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[SM.s.lucia-diocesano]

Museo Diocesano della "Prelatura Nullius" di S. Lucia del Mela

Nome



Museo Diocesano della “Prelatura Nullius”

Tipologia Museo



Museo Diocesano - Museo etno-antropologico e d’arte sacra

Categoria



Proprietà ecclesiastica

Città/Provincia



Santa Lucia del Mela (ME)

Indirizzo



Piazza Duomo 7 - 98046

Numeri telefonici



090 935004 (museo) - 090 935000 (chiesa)

Sito/e-mail



Materiale conservato



Strumenti della civiltà agropastorale. Arte e Tesori della Cattedrale e della Diocesi. Ex-voto donati a S. Lucia vergine e martire dal XVII al XIX secolo, manufatti devozionali e di uso liturgico.

Modalità di visita/Orari



Lun-ven 9.00-13.00 ; ALTRI GIORNI A RICHIESTA

Prezzo del biglietto



€ 2,00

Descrizione del luogo



Pianterreno del Palazzo vescovile. Atrio. Sala della cultura contadina. Sala del Tesoro. Sala dei Paramenti sacri.

Descrizione tecnica



Pianterreno del palazzo vescovile.

Servizi aggiuntivi



Book shop, visite guidate su prenotazione

Storia del Museo



Dal 1206, Santa Lucia del Mela è Prelatura per volere dell’Imperatore Federico II di Svevia.
Il Palazzo vescovile è di fondazione Seicentesca, ma in parte ricostruito nell’Ottocento.
Dagli anni ’90 del Novecento, è sede del Museo Diocesano.

Figure di riferimento



Direttore e responsabile: Mons. Raffaele Insana; Curatore scientifico: D.ssa Rosalba Gitto

Bibliografia d'orientamento



Gli ori e le gioie della devozione, a cura di A. Saya Barresi, S. Lucia del Mela 1994.
R. Gitto, Paramenti sacri ricamati e dipinti. A Santa Lucia del Mela, rinomato centro messinese, in Amici dei Musei, Anno XXIX - N.96 - Ottobre-Dicembre 2003, Firenze 2004.
C. Dell’Utri,I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, 1-445.
R. Gitto,Guida ai musei etnoantropologici della Provincia di Messina , a cura della Provincia Regionale di Messina, Assessorato alla Cultura, Messina 2009, p. 23.

Note museografiche



Illuminazione: Ottima
Visibilità: Ottima
Didascalie: Buona

Altro



Ogni 13 dicembre, Festa Patronale in onore di Santa Lucia.

Opere analizzate



14

Numero di schedatura



s.lucia.001-14

La storia del Museo Diocesano della Prelatura di S. Lucia del Mela ha antichissime origini, legate al nome dell’imperatore Federico II di Svevia che scelse la cittadina come luogo di svago e di riposo: lo stesso Federico, nel 1206, avvalendosi delle facoltà di Legato Pontificio secondo il privilegio accordato precedentemente da Papa Urbano II al Conte Ruggero nel 1098, eresse S. Lucia ed il suo territorio in «Prelatura nullius diocesis»1 staccando il territorio luciese dalla diocesi, e ponendo con tale titolo la Chiesa di S. Lucia alle dirette dipendenze della Santa Sede2. Ancora oggi a ricordare il diritto di regio patronato che la chiesa assunse, è l'aquila reale sovrapposta all’antico portale della Cattedrale, divenuta il simbolo della cittadina stessa (Fig.1). Da allora si sono succeduti sessantasette prelati che hanno arricchito S. Lucia del Mela di monumenti, tanto che il piccolo centro può vantare circa venti notevoli chiese e un Santuario dedicato alla Madonna della Neve (con statua marmorea di Antonello Gagini del 1529), collocato in cima al bellissimo promontorio insieme all’antico castello arabo-normanno.

L’attuale Museo Diocesano della Prelatura Nullius, si colloca nell’antico Palazzo vescovile della cittadina, proprio in corrispondenza della Cattedrale (Fig.2): quest’ultima eretta nel 1094 dal Conte Ruggero e ricostruita tra il 1608 e il 1642, su disegno del Ferriati, presenta nel prospetto un magnifico portale marmoreo del XIV secolo, e all’interno una pianta a tre navate e dodici colonne di granito. Tra le opere più importanti nella cappella della santa patrona, la statua marmorea di S. Lucia Vergine e Martire Siracusana attribuita a Francesco Laurana (1430ca.-1502)3, nell’altare maggiore la grande tela dell’Assunta di Fra’ Felice da Palermo (1771)4, e l'Ecce Homo in alabastro roseo su base sagomata di agata, attribuito a Ignazio Marabitti (1771)5.

Il Palazzo Vescovile, fatto costruire nel 1608 da Mons. Rao Grimaldi (35º Prelato di S. Lucia) nella piazza Maggiore, a fianco del Municipio dal maestro Vincenzo Ferriato di Novara di Sicilia, fu donato dallo stesso Monsignore con atto dell'8 novembre 1613, al Re come abitazione dei Prelati successori. La Sede Vescovile si mantenne efficiente fino al terremoto del febbraio 1783, che causò ingenti danni. Furono Mons. Ballo (58º Prelato) e Mons. Riccieri dopo, a rendere la sede sontuosa, con pavimentazioni in marmo, damaschi alle pareti e inserendo nella cappella del palazzo un artistico altare marmoreo del 1700 proveniente dall'Oratorio di S. Maria dell'Arco6.

Il cospicuo patrimonio artistico della Cattedrale, raccolto pazientemente dall’attuale Direttore Mons. Raffaele Insana nel corso degli anni, è divenuto dal 1990 l’attuale Museo Diocesano della “Prelatura Nullius” collocato nelle tre sale del pianterreno del Palazzo vescovile7 (Fig.3). Il Museo è nato allo scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio della chiesa luciese e delle altre del territorio circostante, legato profondamente all’aspetto della devozione, come dimostrano i tanti ex-voto ivi custoditi, donati per grazia ricevuta alla patrona della cittadina, S. Lucia Martire, festeggiata durante il 13 dicembre con solenne funzione. Il breve percorso espositivo presenta:

    -nella Prima sala, una piccola sezione etnografica dedicata alle testimonianze della civiltà contadina locale;

    -nella Seconda sala, il tesoro della Cattedrale e della Prelatura, tra cui gli argenti liturgici appartenenti alla Scuola messinese del XV al XIX secolo di Juvarra, Donia, Bruno, Dominici, D’Angelo8, tra cui la Mano Reliquiario di S. Lucia di Francesco Bruno (seconda metà del Seicento)9 e la Corona da statua in argento e gemme rosse di argentiere messinese del 169110; gli ori della devozione (Fig.4), tra cui una selezione dei preziosi gioielli di S. Lucia, e una serie di numerosi occhi “apotropaici” in lamina d’oro e d’argento11 (Fig.5); antichi messali romani.

    -nella Terza sala, i preziosi paramenti liturgici dal XVI al XIX secolo, testimonianze della fiorente produzione della seta nel territorio della Prelatura, divenuto nei secoli fornitore maggiore del materiale grezzo per le maestranze messinesi12.

L’analisi delle collezioni13 ha evidenziato con particolare attenzione, i gioielli del tesoro di S. Lucia esposti nelle due teche centrali Seconda sala, raffrontandoli con tipologie d’oreficeria votiva similari ritrovati all’interno di questa ricerca, come ad esempio gli orecchini con placchetta di porcellana dipinta14 (cfr. scheda n. s.lucia.001 , infra), le parures con lavorazione en repoussé floreali15 (cfr. schede nn. s.lucia.005 e s.lucia.006 , infra), le “buccole” in oro16 (cfr. scheda n. s.lucia.011 , infra) e le collane legate alla funzione “apotropaica” del corallo17 (cfr. schede nn. s.lucia.012 , s.lucia.013 , s.lucia.014 , infra).

1 R. Pirro, Sicilia Sacra, vol. II, Notizia IV e VI (dal Santuario Maria SS. della Neve, s.d.). [↩]

2 Cfr. R. Gitto, Guida ai musei etnoantropologici della Provincia di Messina, a cura della Provincia Regionale di Messina, Assessorato alla Cultura, Messina 2009, p. 23; http://www.museietnomessinesi.it/ ; C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 87-92; A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 215-216. [↩]

3 Cfr. B. Patera, Francesco Laurana e la cultura lauranesca in Sicilia, in Quaderni de «La Ricerca scientifica», n. 106, Roma. [↩]

4 Sul Settecento pittorico consulta: C. Siracusano, La pittura del Settecento in Sicilia, Roma 1986. [↩]

5 Cfr. Trasfigurazione. La Basilica Cattedrale di Mazara. Culto Storia ed Arte, a cura di L. Di Simone, Mazara del Vallo 2006, pp. 252-253. [↩]

6 Cfr. Santuario Maria SS. della Neve, s.d. [↩]

7 Cfr. Gli ori e le gioie della devozione. Ex voto donati nei secoli XVII-XVIII e XIX a S. Lucia Vergine e Martire patrona protettrice della Città e della Prelatura di S. Lucia del Mela, a cura di A. Saya Barresi, S. Lucia del Mela 1994. [↩]

8 Cfr. M. Accascina, Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo, Palermo 1974; Orafi e Argenti al Monte di Pietà. Artefici e botteghe del sec. XVII, catalogo della mostra a cura di C. Ciolino Maugeri, Messina 1988; Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989; G. Musolino, Argentieri messinesi tra XVII e XVIII secolo, Messina 2001. [↩]

9 Cfr. Gli ori e le gioie..., 1994, n. 1, p. 11. [↩]

10 Cfr. Gli ori e le gioie..., 1994, n. 2, p. 12. [↩]

11 Analizzati dal Prof. A. Saya Barresi in occasione del 900º anniversario della fondazione della Chiesa Cattedrale di S. Lucia del Mela nel dicembre del 1994; cfr. nota 7, infra; C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 257-270. [↩]

12 Sui paramenti: R. Gitto, Paramenti sacri ricamati e dipinti. A Santa Lucia del Mela, rinomato centro messinese, in Amici dei Musei, Anno XXIX - N.96 - Ottobre-Dicembre 2003, Firenze 2004, pp. 56-65. [↩]

13 Ringrazio il personale del Museo per la disponibilità e la cortesia, con particolare attenzione alla D.ssa Rosalba Gitto, curatore scientifico del Museo. [↩]

14 Cfr. Gli ori e le gioie..., 1994, n. 4, p. 14. [↩]

15 Cfr. Gli ori e le gioie..., 1994, n. 12, p. 21. [↩]

16 Cfr. Gli ori e le gioie..., 1994, n. 8, p. 18. [↩]

17 Cfr. Gli ori e le gioie..., 1994, n. 15, p. 24. [↩]

 
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