 2003.[↩]

3 Su Vito D’Anna, cfr. M. Guttilla, Vito D’Anna. Esordi e presentimenti, Palermo 2005. [↩]

4 Cfr. Arte e Devozione. Argenti e arredi sacri, a cura di A. Fichera e T. Catania, Acireale 2004. [↩]

5 A. Fichera, Tradizioni..., in Arte e devozione..., 2004, p. 13. [↩]

6 Cfr. Arte e devozione..., 2004, pp. 17ss. [↩]

7 Cfr. Arte e devozione..., 2004, n. 91, p. 80. [↩]

8 Ringrazio il Sig. Gelardi per la disponibilità e la cortesia mostratami durante le riprese fotografiche presso il suo laboratorio di Piazzetta Meli a Palermo. Ringrazio il Sig. Gelardi per la disponibilità e la cortesia mostratami durante le riprese fotografiche presso il suo laboratorio di Piazzetta Meli a Palermo. Cfr. C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale, a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 143-148. [↩]

9 Cfr. M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, 2000, cap. VIII, pp. 157ss. [↩]

 
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