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[SM.mazara-diocesano]

Museo Diocesano "V. Ballatore" di Mazara del Vallo

Nome



Museo Diocesano “Vito Ballatore”

Tipologia Museo



Museo diocesano - Museo d'arte

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Mazara del Vallo (TP)

Indirizzo



Piazza della Repubblica 16 - 91026 Mazara del Vallo

Numeri telefonici



0923 909431

Sito/e-mail



Materiale conservato



Tesoro dei Vescovi della Diocesi di Mazara; suppellettili liturgiche, paramenti sacri, sculture, dipinti dal XIV al XIX secolo.

Modalità di visita/Orari



ORARIO INVERNALE (15 settembre - 15 giugno)
da martedì a sabato 10.00-12.30; mer-ven-sab e prima ed ultima domenica del mese anche 16.00-18.00
ORARIO ESTIVO (15 giugno - 15 settembre)
da martedì a sabato 10.00-12.30; mer-ven-sab e prima ed ultima domenica del mese anche 16.30-18.30
Lunedì CHIUSO

Prezzo del biglietto



Ingresso gratuito

Descrizione del luogo



Nuovo ingresso da Piazza della Repubblica (coincidente con l’originale ingresso dell’Antico seminario dei chierici, sotto il porticato); atrio, Sala Montaperto (prima sala), Sala della Carrozza (dove si trova anche l'ingresso laterale), Pinacoteca, Sala Argenti con 12 grandi espositori.

Descrizione tecnica



Pianoterra del Seminario Vescovile, di fronte il Palazzo Vescovile e a fianco della Cattedrale.

Servizi aggiuntivi



Visite guidate su prenotazione

Storia del Museo



Seminario dei Chierici: 1710.
Apertura del Museo dal 1993, con allestimenti curati da M. C. Di Natale e M. Vitella.
Nuova apertura nel 2009 sotto la nuova direzione.

Figure di riferimento



Direttore D.ssa Francesca Paola Massara

Bibliografia d'orientamento



M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi nel Museo Diocesano di Mazara del Vallo, catalogo delle opere del tesoro di P. Allegra e della Diocesi di M. Vitella, Marsala 1993.
Trasfigurazione. La Basilica Cattedrale di Mazara. Culto Storia ed Arte , a cura di L. Di Simone, Mazara del Vallo 2006.
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea Università degli Studi di Palermo a.a. 2006-2007, pp. 1-445.

Note museografiche



Illuminazione: Buona
Visibilità: Buona
Didascalie: Buona

Opere analizzate



6

Numero di schedatura



mazara.001-004

Affacciato alla grande piazza della Repubblica, proprio davanti la statua di San Vito, santo patrono di Mazara del Vallo, il Palazzo del Seminario vescovile è l’attuale sede del Museo Diocesano “V. Ballatore”, speciale “contenitore” del “tesoro del Vescovi1” della Cattedrale e della Diocesi della città2 (Fig.1).

Inaugurato nel 1993, con la cura scientifica di Maria Concetta Di Natale3, il Museo, è stato riaperto nell’agosto 2007 poi nuovamente chiuso durante il 2008 per rinnovamenti strutturali. Dal 2009 è stato riaperto sotto la direzione di Francesca Paola Massara, fornendo la possibilità di fruire una raccolta quanto mai ricca e importante dal punto di vista storico e artistico4.

Il percorso museale comprende alcuni delle più preziose opere del tesoro della cattedrale, tra cui superbi argenti e paramenti sacri, suppellettili liturgiche della Diocesi, provenienti in particolare da Mazara, Salemi e Castelvetrano, dipinti e sculture lignee e marmoree. La Di Natale già nel testo dedicato al "tesoro dei Vescovi"5 aveva esposto i criteri scientifici e metodologici utilizzati per l’ordinamento e l’allestimento del Museo:«Ricostruendo la storia del tesoro di Mazara del Vallo si viene così a ripercorrere, da un lato quella dei vescovi che hanno lasciato la loro duratura impronta nella Diocesi e, dall’altro, quella dei più rinomati e capaci argentieri della maestranza trapanese...il Museo Diocesano di Mazara del Vallo si snoda quindi attraverso un iter espositivo che propone le opere di argenteria sacra nel loro susseguirsi temporale, affiancato dal relativo catalogo6». In tal senso l’opera di rinnovamento prodotta per l’adeguamento alla normativa vigente in materia di impianti e di sistemi di sicurezza, ha costituito l’occasione di riproporre il percorso espositivo sulla base del precedente7.

La storia dell’edificio inizia al 1575, quando in occasione del primo sinodo diocesano di Mazara del Vallo, il Vescovo Antonio Lombardo (1573-1578) decretò l’istituzione Seminario dei Vescovi, secondo le disposizioni del Concilio di Trento8. L’edificio venne costruito solo nel 1710, al tempo del vescovo Bartolomeo Castelli (1695-1730), che lo collocò nella piazza principale della città, di fronte al Palazzo vescovile e vicino alla Cattedrale.

Al vescovo Giuseppe Stella (1742-1748) si deve la costruzione dell'ala settentrionale del Seminario con facciata porticata e atrio interno: i lavori, iniziati nel 1744, vennero eseguiti dal capomastro Francesco La Grassa di Mazara, su disegno dell'architetto trapanese Giovan Biagio Amico9. Il vescovo Luigi Scalabrini (1832-1842) fece poi edificare la parte dell'edificio sul lato del mare, che verrà completato al tempo del vescovo Antonio Salomone (1845-1847). Il Seminario sarà ancora abbellito nel lato occidentale per volere del vescovo Gaetano Quattrocchi (1900-1903)10.

Alla recente riapertura risale il recupero dell’antico portale d’ingresso del Palazzo, posto sul prospetto principale di piazza della Repubblica, più adeguato e scenografico del precedente di via dell’Orologio: l’antico portale (Fig.2) introduce in un atrio, utilizzato nei mesi estivi per varie manifestazioni culturali, quali concerti, incontri e conferenze11 (Fig.3), cui segue la saletta d’ingresso dove sono collocati il sarcofago del Vescovo Giovanni Montaperto Chiaramonte (1469-1484), opera di Domenico Gagini del 1485, e le statue marmoree che lo ornavano nella collocazione originaria in Cattedrale12.

Il percorso espositivo vero e proprio, nei suggestivi ambienti del pianoterra del Seminario vescovile, consta di dodici eleganti espositori in vetro e struttura metallica di colore scuro, illuminati da faretti interni entro cui le opere sono disposte disposti secondo criterio cronologico (Fig.4). Delle ricche collezioni si segnala:

    -da Francesco De Regno O.P. (1386-1388) a Luciano De Rubeis (1589-1602) le opere più antiche tra cui la Croce processionale proveniente dalla Chiesa madre di Salemi del maestro pisano Johannes De Cioni nel 138613 e la bellissima Croce astile in stile gotico-catalano attribuita a Giovanni di Spagna (1448 ca. attr.)14;

    -da a Marco La Cava (1605-1626) a Francesco Maria Graffeo (1685-1695), tra cui i reliquiari antropomorfi tra cui quello a busto di Santa Rosalia15, del 1626; la Pianeta in seta e ricami a filo d’oro del Vescovo Giovanni Domenico Spinola (1636-1646)16; il superbo ostensorio della fine del XVII secolo di argentiere trapanese, con raggiera impreziosita da diamanti e zaffiri e il grifone alato, simbolo del vescovo di Mazara Francesco Maria Graffeo (1685-1695)17 e la sua Fibula di piviale18(cfr. scheda n. mazara.001, infra) con il monogramma bernardiano; la Pisside da viatico con placchetta della Madonna della Lettera di Messina19 (Fig.5) (cfr. scheda n. mazara.003, infra) e il Pendente di San Giuseppe in corallo, della fine del XVII secolo20 (cfr. scheda n. mazara.002, infra);

    -da Bartolomeo Castelli (1695-1730) da Orazio della Torre (1792-1811), l’Ostensorio in argento dorato e gemme di argentiere palermitano del 1769 proveniente dalla chiesa di S. Veneranda21, il Busto del Redentore22, opera di argentiere palermitano del 1776 (Fig.6), tra le opere della Bottega trapanese dei Lotta, l’Ostensorio di S. Ignazio col vessillo gesuita23; tra le opere commissionate dal Vescovo Orazio Della Torre (1792-1811), l’Ostensorio ingemmato in stile neoclassico24 (Fig.7) e il Piviale nero25 in seta ricamata a filo d’oro;

    -nell’ultima sala, è possibile ammirare la bellissima effige in alabastro del Christus Patiens26, opera del palermitano Ignazio Marabitti (1719-1763), proveniente dalla Cappella del SS. Crocifisso della Cattedrale di Mazara.

Delle magnifiche collezioni del Museo all’interno di questa ricerca sono state selezionate le opere strettamente raffrontabili con il resto del catalogo (cfr. schede nn. 001-004, infra), evidenziandone le lavorazioni, il taglio delle gemme e soprattutto, trattandosi spesso di gioie applicate ad opere di altro genere, in quale modo contribuiscono ad impreziosire ulteriormente le stesse. Tra le opere è stato rilevata anche una croce pettorale completa di catena, unico inedito databile tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo (cfr. scheda n. mazara.004, infra).

1 M.C. Di Natale, Il tesoro dei vescovi nel Museo Diocesano di Mazara del Vallo, P. Allegra, M. Vitella, Marsala, 1993. Consulta inoltre: C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 119-125. [↩]

2 Sulla Cattedrale di Mazara consulta: Trasfigurazione. La Basilica Cattedrale di Mazara. Culto Storia ed Arte, a cura di L. Di Simone, Mazara del Vallo 2006; F. Napoli, Storia della città di Mazara, Mazara 1932; G. Pensabene, La Cattedrale Normanna di Mazara, in "Archivio Storico Siciliano", N.S., n. 53, 1933; G.B. Quinci, Fonti e notizie storiche sul seminario vescovile di Mazara, Palermo 1933; A. Rizzo Marino, La Cattedrale e i Vescovi di Mazara del Vallo, Trapani 1980. [↩]

3 M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, p. 15. [↩]

4 Cfr. A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 119-120. [↩]

5 M.C. Di Natale, Il tesoro dei vescovi..., con contributi di M. Vitella e P. Allegra, Marsala 1993. [↩]

6 M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, p. 15-16. [↩]

7 Cfr. http://www.museodiocesanomazara.it/index.php [↩]

8 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, passim; consulta inoltre A. Rizzo Marino, La Cattedrale e i Vescovi di Mazara del Vallo, Trapani, 1980; Trasfigurazione..., 2006. [↩]

9 Cfr. M.C. Di Natale, Il Simbolismo della decorazione architettonica del trattato dell’Amico e nelle arti minori, in Giovanni Biagio Amico 1684-1754, Teologo, Architetto, Trattatista, atti della giornata di studio (Trapani 1985), Roma 1987. [↩]

10 Cfr. nota 6, infra. [↩]

11 Anche in questo caso dovuti alla grande attività culturale promossa dagli Uffici Liturgici Diocesani. Porgo i miei più sentiti ringraziamenti a Don Leo Di Simone per il tempo dedicatomi durante il sopralluogo in loco e alla D.ssa Francesca Massara, attuale direttore del museo per la grande disponibilità. [↩]

12 Cfr. O. Placenti, Il sarcofago Montaperto, in Trasfigurazione..., 2006, pp. 283-289. [↩]

13 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 19-22 e P. Allegra, scheda n. 1, p. 95. [↩]

14 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 19-22 e P. Allegra, scheda n. 2, p. 95; R. Vadalà, I Preziosi, in Trasfigurazione..., 2006, pp. 299-301. [↩]

15 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 33-35 e P. Allegra, scheda n. 15, p. 100; R. Vadalà, I Preziosi, in Trasfigurazione..., 2006, pp. 302-305. [↩]

16 Cfr. R. Civiletto, A. Lombardo, I Parati, in Trasfigurazione..., 2006, p. 334. [↩]

17 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 46-48 e P. Allegra, scheda n. 25, p. 104; R. Vadalà, I Preziosi, in Trasfigurazione..., 2006, p. 309. [↩]

18 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 36 e P. Allegra, scheda n. 26, p. 104. [↩]

19 Cfr. M.C. Di Natale, Il tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 51-52 e M. Vitella, scheda n. 37, p. 108. [↩]

20 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 48-49 e M. Vitella, scheda n. 38, p. 108. [↩]

21 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 61-63 e P. Allegra, scheda n. 57, p. 115. [↩]

22 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 69-71 e P. Allegra, scheda n. 65, p. 117; R. Vadalà, I Preziosi, in Trasfigurazione..., 2006, p. 305. [↩]

23 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, p. 55 e P. Allegra, scheda n. 45, p. 111; R. Vadalà, I Preziosi, in Trasfigurazione..., 2006, pp. 309-310. [↩]

24 Cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro dei Vescovi..., 1993, pp. 77-78 e P. Allegra, scheda n. 89, p. 125; R. Vadalà, I Preziosi, in Trasfigurazione..., 2006, p. 310. [↩]

25 Cfr. R. Civiletto, A. Lombardo, I Parati, in Trasfigurazione..., 2006, p. 344. [↩]

26 Cfr. V.P. Guccione, Cappella del SS. Crocifisso, in Trasfigurazione..., 2006, p. 253. [↩]

 
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