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[SM.palermo-tesoro]

Tesoro della Cattedrale di Palermo

Nome



Tesoro della Cattedrale

Tipologia Museo



Tesoro ecclesiastico

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Palermo

Indirizzo



Corso Vittorio Emanuele, piano della Cattedrale - 90133

Numeri telefonici



091 334373 (cattedrale) - 329 3977513 (prenotazioni visite guidate)

Sito/e-mail



Materiale conservato



Tesoro della Cattedrale, suppellettili liturgiche, ori, argenti, gioielli, paramenti sacri, dall’età Normanna al XX secolo. Corona di costanza d’Aragona.

Modalità di visita/Orari



Da lunedì al sabato: 9,00-17,30.

Prezzo del biglietto



Tesoro, cripta, tombe reali: € 2,50; biglietto cumulativo (tesoro, cripta, tombe reali e museo diocesano): € 5,00

Descrizione del luogo



Ingresso principale dal Sagrato della Cattedrale; ingresso interno dalla Cappella di Santa Rosalia in Cattedrale. Sala dell’Antica sacrestia, Cappella del Tesoro, Sala del diaconico, Sala della nuova sacrestia dei Canonici.

Descrizione tecnica



Antica Sacrestia, Nuova Sacrestia dei Canonici, Cappella del Tesoro, attigui alla navata laterale destra della Cattedrale.

Servizi aggiuntivi



Visite guidate (a pagamento) a richiesta, book shop.

Storia del Museo



Aperto dal 1950.
Riordinato nel marzo 2006, con l’esposizione nei luoghi delle ex- sacrestie restaurate: sacrestia dei canonici, sacrestia nuova, cleristorio.

Figure di riferimento



Direttore Mons. Gino Lo Galbo

Bibliografia d'orientamento



L. Urbani, La Cattedrale di Palermo. Studi per l'Ottavo Centenario dall Fondazione, Palermo 1993.
R. Santoro, La Cattedrale di Palermo, Palermo 1999.
M.C. Di Natale, Il tesoro della Cattedrale di Palermo dal Rinascimento al Neoclassicismo, relazione tenuta nell'Anno Accademico 2000/01 per l'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti già del Buon Gusto di Palermo, pubblicata negli atti della stessa, Palermo 2001.
Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001.
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, 1-445.
M.C. Di Natale - M.Vitella, Il Tesoro della Cattedrale di Palermo, Palermo 2010.

Note museografiche



Illuminazione: Ottima
Visibilità: Ottima
Didascalie: Ottime

Altro



Ogni 9/15 luglio, Festa Patronale in onore di Santa Rosalia, con processione del carro e liturgia solenne. Ogni 4 settembre, l’“acchianata” di Monte Pellegrino.

Opere analizzate



27

Numero di schedatura



palermo.001-012

Il Tesoro della Cattedrale di Palermo è uno dei più importanti tesori ecclesiastici della Sicilia: esso si colloca nei locali attigui alla famosa Cappella di Santa Rosalia, patrona di Palermo, all’interno del duomo della città (Fig.1). Crogiuolo di stili la Cattedrale palermitana è uno degli esempi più evidenti di eclettismo artistico: dalla fondazione alla fine del XII secolo sotto l’Arcivescovo Gualtiero, venne più volte rimaneggiata nel corso del XIV, XV e XVI secolo, fino alle profonde modificazioni avvenute all’interno dell’opera di ristrutturazione, operata nel 1781 su ideazione di Ferdinando Fuga1.

Il Tesoro della Cattedrale raccoglie ed espone ori, argenti, gioielli, paramenti sacri, dall’età Normanna al XX secolo, che si legano strettamente alle figure che ne hanno fatto la storia.2 Originariamente composto da un’unica sala3, l’allestimento del tesoro è stato recentemente modificato con lavori di restauro degli ambienti che hanno migliorato la fruizione delle sale e delle opere, soprattutto di quelle più antiche, come la corona di Costanza d’Aragona (Fig.2).

Maria Concetta Di Natale, già nel 20054 aveva parlato di una nuova esposizione museale del tesoro da realizzarsi, ispirandosi alle soluzioni espositive adoperate dall’Architetto Guido Meli in occasione della mostra del 1994 dedicata a Federico e la Sicilia5, dove la corona sopracitata, simbolo stesso del tesoro della Cattedrale, era stata esposta inserita entro una vetrina che consentiva al visitatore di girarle intorno offrendogli diversi punti di vista. In quella occasione, in riferimento ai mezzi e agli strumenti di sussidio a disposizione del fruitore la stessa studiosa ha affermato: «Ritengo sia auspicabile, secondo specifici criteri museologici, affiancare alla Corona di Costanza pannelli fotografici esplicativi a fine didattico, che narrino sinteticamente le vicende storiche, riportino le incisioni tratte dal volume del Daniele e le informazioni essenziali per una migliore fruizione e una più chiara comprensione6».

Il nuovo percorso espositivo ha ritrovato gli spazi che già erano stati del tesoro prima del suo trasferimento negli anni Cinquanta, voluto dal Cardinale Ruffini, nel locale dei Padri Beneficiali7, ma non ne ha alterato lo stato dei luoghi, inserendo i nuovi spazi espositivi all’interno di armadi in legno scuro a parete con vetrine munite di illuminazione a fibre ottiche e teche centrali, come ad esempio quella della corona di Costanza (Fig.3). Il Tesoro ora occupa le due grandi sale attigue della Canonica e della Sagrestia, accessibili nel lato meridionale della Cattedrale dal vestibolo con ingresso diretto dal sagrato e interno dalla Cappella di Santa Rosalia (Fig.4), l’ambiente del Diaconico, e la Nuova sacrestia8. Il percorso espositivo presenta:

    -nella Prima sala (Sacrestia dei canonici antica), tra i due splendidi portali cinquecenteschi di Vincenzo Gagini9, le opere della fase normanna, tra cui la corona10(cfr. scheda n. palermo.001 , infra) e gli anelli11(cfr. scheda n. palermo.002 , infra) della Regina Costanza d’Aragona insieme ad altre opere realizzate tra i secoli XIII e XVI; argenti di ispirazione barcellonese e catalana, come il Calice12 in argento dorato e il Reliquiario architettonico della cintura della Vergine13 di argentieri palermitani della seconda metà del XV secolo; il Reliquiario architettonico14 del legno della Santa Croce di argentiere siciliano della fine del XVI secolo; il Reliquiario a statua di S. Rosalia15, in argento del 1724; le opere dell’orafo palermitano Don Camillo Barbavara (Fig.5)16 come il Calice del canonico Giovan Battista La Rosa e Spatafora17 in oro, argento dorato, smalti, gemme della prima metà del XVII secolo (ante 1637), e la Mitra del Cardinale Giannettino Doria18 (1608-1642); il Paliotto detto “dell’Arcivescovo Carandolet (1520-1544)”, in velluto e tela di lino ricamata del XVII secolo, con elementi precedenti della metà del XIII secolo del Tiraz del Palazzo Reale, come il Gruppo di sei aquile;

    -nella Seconda sala (Cappella del Tesoro) (Fig.6), suppellettili liturgiche e paramenti dal XVII al XX secolo, tra cui il bellissimo Ostensorio ingemmato degli argentieri Antonino Miceli e Salvatore Mercurio, orafo palermitano quest'ultimo attivo in Sicilia insieme al fratello tra 1762 e 177619; la Gioia del Santo Costato di Francesco Burgarello (ante 1782)20 (cfr. scheda n. palermo.007 , infra) tra i gioielli la splendida Fibula fiorita in smeraldi e diamanti tagliati a tavoletta, appartenuta all’Arcivescovo Sanseverino 21 (cfr. scheda n. palermo.003 , infra), la Gioia a fiocco con croce pendente della fine del XVIII secolo (cfr. scheda n. palermo.004 , infra), e una serie di sontuose croci pettorali ingemmate dalla prima metà del XVIII al XX secolo, tra cui la Croce(cfr. scheda n. palermo.005 , infra) della prima metà del XVIII secolo e la Croce pettorale dell’Arcivescovo Sanseverino (1776-1793) (cfr. scheda n. palermo.006 , infra) ante 1793; sull’altare della Cappella, la statua marmorea di Antonello Gagini, raffigurate la Madonna della Scala del 1503; tra i tessuti, il Paliotto in tela ricamata in filati metallici e grani di corallo della prima metà del XVII secolo di manifattura siciliana, già della Cappella del Crocifisso;

    -nella Terza sala (Diaconico, ex-abside sud-est dell’antica Cattedrale), cui si accede attraverso lo splendido portale marmoreo quattrocentesco, è possibile vedere la zona addossata alla torre scalaria di sud-est e i resti architettonici dell’antica Cattedrale normanna;

    -nella Quarta sala (Nuova sacrestia dei Canonici) (Fig.7), sono custodite le oreficerie più recenti, dalla fine del XVIII secolo ai nostri giorni, tra cui alcuni dei numerosi doni del Cardinale Ernesto Ruffini (1946-1967), del Cardinale Salvatore Pappalardo (1973-2006), del Cardinale Salvatore De Giorgi (dal 1998).

Tra le collezioni del Tesoro e altri gioielli pubblicati, ne sono stati rilevati e analizzati 18 inediti, verosimilmente di oreficeria siciliana dalla fine del XVIII al XX secolo ed esposti nella prima vetrina della Quarta sala (Nuova sacrestia dei Canonici), di cui:

    -4 paia di orecchini en girandole della metà del XVIII e del XIX secolo (cfr. scheda n. palermo.009 , infra);

    -2 catene da statua ingemmate databili alla fine del XVIII secolo (cfr. scheda n. palermo.008 , infra);

    -1 paio di orecchini a navicella della fine del XVIII secolo (cfr. scheda n. palermo.010 , infra);

    -6 anelli vescovili e 2 spille della seconda metà del XIX secolo (cfr. scheda n. palermo.011 , infra);

    -3 paia di orecchini della seconda metà del XIX secolo e del primo ventennio del XX secolo (cfr. scheda n. palermo.012 , infra).

1 Cfr. R. Santoro, La Cattedrale di Palermo, Palermo 1999, passim. Per ulteriori approfondimenti sulla storia, l’arte e sulle trasformazioni della Cattedrale, consulta: F. Calamia - A. Catalano, La cattedrale di Palermo, otto secoli di vicende architettoniche, Palermo 1981; L. Bica, Cappelle ed altari della Cattedrale di Palermo, Palermo 1983; D. Malignaggi, La Cattedrale di Palermo nell’età di Alfonso il Magnanimo, in Arte in Sicilia, Palermo 1986; M.C. Di Natale, S. Rosaliae Patriae Servatrici, Palermo 1994. [↩]

2 Cfr. C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 111-117; M.C. Di Natale - M.Vitella, Il Tesoro della Cattedrale di Palermo, Palermo 2010. Un confronto immediato può essere instaurato tra le collezioni del Tesoro e la collezione dell’importante Museo Diocesano di Palermo al Palazzo Arcivescovile, proprio di fronte all’ingresso principale della Cattedrale. Per approfondimenti sulle collezioni del Museo Diocesano consulta M.C. Di Natale, Il Museo Diocesano di Palermo, Palermo 2006. Cfr. inoltre: A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp.81-82. [↩]

3 Cfr. R. Santoro, La Cattedrale..., 1999, pp. 42-43; L. Bellanca G. Meli, I luoghi del tesoro, in M.C. Di Natale - M.Vitella, Il Tesoro..., Palermo 2010, pp. 9-37. [↩]

4 M.C. Di Natale, I gioielli dell’imperatrice Costanza e la nuova esposizione della corona nel tesoro della Cattedrale di Palermo, in L’oreficeria d’Oltralpe in Italia, atti della giornata di studio (Trento 18 aprile 2005), a cura di D. Floris, Trento 2007. [↩]

5 Cfr. Federico e la Sicilia dalla terra alla corona. Arti figurative e arti suntuarie, catalogo della mostra a cura di M. Andaloro, Palermo-Siracusa 1995. [↩]

6 M.C. Di Natale, I gioielli..., in L’oreficeria..., 2007, pp. 21-22. [↩]

7 Cfr. R. Santoro, La Cattedrale..., 1999, pp. 42-43; L. Bellanca G. Meli, I luoghi..., in Il Tesoro..., Palermo 2010, pp. 9-37. [↩]

8 Cfr. M.C. Di Natale, Ori e argenti del Tesoro della Cattedrale di Palermo, in M.C. Di Natale - M.Vitella, Il Tesoro..., Palermo 2010, pp. 39-107; C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 311-322. [↩]

9 Cfr. R. Santoro, La Cattedrale..., 1999, pp. 126-127. [↩]

10 Cfr. M.C. Di Natale, I gioielli..., in L’oreficeria..., 2007, pp. 13-27. [↩]

11 M.C. Di Natale, I gioielli..., in L’oreficeria..., 2007, pp. 13-27; [↩]

12 M.C. Di Natale, n. 5, in Splendori..., 2001, p. 356. [↩]

13 M.C. Di Natale, n. 6, in Splendori..., pp. 356-357. [↩]

14 M.C. Di Natale, n. 40, in Splendori..., p. 381. [↩]

15 M.C. Di Natale, Ori e argenti..., in M.C. Di Natale - M.Vitella, Il Tesoro..., Palermo 2010, pp. 39-107. M.C. Di Natale, Il tesoro della Cattedrale di Palermo dal Rinascimento al Neoclassicismo, relazione tenuta nell'Anno Accademico 2000/01 per l'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti già del Buon Gusto di Palermo, pubblicata negli atti della stessa, Palermo, fig. 30 e pp. 25-26. [↩]

16 Cfr. M.C. Di Natale, Gioielli..., 2000, cap. VII, pp. 129ss. [↩]

17 Cfr. M.C. Di Natale, n. 68, in Splendori..., 2001, p. 403. [↩]

18 M.C. Di Natale, n. 29, in Splendori..., pp. 568-570. [↩]

19 Cfr. M.C. Di Natale, Gioielli..., p. 232. [↩]

20 M.C. Di Natale, 2000, fig. 11 e pp. 232-238. [↩]

21 Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 39, in Ori e argenti..., 1989, p. 103; cfr. Idem, n. 59, in Splendori..., 2001, pp. 347-348. [↩]

 
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