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[SM.messina-tesoro]

Museo dell’Opera del Duomo di Messina

Nome



Museo dell’Opera del Duomo

Tipologia Museo



Tesoro ecclesiastico

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Messina

Indirizzo



Piazza Duomo - 98122

Numeri telefonici



090 675175

Sito/e-mail



Materiale conservato



Tesoro del Duomo. Suddivisione tipologica per categorie di materiali (ori, argenti, paramenti) dal X al XIX secolo; Manta seicentesca della Madonna della Lettera completa dei gioielli ex-voto.

Modalità di visita/Orari



Aprile, maggio, agosto, settembre: da lunedì al sabato 9.00-13.00; 15.30-18.30.
Tutti gli altri mesi: dal lunedì al sabato 9.00-13.00.

Prezzo del biglietto



Intero € 3,00; Ridotto sotto i 18 anni € 2,00. Biglietto cumulativo con il campanile Intero € 5,00. Ridotto sotto i 18 anni € 3,50

Descrizione del luogo



Ingresso, Sala al pianterreno (Sala 1 e Sala 2, detta “della Manta”), Sala al Primo piano (Sala 3 e Sala 4 detta “dello Stendardo della Madonna delle Grazie”).

Descrizione tecnica



Atrio sud del Duomo di Messina, sale dell’ex-canonica.

Servizi aggiuntivi



Accesso ai disabili, visite guidate per gruppi in 4 lingue, Book shop, biblioteca, archivio storico.

Storia del Museo



Aperto dal Giubileo del 2000

Figure di riferimento



Direttore: Mons. Salvatore De Domenico Responsabili: Dr. Gioacchino Gazzara - D.ssa Giusi Bonanno

Bibliografia d'orientamento



M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, Palermo 2000.
Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001.
Per Crucem ad Lucem, catologo della mostra a cura di G. Larinà, Messina 2004.
La Cattedrale di Messina, a cura di G. Bonanno - G. Gazzara, Messina 2006.
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 1-445.

Note museografiche



Illuminazione: Ottima
Visibilità: Ottima
Didascalie: Buono

Altro



Ogni 3 giugno, Festa Patronale in onore della Madonna della Stella, con processione del fercolo e liturgia solenne.

Opere analizzate



56

Numero di schedatura



messina.tesoro.001-027

Inaugurato in occasione del Giubileo del 2000, il Museo dell’Opera del Duomo di Messina conserva oltre quattrocento opere databili dal XII al XX secolo facenti parte dell’arredo liturgico della Cattedrale, frutto dell’ingegno degli argentieri e orafi messinesi e testimonianza della devozione verso la Madonna della Lettera, patrona della città1 (Fig.1).

La travagliata storia del Duomo messinese, risale alla fondazione tra il 1130 e il 1140 al tempo di Ruggero II2: le tristi vicende legate alle calamità naturali che la città ha da sempre subito, hanno portato a varie ricostruzioni dell’edificio in epoche diverse. Il più tragico evento fu quello del 28 dicembre del 1908, quando uno dei più gravi e disastrosi sismi della storia distrusse l’intera città, facendo numerosissime vittime e lasciando la città tra le rovine. La lenta ricostruzione del Duomo, iniziata subito dopo il terremoto, fu completata solo nell’agosto del 1929, sotto Mons. Angelo Paino. A questo periodo risalgono due notevoli opere di abbellimento del duomo: la costruzione del grandioso orologio astronomico, con relativa torre campanaria, simbolo della storia civile e religiosa della città, realizzato dalla famosa ditta Ungerer di Strasburgo (Fig.2), e un ciclo musivo per ornare le pareti della Cattedrale, raffigurante le vicende storico-religiose della città e la devozione dei messinesi verso la Vergine Maria3 (Fig.3).

Purtroppo, durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale del 1943, il Duomo venne nuovamente colpito da un gravissimo incendio, che distrusse ciò che dopo il terremoto era stato pazientemente recuperato. Fu di nuovo grazie all’intervento del citato Mons. Paino che nel 1947 la chiesa fu riaperta al culto e nominata da Papa Pio XII Basilica. I recenti lavori di restauro, condotti durante il Giubileo, hanno portato alla creazione di un museo interamente dedicato al patrimonio artistico custodito in Cattedrale4.

Il Museo, realizzato nei locali dell’atrio sud della cattedrale, consta di quattro sale espositive in cui, attraverso un raffinato allestimento museografico che tiene conto dei più innovativi sistemi di tutela e di salvaguardia ma anche di una certa cura dell’estetica degli interni, è esposta la preziosa collezione di circa quattrocento opere, collocate nella penombra di un “cielo stellato” (reso dalle piccolissime luci del soffitto) entro teche isolanti e illuminate da faretti interni. Esso, munito di accesso ai disabili e di comodo ascensore, propone al visitatore altri servizi aggiuntivi, fra cui, visite guidate in quattro lingue straniere. Il breve percorso espositivo presenta:

    -all’ingresso, precedente alle quattro sale espositive, un bellissimo presepe artistico napoletano del 17005;

    -nella Prima sala al pianterreno, le opere più antiche della collezione, tra cui la Lampada in cristallo di rocca, detta “Pigna”, databile tra il 969 e il 1250, inizialmente usata come lampada per la Cappella del Sacramento, poi divenuta reliquiario del sacro capello della Madonna della Lettera6; il Crocifisso con l’albero della vita, in legno e gesso, proveniente dalla cappella privata della famiglia D’Alcontres del XV secolo 7; tra i dipinti, la tavola raffigurante la Madonna della Lettera del XVI secolo8;

    -nella Seconda sala, al pianterreno, detta della “Manta”, la preziosa copertura d’oro della Madonna della Lettera di Messina con alcuni dei suoi gioielli, opera del fiorentino Innocenzo Mangani (1661-1668)9, che ancora oggi viene utilizzata durante la festività in onore della Madonna ogni 3 giugno; ai suoi lati due preziosi candelieri, in argento a sbalzo e cesello, opera della bottega Juvarra e D’angelo (XVIII secolo)10; la statua raffigurante S. Rosalia, dono della città di Palermo del 1673;

    -nella Terza sala3 (Fig.4), al primo piano, le opere dalla seconda metà del Seicento agli inizi dell’Ottocento, tra cui il bellissimo Ostensorio in oro con placche smaltate del XVII secolo, con gli episodi dell’Antico e del Nuovo testamento11 (Fig.5); la serie di tre croci pettorali vescovili databili dal XVIII al XX secolo12;

    -nella Quarta sala, al primo piano, le opere del XIX e del XX secolo tra cui alcuni e il prezioso Stendardo della Madonna delle Grazie, con i suoi ori votivi proveniente dal paese di Pace13.

L’analisi delle collezioni particolarmente posto in evidenza la Manta d’oro della Madonna della Lettera e i suoi gioielli14 (Fig.5), (cfr. schede nn. messina.001 - 027, infra), le tre Croci pettorali vescovili15 (cfr. schede nn.messina.tesoro.023, messina.tesoro.024, messina.tesoro.025, infra) e infine, lo Stendardo della Madonna delle Grazie16 e alcuni dei suoi numerosissimi ori votivi (cfr. schede nn. messina.tesoro.026 e messina.tesoro.027 , infra).

1 Per ulteriori approfondimenti sulle maestranze messinesi, consulta: Orafi e Argenti al Monte di Pietà. Artefici e botteghe del sec. XVII, catalogo della mostra a cura di C. Ciolino Maugeri, Messina 1988; Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989; La tradizione orafa a Messina dalle origini ai giorni nostri, a cura di C. Ciolino, Messina 1990; G. Musolino, Argentieri messinesi tra XVII e XVIII secolo, Messina 2001. C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 81-86. Cfr. inoltre: A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 210-211. [↩]

2 Cfr. La Cattedrale di Messina, a cura di G. Bonanno - G. Gazzara, Messina 2006, p. 5. [↩]

3 Cfr. La Cattedrale..., 2006, p. 9. [↩]

4 Cfr. La Cattedrale..., 2006, p. 75. [↩]

5 Cfr. La Cattedrale..., 2006, pp. 27-28. [↩]

6 Cfr. La Cattedrale..., 2006, pp. 74-75. [↩]

7 Cfr. Per Crucem ad Lucem, catalogo della mostra a cura di G. Larinà, Messina 2004, pp. 10-11. [↩]

8 Cfr. La Cattedrale..., 2006, p. 78. [↩]

9 Sulla Manta e i gioielli consulta: C. Ciolino, Per una storia della gioielleria a Messina, in La tradizione orafa a Messina, Messina 1990; C. Ciolino, Iconologia della Madonna della Lettera nelle Arti Decorative, in Arte, storia e tradizione nella devozione della Madonna della Lettera, Atti del Convegno, a cura di G. Molonia, Messina 1995; M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, 2000 Palermo; C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., pp. 222-256. [↩]

10 Orafi e Argenti al Monte di Pietà. Artefici e botteghe del sec. XVII, catalogo della mostra a cura di C. Ciolino Maugeri, Messina 1988; Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989; La tradizione orafa a Messina dalle origini ai giorni nostri, a cura di C. Ciolino, Messina 1990; G. Musolino, Argentieri messinesi tra XVII e XVIII secolo, Messina 2001. [↩]

11 Cfr. Per Crucem..., 2004, pp. 34-40. [↩]

12 Cfr. Per Crucem..., 2004, pp. 25-26. [↩]

13 Cfr. La Cattedrale..., 2006, p. 90. [↩]

14 Cfr. nota 9, infra. [↩]

15 Cfr. Per Crucem..., 2004, pp. 25-26. [↩]

16 Cfr. La Cattedrale..., 2006, p. 90. [↩]

 
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