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[SM.caltanissetta-diocesano]

Museo Diocesano di Caltanissetta

Nome



Museo Diocesano “Giovanni Speciale”

Tipologia Museo



museo diocesano - museo d'arte

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Caltanissetta, CL

Indirizzo



Viale Regina Margherita, 29 - 93100

Numeri telefonici



0934 21165 - 23014; 338 8160643

Sito/e-mail



www.diocesicaltanissetta.it/museo_diocesano

Materiale conservato



Opere d’arte sacra dal XV al XIX secolo; Materiale proveniente dalle Chiese di Caltanissetta, Mussomeli, Santa Caterina Villarmosa, Bompensiere, Calascibetta. Tele del XVI, XVII e XVIII secolo; una copia dello Spasimo di Sicilia di Raffaello; opere di Luigi Borremas, di Fra Felice da Sambuca

Modalità di visita/Orari



9.30-12.00 / 16.30 - 18.30; sabato 9.30-12.00; domenica solo su prenotazione

Prezzo del biglietto



Ingresso gratuito

Descrizione del luogo



Piano terra, ala antica a nord-est (6 sale espositive); ala moderna a sud-ovest (4 sale espositive, biblioteca, sala conferenze, spazi espositivi)

Descrizione tecnica



Piano terra del seminario vescovile. Palazzo novecentesco del Seminario arcivescovile

Servizi aggiuntivi



Accesso ai disabili, Biblioteca, Aula conferenze, Book shop, Spazi allestimenti temporanei

Storia del Museo



Inaugurazione del Seminario 29 ottobre 1912.
Costruzione dell’ala a sud-ovest: 1952.
Opere esposte dal 1986 nell’ala a nord-est del Seminario.

Figure di riferimento



Direttore Don Alfonso Incardona; Responsabile Giuseppe Di Maria

Bibliografia d'orientamento



Il Museo Diocesano di Caltanissetta, a cura di S. Rizzo, A. Bruccheri, F. Ciancimino, Caltanissetta, 2001.
Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra (10 dicembre 2000 - 30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano, 2001.
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 1-445.

Note museografiche



Illuminazione: Buona
Visibilità: Buona
Didascalie: Buona

Opere analizzate



4

Numero di schedatura



caltanissetta.001-004

Il Museo Diocesano di Caltanissetta, dopo anni di chiusura al pubblico dovuta alla ristrutturazione delle sue sale espositive, oggi, successivamente alla riapertura del 2003 costituisce di fatto una delle realtà museali più attive nel territorio del nisseno. Esso raccoglie l’intero patrimonio superstite della curia di riferimento con opere provenienti da chiese della stessa città e da altri comuni come quelli di Mussomeli, Calascibetta, Santa Caterina Villarmosa e Bompensiere, offrendo una panoramica delle varie realtà culturali presenti nel territorio della Sicilia occidentale e orientale (Fig.1)1.

La sua storia ha inizio nel 1983, quando venne fondato su iniziativa di Mons. Giovanni Speciale (scomparso nel 2008) che lo collocò al piano terra del Seminario vescovile di Caltanissetta. Il Seminario vescovile dei chierici nasceva in seguito all’istituzione della diocesi nissena nel 18442 e veniva edificato durante il periodo dei rifacimenti urbanistici lungo l’asse di Viale regina Margherita, volti alla modernizzazione della città e già iniziati dal 1821, con la costruzione del giardino pubblico e dei palazzi di rappresentanza. Il Seminario, dopo varie vicissitudini legate alla scelta del luogo in cui collocarsi - selezionato soltanto dopo il 1895 nell’attuale posizione all’interno del grande viale e proprio di fronte il Palazzo provinciale - viene inaugurato il 29 ottobre del 1912 dal vescovo Antonio Augusto Intreccialagli3 (Fig.2). Dal progetto iniziale, redatto dall’architetto Luigi Greco e costituito da un elaborato schema planimetrico a “H” e da un prospetto a tre ordini, si giunse, al momento dell’inaugurazione al completamento del solo primo piano, successivamente ampliato nel 1936, grazie all’iniziativa di Mons. Giovanni Jacono, per rendere più completo e funzionale l’edificio. Altri lavori che portarono all’attuale struttura a cinque partiti definiti da lesene bugnate e ai tre piani scanditi da cornici marcapiano, furono quelli del 1952, che diedero vita all’ala a sud-ovest, utilizzata prima come scuola materna, poi come sede della scuola media e del ginnasio4.

Il primo allestimento del Museo Diocesano, curato dall’Architetto nisseno Francesco Fidanca, fu collocato nel 1986 nel pianoterra dell’ala a nord-est del Seminario adiacente alla Cappella (Fig.3): in quest’occasione venne utilizzato un salone con soppalco in struttura metallica e relativa scala di collegamento. A questo primo nucleo di opere, composte per lo più, da tele recuperate dallo stesso Mons. Speciale dall’ospedale Vittorio Emanuele di Caltanissetta, fra cui alcune di fra’ Fedele da San Biagio e di fra’ Felice da Sambuca5, si andarono ad aggiungere altri numerosi oggetti tra dipinti, tessuti, oreficerie, sculture ecc datati dal XV al XIX secolo, fra cui si evidenzia una copia siciliana dello Spasimo di Sicilia, anche detto Spasimo di Raffaello, opere di Luigi Borremans, figlio del più famoso Guglielmo, e preziose opere d’arte decorativa, suddivise in paramenti sacri, argenti e ori d’uso liturgico e gioielli. I nuovi lavori di allestimento, successivi all’ampliamento del museo, hanno portato all’utilizzo di tutto il pianoterra del seminario:

    -nell’ala a nord-est, detta “ala antica”, si collocano, tuttora, sei sale espositive con opere d’arte sacra che vanno dal XV al XVIII secolo;

    -nell’ala a sud-ovest, detta “ala moderna”, sono state ricavate la biblioteca, la sala conferenze, spazi per allestimenti temporanei e quattro nuove sale espositive, dove sono custodite opere del XIX e del XX secolo.

Durante l’ultima ristrutturazione dei locali si è proceduto a curare l’aspetto conservativo delle opere e in particolare dei tessuti e delle oreficerie, che sono stati collocati in vetrine con struttura di ferro e aperture scorrevoli, illuminate con fibre ottiche (Fig.4). Sculture e dipinti sono stati posti su appositi piedistalli e cavi d’acciaio scorrevoli su binari illuminati da faretti orientabili. L’allestimento è stato completato da pannelli didattici in legno laccato serigrafato che risultano di facile lettura per il visitatore. Il Museo, inoltre, è stato munito di accesso ai disabili, visite guidate e bookshop.

La sezione delle arti decorative risulta particolarmente ricca variegata e comprende un’ampia panoramica di parati sacri, argenti liturgici e oreficerie6. Tra i più interessanti, i manufatti tessili del XVII con disegni bizarre e a meandro, che riflettono la diffusione della moda francese7 tra gli esponenti della nobiltà e che spesso venivano riutilizzati per la fattura delle vesti ecclesiastiche; le suppellettili ecclesiastiche tra cui la Placchetta in smalto limosino della prima metà del Cinquecento8 (cfr. scheda opera n. caltanissetta.003 , infra), attribuita alla bottega dei Pénicaud e la coppia di reliquiari dei Santi Pietro e Paolo eseguiti nel 1598 da Nibilio Gagini9; gli unici gioielli delle collezioni, provenienti dall’antica chiesa madre di Calascibetta e da altre chiese nissene, tra cui la catena a segmenti geometrizzanti e smalti di fine Cinquecento10 (cfr. scheda opera n. caltanissetta.002 , infra), il bracciale seicentesco in oro, gemme e smalti11 (cfr. scheda opera n. caltanissetta.001 , infra) e, infine, un’inedita collana di corallo opera delle maestranze trapanesi dell’inizio del XVIII secolo (cfr. scheda opera n. caltanissetta.004 , infra).

1 Cfr. Il Museo Diocesano di Caltanissetta, a cura di S. Rizzo, A. Bruccheri, F. Ciancimino, Caltanissetta 2001; C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 36-40. [↩]

2 S. Bartolozzi - A. Bruccheri, La sede..., in Il Museo..., 2001, p. 26. [↩]

3 S. Bartolozzi - A. Bruccheri, La sede..., in Il Museo..., 2001, p. 44. [↩]

4 Cfr. S. Bartolozzi - A. Bruccheri, La sede..., in Il Museo..., 2001, pp. 44-45. [↩]

5 Cfr. M.C. Gulisano, I dipinti..., in Il Museo..., 2001, pp. 85ss. [↩]

6 Ringrazio il Sig. Giuseppe Di Maria per la disponibilità e la cortesia mostratami durante le riprese fotografiche. Cfr. C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale, a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 139-142. [↩]

7 Cfr. G. Cantelli, Le vesti..., in Il Museo..., 2001, pp. 145ss. [↩]

8 Il Museo..., 2001, n. 95, p. 226; C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 139-142. [↩]

9 Cfr. M.C. Di Natale, Argenti in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, p. 352 e successive; E. D’Amico, Le Oreficerie, in Il Museo..., 2001, fig. 5, pp. 135-136. [↩]

10 M.C. Di Natale, n. 6, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, 2001, pp. 305-306; Il Museo..., 2001, n. 114, p. 232. [↩]

11 Il Museo..., 2001, n. 95, p. 226.[↩]

 
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