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[SM.messina-regionale]

Museo Interdisciplinare Regionale "M. Accascina" di Messina

Nome



Museo Interdisciplinare Regionale “Maria Accascina”

Tipologia Museo



Museo artistico

Categoria



Proprietà regionale

Città/Provincia



Messina

Indirizzo



Viale della Libertà, 465 - 98122

Numeri telefonici



090 361292 - FAX 090 361294

Sito/e-mail



Materiale conservato



Pinacoteca regionale (XII-XVIII), opere del Caravaggio, Antonello da Messina, Sezione delle Arti decorative.

Modalità di visita/Orari



lunedì e venerdì: 9.00-13.30; martedì, giovedì, sabato: 9.00-13.30, 15.00-17.30; domenica e festivi: 9.00-12.30 mercoledì chiuso

Prezzo del biglietto



Intero € 3,00; Ridotto € 1,50; Residenti € 1,00

Descrizione del luogo



Viale d’ingresso, vestibolo, 13 sale espositive.

Descrizione tecnica



Ex filanda ottocentesca Mellinghoff, sede attuale.

Servizi aggiuntivi



Biblioteca, archivio fotografico, laboratorio di restauro, visite guidate.

Storia del Museo



Fondato nel 1806 come pubblico Museo Civico Peloritano, presso l’antica sede del Monastero di San Gregorio, distrutto durante il terremoto del 1908.
Dal 1976 diviene Museo Regionale.

Figure di riferimento



Direttore D.ssa Giovanna Maria Bacci

Bibliografia d'orientamento



M. Guttilla, Dalla conservazione alle scelte. Arti Minori nel Museo Regionale di Messina, Quaderni dell’Archivio Fotografico delle Arti Minori in Sicilia, n. 4, Palermo 1986
Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento , catalogo della mostra (Trapani 1 luglio - 30 ottobre, 1989), a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989
F. Zeri - F. Campagna Cicala, Messina. Museo Regionale Palermo 1992
M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia Palermo 2000
Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, 1-445

Note museografiche



Illuminazione: Ottima
Visibilità: Ottimo
Didascalie: Discreto

Altro



In costruzione la nuovissima sede del museo.

Opere analizzate



1

Numero di schedatura



messina.regionale.001

Il Museo Regionale di Messina sin dalla sua istituzione nel 1806 come Museo Civico Peloritano, presenta una lunga storia segnata da donazioni, lasciti, distruzioni e abbandoni, alterne vicende che lo hanno portato oggi, alla possibilità di una sede unica e definitiva, tuttora ancora in fase di ultimazione (Fig.1).

Nato su iniziativa di Carmelo La Farina per porre fine alle spoliazioni delle opere dalla Reale Accademia Peloritana1, il primo nucleo del Museo, collocato nell’ex Collegio dei Gesuiti sede dell’Università, era costituito da una raccolta di oggetti antichi e dipinti che documentavano la storia della città.

Dopo il 1866, con la soppressione delle corporazioni religiose che portarono all’incremento delle collezioni attraverso l’incamerazione dei beni artistici ecclesiastici e numerose donazioni private, il museo trovò una più adeguata sede nell’ex convento di S. Gregorio, ricco già di diverse opere d’arte, tra cui il mosaico della Madonna della Ciambretta o il Polittico di Antonello da Messina, commissionato all’artista dalla badessa del convento2. Dopo il terribile terremoto del 1908, in cui andò distrutto non soltanto il convento di S. Gregorio, ma anche gran parte dell’intera città e un gran numero di opere d’arte, il museo venne trasferito nel vecchio fabbricato, ex-filanda della seta Mellinghoff, nell’adiacente spianata di S. Salvatore dei Greci, all'inizio della Litoranea che conduce ai Laghi di Ganzirri e Faro.

Durante i lavori di recupero dei materiali superstiti, nel novembre del 1914, il Museo venne statalizzato per decreto regio, divenendo Museo Nazionale. In questa fase una delle figure più importanti nel recupero del museo fu quella del direttore Enrico Mauceri (1869-1966)3, che dal 1922 al 1929 operò una prima sistemazione dei locali, un ordinamento e un primo registro inventariale, e l’esposizione dei materiali. A Maria Accascina spettò la direzione del Museo dal 2 ottobre 1949 al 12 marzo 1963, dopo una lunga fase di abbandono successiva al trasferimento a Bologna di Mauceri e ai terribili anni della seconda guerra mondiale4. La studiosa ricorda5 quanto questi avesse: «In quelle contingenze, l’opera del primo direttore, prof. Enrico Mauceri, che tra le cataste di tele e tavole e oggetti fra i più disparati e congerie di materiale architettonico, fece il primo scarto fra le opere che potevano essere esposte e quelle che temporaneamente dovevano passare nei magazzini e quanto poteva stare all’aperto, fu veramente encomiabile. L’esempio dato, purtroppo, non venne continuato nei venti anni seguenti...Tutto questo si ricorda per chiarire la situazione del Museo Nazionale di Messina quale venne da me trovata quando assunsi, alla morte del prof. Catanuto, la direzione del Museo nell’ottobre del 1949».

La direzione Accascina rappresentò per il Museo una vera e propria “rifondazione”6, segnata dall’inventariazione, la catalogazione scientifica e lo studio dei materiali storico-artistici e dalla riapertura al pubblico delle sale espositive avvenuta nel 1954, con un allestimento sobrio ed essenziale, ribadendo sempre la necessità di una nuova e più adeguata sede. Negli anni successivi, con un nuovo intervento strutturale, si è dato al complesso un assetto espositivo decisamente più appropriato grazie al completamento della costruzione del grande complesso museale che oggi occupa l'area adiacente al vecchio stabile.

Il Museo, che dal 1976 ha assunto la denominazione di Museo Regionale di Messina, si sviluppa in tredici sale che contornano un cortile (Fig.2) dove sono sistemati vari frammenti architettonici e antiche sculture provenienti dalle chiese e dai palazzi della città prima del terremoto del 1908. In fondo al Viale d'ingresso spicca la statua del Nettuno, proveniente dall’omonima fontana, opera dello scultore Giovanni Angelo Montorsoli (1507ca.-1563)7 eseguita per la Città di Messina nel 1557.

Il lungo percorso museale segue un criterio storico, voluto dalla direzione di Francesca Campagna Cicala e ribadito dal successivo direttore Gioacchino Barbera, che testimonia lo sviluppo culturale di Messina nel succedersi degli avvenimenti bellici, sociali ed economici. Esso presenta:

    -nella Prima Sala, opere di diversa tipologia come quadri, capitelli, mosaici e frammenti di legno di diversa provenienza, tutte collocabili cronologicamente intorno al XII secolo a cavallo tra la grande espressione artistica bizantina e quella normanna. Particolare rilievo riveste, la Madonna della Ciambretta8 realizzata a mosaico proveniente dall'antica Chiesa di San Gregorio (XIII secolo);

    -nella Seconda Sala, altre opere di diversa natura, sculture, opere pittoriche e decorative, tutte collocabili storicamente intorno al XIV - XV secolo, tra cui la scultura in marmo di Goro Di Gregorio del XIV secolo raffigurante la Madonna col Bambino, detta degli Storpi9;

    -nella Terza Sala, opere della produzione artistica del Quattrocento, tra cui un grande Crocifisso ligneo di ignoto maestro dei primi anni del secolo10;

    -nella Quarta Sala, importanti opere di insigni maestri del Quattrocento siciliano, tra cui il famoso Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina, datato e firmato 147311;

    -nella Quinta Sala, le opere di Girolamo Alibrandi, detto il Raffaello da Messina e la Madonna col Bambino di Antonello Gagini (Palermo, 1478-1538)12;

    -nella Sesta Sala, Scilla dall'originale Fontana del Nettuno, scolpita dal Montorsoli nel 155713;

    -nella Settima Sala, opere in altorilievo su marmo, tra cui l'Adorazione dei Pastori e la Dama col Liocorno di Rinaldo Bonanno14;

    -nell’Ottava Sala, dipinti di pregevole fattura tra cui la Madonna dell'Itria di Alessandro Allori (1590);

    -nella Nona Sala, il grandioso Monumento funebre Marchesi-Barresi in marmo di Rinaldo Bonanno e Aiuti e opere pittoriche tra la fine del XVI e l’inizio XVII secolo, tra cui la Stigmatizzazione di San Francesco (1609 ca.) del pittore toscano Filippo Paladini (1554ca.-1616)15;

    -nella Decima Sala, detta del Caravaggio, due delle opere del grande maestro dell'ultimo periodo, l’Adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro entrambi del 1609 ca.;

    -nell’Undicesima Sala, opere pittoriche e scultoree del XVII secolo ma anche esemplari di argenteria16 e le tarsie marmoree provenienti dalla Chiesa di San Gregorio;

    -nella Dodicesima Sala, opere pittoriche che risalgono al XVIII secolo e la Carrozza del Senato di Messina;

    -nella Tredicesima Sala, denominata "del Tesoro", posta al piano superiore in tre ambienti, manufatti in oro, in argento, in avorio, preziosi di vario tipo, paramenti sacri, presepi artistici, ceramiche e maioliche, opere che testimoniano il fervore artistico e la vena creativa di orafi, argentieri e artigiani della città dello Stretto tra Seicento e Settecento17.

Del prezioso tesoro proveniente dalla Cattedrale di Messina, oggi al Museo Interdisciplinare Regionale, tra cui il pregevole Ramo fiorito in oro, smalti, perle e smeraldi di orafo messinese fine del XVII secolo18, gli unici gioielli esposti sono quelli delle Due corone di sacra immagine (cfr. scheda n.messina.regionale.001, infra)19, opera di oreficeria siciliana dell’inizio del XIV e del XVII secolo20. Gli altri gioielli, che erano collocati entro una teca a loro dedicata, sono tuttora custoditi nei depositi nel Museo, ma non più accessibili al pubblico da circa quattro anni, per motivi di sicurezza.

1 Cfr. M. Guttilla, Dalla conservazione alle scelte. Arti Minori nel Museo Regionale di Messina, Quaderni dell’Archivio Fotografico delle Arti Minori in Sicilia, n. 4, Palermo 1986. C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 75-80. Cfr. inoltre, A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 207-210.[↩]

2 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina. Museo Regionale, Palermo 1993, p. 5. [↩]

3 Cfr. G. Barbera, Enrico Mauceri e la direzione del Museo Regionale di Messina (1915-1928), in Enrico Mauceri (1869 - 1966) storico dell’arte tra connoisseurship e conservazione: Atti del Convegno Internazionale di Studi, Palermo 27-29 settembre 2007, a cura di S. La Barbera, Palermo 2009. [↩]

4 Cfr. G. Barbera, Una lunga fedeltà: Maria Accascina e il Museo di Messina (1949-1963), in Storia, critica e tutela dell’arte nel Novecento. Un’esperienza siciliana a confronto con il dibattito nazionale, Atti del Convegno Internazionale di Studi in onore di Maria Accascina, a cura di M.C. Di Natale, Caltanissetta, 2007, p. 360. [↩]

5 M. Accascina, Il Museo Nazionale di Messina, in “Bollettino d’Arte”, XLI, serie VI, n. IV, ottobre-dicembre 1956, p. 85. [↩]

6 Cfr. G. Barbera, Una lunga..., 2007, p. 360. [↩]

7 Cfr. F. Negri Arnoldi, La scultura del Cinquecento in Italia meridionale, Napoli 1997. [↩]

8 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina..., 1993, p. 5. [↩]

9 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina..., 1993, pp. 12-13. [↩]

10 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina..., 1993, pp. 19-20. [↩]

11 Cfr. Antonello da Messina, l’opera completa, a cura di M. Lucco, Milano 2006, n. 25, pp. 130-137. [↩]

12 Su Antonello Gagini cfr. G. Di Marzo, I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI. Memorie storiche e documenti, 1883-84; H.W. Kruft, Antonello Gagini und seine Söhne, München 1980. [↩]

13 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina..., 1993, p. 45. [↩]

14 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina..., 1993, p. 37. [↩]

15 Cfr. F. Campagna Cicala, Messina..., 1993, pp. 46-47; cfr. inoltre, V. Abbate, Paladini Filippo, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani - Pittura, vol. II a cura di M.A. Spadaro, Palermo 1993, pp. 387-388. [↩]

16 Cfr. G. Musolino, Argentieri messinesi tra XVII e XVIII secolo, Messina 2001. [↩]

17 Cfr. M. Guttilla, Dalla conservazione alle scelte..., n. 4, 1986. [↩]

18 Cfr. M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, 2000, fig. 11, p. 195 che riporta la precedente bibliografia. [↩]

19 Cfr. C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 221. [↩]

20 Cfr. M.c. Di Natale, Gioielli..., 2000, pp. 85-86. [↩]

 
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