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[SM.militello-s.nicolo]

Museo d'Arte sacra di S. Nicolò di Militello in Val di Catania

Nome



Museo d’arte sacra di San Nicolò

Tipologia Museo



Museo artistico

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Militello in Val di Catania (CT)

Indirizzo



Via Umberto, 67 - 95043

Numeri telefonici



095 811251 - FAX 095 811251-095 811700

Sito/e-mail



Materiale conservato



Arte e Tesori della Cattedrale e della Diocesi. Ori, argenti, gioielli ex-voto dal XVIII al XIX secolo, paramenti sacri, pinacoteca con tele del XVII e XVIII secolo. Opere della Chiesa Madre e delle sue sette filiali chiuse al pubblico.

Modalità di visita/Orari



tutti i giorni 9.00-13.00; 16.00-19.00; martedì chiuso

Prezzo del biglietto



€ 2.50

Descrizione del luogo



Ingresso, 20 Sale espositive lungo gli ambienti sotterranei della Chiesa.

Descrizione tecnica



Ipogeo della Chiesa di San Nicolò, del SS. Salvatore.

Servizi aggiuntivi



Accesso ai disabili, Archivio, Biblioteca, Book shop, Sala studio, Visite guidate.

Storia del Museo



Aperto dal 1985.

Figure di riferimento



Direttore D.ssa Franca Barbanti, Responsabile Sig. Umberto Campisi.

Bibliografia d'orientamento



G. Cardella,Antichi orecchini etnei. Ricerca e metodo di classificazione, Catania 1993.
Museo di San Nicolò, a cura di C. Guastella e G. Pagnano, supplemento a Etna Territorio-Percorsi d’arte n. 12/1992, 1º ristampa, marzo 2001.
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 1-445.

Note museografiche



Illuminazione: Buona
Visibilità: Ottimo
Didascalie: Buona

Altro



Ogni 18 agosto, Festa Patronale in onore del SS. Salvatore, con processione del fercolo e liturgia solenne. Ogni 6 dicembre, Festa Patronale in onore del S. Nicola di Bari.

Opere analizzate



133

Numero di schedatura



militello.nicolo.001-035

Nell’autunno del 1981, durante i lavori di ristrutturazione condotti dall’Arch. Giuseppe Pagnano1 volti a restaurare l’altare di San Nicolò che orna il transetto destro dell’omonima Chiesa di Militello, fu ritrovato al di sotto del piano della chiesa un profondo vano: tale spazio, che ricopriva tutta l’area del transetto destro, è divenuto, oggi, dopo anni di lavori, l’attuale suggestivo Museo d’arte sacra di San Nicolò (Fig.1). Gli ambienti ritrovati costituivano i resti di murature e di pavimentazioni di case distrutte dal terribile terremoto del 1693, che aveva provocato l'abbassamento della sede stradale sul prospetto laterale e l'inserimento nei sotterranei della chiesa di un corpo estraneo all'organismo originario.

L’origine della Chiesa di San Nicolò risale a molti secoli prima: dopo la prima fondazione in epoca normanna operata da il Conte Ruggero I d’Altavilla, in Largo San Nicolò il Vecchio, il documento più antico in proposito, trovato tra gli atti delle nobili famiglie fondatrici di Militello, risale al testamento di Blasco I Barresi signore di Militello, trascritto nel 1390, in cui egli lasciava tre onze, destinate alla costruzione del tabernacolo per custodire il SS. Sacramento all'interno della Matrice2.

L’antica chiesa, inizialmente di piccole dimensioni, fu ampliata a metà del Quattrocento al tempo di Belladama Branciforti, vedova di Carlo Barresi e venne completamente distrutta durante il terremoto del 1693. Solo dopo un trentennio, nel 1721, s’iniziò l’opera di ricostruzione dell’edificio nel quartiere di San Leonardo, più sicuro dal punto di vista sismico e in posizione dominante rispetto all'abitato, che si spostava verso la collina.

La chiesa presenta il consueto schema tipologico del tardo barocco, con pianta a croce latina e tre navate separate da pilastri - scelti per dare alla struttura maggiore resistenza agli eventi sismici - e prospetto tripartito scandito dall'intelaiatura dei pilastri a specchio incassato: in quest’ultimo una vasta scalinata conduce alle tre porte d'ingresso, di cui quella centrale, recuperata dalla vecchia Matrice, riccamente decorata da due coppie di colonne con fregio che sostengono un frontone curvilineo spezzato, recante nella parte centrale una statua (Fig.2).

Le due porte laterali, dette "del Sole" e "della Luna", di più semplice fattura, sono sormontate da finestre circolari. Per completare l’ordine superiore della chiesa fu chiamato il celebre architetto catanese Francesco Battaglia (1702-88)3, in quegli anni presente tra Catania e Caltagirone per gli innumerevoli impegni professionali, che conclude l'ordine inferiore con un poderoso cornicione, innalzando, al di sopra di un basamento continuo, solo il campo centrale, tra coppie di paraste composite, alti obelischi sugli assi e raccordando i due ordini con scattanti volute laterali.

L'arciprete Sciacca incarica il Battaglia di eseguire anche i lavori del campanile di S. Nicolò, che l'architetto realizza nel 1765, sovrapponendo a un primo ordine una cella campanaria chiusa da una cuspide a base ottagonale, che domina la piazza e la città. La chiesa è sormontata da una cupola realizzata, nel 1904, da S. Sortino, che è uno dei primi esempi in Sicilia di costruzione in cemento armato, progetto premiato alla Mostra Internazionale di Torino del 1900 4. Dal 1788 è intitolata Chiesa di San Nicolò del SS. Salvatore, compatrono di Militello insieme alla venerata Madonna della Stella dell’omonimo Santuario5.

Il Museo di Arte Sacra di San Nicolò è stato inaugurato nel 1985 dopo un minuzioso e accurato lavoro di recupero e di restauro che ha permesso di usufruire degli ambienti sotterranei (Fig.3), liberati e collegati alla canonica, e di realizzare un grande progetto promosso dalla comunità parrocchiale al di fuori delle amministrazioni locali con lo scopo, come riporta Giuseppe Pagnano di «conservare e valorizzare il patrimonio artistico e storico della Chiesa Madre e delle sue sette filiali e di promuovere la diffusione dei principi della tutela del patrimonio culturale»6.

Il suggestivo allestimento museografico punta «alla valorizzazione massima degli ambienti, mediante i tagli prospettici dei nuovi percorsi e gli effetti di vibrazione materica dovuti alla luce artificiale. Il rapporto tra antico e nuovo è calibrato in modo da rendere di facile lettura la distinzione delle parti originarie, di ripristino e di innovazione»7.

L’ordinamento delle collezioni segue il duplice criterio della provenienza, dato alle sezioni di oggetti più cospicue con relativa ricostruzione dei nuclei originari, e di quello tipologico - cronologico, usato per i parati, i dipinti e le sculture8. Il percorso espositivo, lungo cui sono esposti gli arredi sacri databili dal XVIII al XX secolo di San Nicolò e delle sue sette filiali ormai chiuse o inaccessibili al pubblico, si snoda entro venti sale che presentano:

    -nell’ingresso, lapidi sepolcrali del Seicento ed un paliotto marmoreo del Settecento proveniente dalla chiesa di S. Leonardo;

    -nella Sala 1, oltre alcune lapidi, trova posto l'Archivio Storico Parrocchiale e Vicariale della chiesa con volumi e manoscritti dal XVII al XIX secolo ed una serie di antiche pergamene9;

    -nella Sala 2, i resti dell'abside settecentesca e altre strutture precedenti al terremoto del 1693, e preziosi paramenti sacri tra cui una completo liturgico in damasco rosso a ricami policromi con scene del martirio di Sant’Agata di fattura locale della seconda metà del Settecento, un’altro della Confraternita del Santissimo Crocifisso al Calvario in seta gialla e ricami d'oro, un ultimo di S. Nicolò in seta bianca ricamata in oro e seta policroma a grandi motivi floreali, di fattura locale della prima metà del Settecento10;

    -nella Sala 3, i paliotti ricamati del XVIII e XIX appesi alle pareti e, collocati in cassetti estraibili, accessibili alla consultazione di specialisti e ricercatori, alcuni preziosi campioni di tessuti, ricami e di altri paramenti11;

    -nella Sala 4, altri paramenti sacri tra cui un completo in damasco verde ornato con gli stemmi della famiglia Branciforti, di casa d'Austria e dell'Ordine benedettino12;

    -nelle Sale 5 e 6, i paramenti sacri in damasco e broccato del XVIII secolo tra cui quello della SS. Annunziata con stemmi dei Pignatelli - Branciforte della prima metà del Settecento;

    -nella Sala 7, le stampe sacre realizzate a Militello nei secoli XVIII e XX, le matrici per le stampe in legno, rame e pietra, le macchine e le attrezzature tipografiche del secolo XIX13;

    -nella Sala 8 e 9, il corredo degli argenti della Confraternita del Calvario, tra il quale spiccano un ostensorio del 1755, opera dei messinesi Andrea e Pietro Paparcuri14, quattro lampade del 1770, opera del palermitano Agostino Natoli, ed alcuni pregevoli calici settecenteschi (Fig.4);

    -nella Sala 10, il tesoro di San Nicolò, con alcuni preziosi calici secenteschi, il corredo per la statua di S. Nicolò con un raffinato baculo argenteo del 1764 ed una mitra del 1742, e i gioielli ex voto del XVIII e XIX secolo donati al SS. Salvatore15 (Fig.5);

    -nella Sala 11, i tesori dei conventi di S. Agata - tra cui la tavoletta angelica della santa della fine del Cinquecento e il calice del XVI secolo - e di S. Benedetto - tra cui l’ostensorio settecentesco e il busto argenteo del santo del 1710 opera dell'argenterie messinese Saverio Corallo16;

    -nella Sala 12, gli argenti delle chiese minori di Militello tra i quali un turibolo con coperchio adorno di colonne della chiesa di S. Francesco di Assisi.

    -nella Sala 13, Sculture del XV-XVII in gran parte provenienti dalla prima Chiesa di San Nicolò distrutta del terremoto del 1693, tra cui un'Annunciazione marmorea ed un Cristo entrambi del XV secolo, una base con delfini per cero pasquale del XVI secolo ed un'acquasantiera con lo stemma dei Branciforte; in legno è la statua policroma e dorata di San Nicola in cattedra capolavoro di Giovanni Battista Baldanza del 162017;

    -nella Sala 14, il tesoro della Chiesa Madre di Palagonia tra cui una pisside tardogotica del 1475, un reliquario cruciforme del 1719;

    -nelle Sale 15-18, la Pinacoteca, tra cui ricordiamo la Morte di San Carlo Borromeo (1612) e le Stimmate di S. Francesco (1614) del toscano Filippo Paladini 18(Casi 1544 ca.) e, alcune tele di scuola siciliana come il Martirio di Santa Lucia del calatino Alessandro Comparetto (1634)19;

    -nelle Sale 19 e 20, tuttora in allestimento, verranno accolti alcuni strumenti liturgici, una serie di campane del XVII e XVIII secolo e infine un telaio domestico in legno e coperte e tessuti artigianali del secolo XIX.

Le collezioni analizzate20, esposte nella Sala 10 tra le opere del Tesoro di San Nicolò, constano 133 pezzi di cui, 91 gioielli inediti donati al SS. Salvatore dalla fine del XVIII all’inizio del XX secolo e altri 6, pure inediti, donati alla Madonna Immacolata nel XIX secolo, e 36 argenti tra ex-voto, fermagli d’abito, lamine devozionali e le tre chiavi usate durante la festa del 18 agosto che aprono la porta del sacello della Statua lignea del SS. Salvatore in San Nicolò. I gioielli rilevati all’interno della ricerca sono composti da:

1 Cfr. Museo di San Nicolò, a cura di C. Guastella e G. Pagnano, supplemento a “Etna Territorio Percorsi d’arte” n. 12/1992, 1º ristampa, marzo, 2001; C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 59-66. [↩]

2 Cfr. AA.VV., Militello in Val di Catania, in "Kalos. Luoghi di Sicilia", nov.-dic. 1996; D. M. Ventura, Storia di Militello in Val Catania, 1953. Consulta inoltre, http://www.apt.catania.it/allegati/Militello_Val_Catania/Musei_Biblioteca_Archivi/Museo_S.Nicolò.htm A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 191-192.[↩]

3 Ibidem. [↩]

4 Ibidem. [↩]

5 Cfr. M. Malgioglio, Storia della Parrocchia-Santuario di S. Maria della Stella. Principale patrona di Militello in Val di Catania, 2002, pp. 18-19. [↩]

6 Un museo voluto dalla gente, in Museo..., 2001, p. IV. [↩]

7 Ibidem.[↩]

8 Cfr. C. Guastella, Tra quadri e ostensori un percorso sotterraneo, in Museo..., 2001, p. V. [↩]

9 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., inMuseo..., 2001, pp. VI-VII. [↩]

10 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., inMuseo..., p. VII. [↩]

11 Ibidem; cfr. inoltre Magnificenza nell’arte tessile della Sicilia centro meridionale, catalogo della mostra, a cura di G. Cantelli con la collaborazione di E. D’Amico e S. Rizzo, Catania 2000. [↩]

12 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., inMuseo..., 2001, p. VII. [↩]

13 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., inMuseo..., 2001, p. VIII. [↩]

14 Ibidem. Cfr. inoltre, M. Accascina, Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo, Palermo, 1974. [↩]

15 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., inMuseo..., 2001, pp. IX-X. [↩]

16 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., in Museo..., 2001, p. X; cfr. inoltre, Argenti, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano, pp. 352ss. [↩]

17 Cfr. C. Guastella, Tra quadri..., in Museo..., 2001, pp. X-XI. [↩]

18 Cfr. C. Guastella, Filippo Paladini a Militello,in Museo..., 2001, p. XV. [↩]

19 Cfr. G. Larinà, Comparetto Alessandro, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani - Pittura, vol. II a cura di M.A. Spadaro, Palermo, p. 103. [↩]

20 Un vivo ringraziamento alla D.ssa Franca Barbanti, direttore del museo, e al Sig. Umberto Campisi per la disponibilità e la particolare cortesia mostratami durante le riprese fotografiche. Sui gioielli consulta: C. Dell’Utri,Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., pp. 173-207. [↩]

 
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