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[SM.trapani-pepoli]

Museo Interdisciplinare Regionale “A. Pepoli” di Trapani

Nome



Il Museo Regionale “Agostino Pepoli”

Tipologia Museo



museo regionale - museo d’arte

Categoria



Proprietà regionale

Città/Provincia



Trapani

Indirizzo



Via Conte Agostino Pepoli, 196 - 91100

Numeri telefonici



0923 553269

Sito/e-mail



Materiale conservato



Pinacoteca, Marmi e Lapidi, Sezione Arti Decorative, Appendice archeologica, Numismatica, Cimeli storici.

Modalità di visita/Orari



feriale: 9.00-13.30; domenica e festivi: 9.00-12.30

Prezzo del biglietto



INTERO € 6,00; RIDOTTO STUDENTI € 4,00; RESIDENTI € 1,00; Ingresso gratuito: sotto i 18 anni e sopra i 65.

Descrizione del luogo



Pianterreno, Sala I e Sala II (collezioni marmoree e scultoree); scalone monumentale, primo piano, dalla Sala III alla Sala XVII.

Descrizione tecnica



Ex convento dei Carmelitani della SS. Annunziata, ricostruito nel XVI secolo e nel XVIII secolo(già fondato nel XIV) e contiguo all’importante Santuario dedicato alla Madonna di Trapani.

Servizi aggiuntivi



Biblioteca, visite guidate.

Storia del Museo



Convento dei Carmelitani dell’Annunziata, ricostruito nel XVI secolo(già del XIV).
Dal 1906 è Museo Regionale, per volere del Conte Agostino Pepoli di Trapani.
Dal 1965, allestimento scientifico curato dal Dott. V. Scuderi e Arch. Minissi.

Figure di riferimento



Direttore D.ssa Valeria Patrizia Li Vigni

Bibliografia d'orientamento



Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento , catalogo della mostra (Trapani 1 luglio 30 ottobre, 1989) a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989.
G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani. Museo Pepoli, Palermo 1991.
Museo Pepoli. Acquisizioni 1972 - 1992, schede a cura di M.C. Di Natale - V. Abbate - G. Dongiovanni, Palermo 1993.
Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale e V. Abbate, Palermo 1995.
Miscellanea Pepoli. Ricerche sulla cultura artistica a Trapani e nel suo territorio, a cura di V. Abbate, Trapani 1997.
M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, Palermo 2000.
Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001.
Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell’arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della mostra (Trapani Museo Regionale Pepoli 15 febbraio - 30 settembre 2003) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003.
C. Dell’Utri, I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, 1-445.

Note museografiche



Illuminazione: Ottima
Visibilità: Ottima
Didascalie: Ottime

Altro



Nella città di Trapani, ogni 7 agosto, Festa Patronale in onore di S. Alberto, con processione del fercolo e liturgia solenne; ogni 16 agosto, Festa Patronale in onore della Madonna SS. Annunziata di Trapani.

Opere analizzate



128

Numero di schedatura



trapani.001-094

Lusso, devozione e prestigio sono termini che ben si addicono a rappresentare le collezioni del Museo Regionale “A. Pepoli”, uno dei più importanti musei della Sicilia sia per dimensioni che per varietà di genere, collocato nell’ex-convento dei Padri carmelitani di Trapani (Fig.1). La sua nascita e la sua fortuna sono strettamente legate al suo fondatore, il Conte Agostino Siero Pepoli, che come sottolinea Vincenzo Abbate era «cultore di archeologia, studioso dai molteplici interessi (da quelli storico letterari a quelli musicali), grande collezionista per tradizioni di famiglia» 1: seguendo l’esempio del Generale Giambattista Fardella, «già nel 1875 il conte Pepoli aveva manifestato la decisione di donare alla città natale la sua ricca collezione» al fine «”di esporli permanentemente al pubblico per il decoro della città e a beneficio degli studiosi”»2

Il museo illustra, insieme alle collezioni di pittura e di scultura, lo svolgimento delle arti figurative nel territorio trapanese con particolare riferimento alle arti decorative ed applicate, nelle quali la Città di Trapani fu maggiore centro produttivo, soprattutto nel settore dei coralli, degli ori, degli argenti, della maiolica e della scultura di presepi. L’antico convento dei Padri carmelitani, edificato intorno al 1315 ma ampiamente rimaneggiato tra il XV e il XVI secolo, faceva parte dell'importante complesso monumentale del Santuario basilica della SS. Annunziata (Fig.2), dove è tuttora conservata nella retrostante Cappella della Madonna, la venerata statua marmorea opera della bottega di Nino Pisano della metà XIV secolo3.

Il primo nucleo delle raccolte del museo era costituito dalle collezioni private del Conte Agostino Pepoli, da quelle provenienti dalle soppresse corporazioni religiose della città (1866), nonché dalla pinacoteca Fardelliana dell’ex-collegio dei Gesuiti, costituita in prevalenza da dipinti della scuola napoletana4. Tale nucleo originario, ordinato dal Primo direttore Prof. Antonio Sorrentino di Napoli, fu arricchito successivamente per lasciti, depositi e donazioni, con altre raccolte di antiquaria e di arti applicate, tra cui quella del Conte Hernandez di Erice e dell'Ospizio Marino Sieri-Pepoli di Trapani. Nel 1965, si conclusero importanti lavori di restauro, riordinamento e sistemazione, iniziati già negli anni ’50 e ultimati sotto la direzione del Dott. Vincenzo Scuderi e a cura dell’Arch. Francesco Minissi, come tuttora è possibile vedere nelle sale espositive.

Il Museo Regionale Pepoli negli ultimi vent’anni è stato al centro di studi, ricerche, approfondimenti e soprattutto importantissime mostre d’arte decorativa, che hanno permesso di far conoscere l’arte trapanese5, e più in generale l’arte siciliana ad un pubblico sempre più vasto: in tal senso vanno menzionate tra le tante, la prima mostra del 1986 L'arte del corallo in Sicilia e l'altra del 1989 dedicata specificatamente all’oreficeria siciliana, Ori e argenti di Sicilia, curate entrambe da Maria Concetta Di Natale 6, con la quale come la stessa ha affermato, «partendo dalle pubblicazioni dell’Accascina è stato possibile procedere ad una ricostruzione della produzione orafa dell’intera regione in occasione della Mostra degli Ori e argenti di Sicilia, tenutasi a Trapani nel 1989, dove erano raccolti gioielli provenienti da musei e collezioni private locali e della penisola, che esposti secondo criterio cronologico, hanno consentito tra l’altro di ipotizzare per la prima volta quella copiosa, tipica e insospettata attività di oreficeria siciliana capace di produrre nei secoli veri capolavori»7. «Uno dei principali nuclei in quell’occasione» continua la studiosa «era significativamente costituito dai più importanti gioielli del Tesoro della Madonna di Trapani che...venivano per la prima volta offerti alla pubblica fruizione»8. Da allora il Tesoro della Madonna Annunziata è diventato sezione permanente del Museo Pepoli, grazie anche ad ulteriori mostre e studi su di essi effettuati dalla Di Natale e dell’allora direttore Vincenzo Abbate9, e ancora oggi, costituisce l’unico Museo siciliano a custodire ed esporre al pubblico una così grande e preziosa collezione di gioielli e di arti decorative.

Come ha notato il precedente direttore del Museo Pepoli Maria Luisa Famà in occasione dell’ultima grande mostra d’arte decorativa del 2003 «le mostre sull'arte del Corallo (1986), sugli Ori e Argenti di Sicilia (1989), sulle acquisizioni museali (1993) ed infine quella sul Tesoro della Madonna di Trapani (1995) tutte allestite dal mio predecessore, Vincenzo Abbate e da Maria Concetta Di Natale, hanno documentato una serie eccezionale dei capolavori "in piccolo", molti dei quali sono rimasti in esposizione permanente. Con quest'ultima mostra sui materiali preziosi dalla Terra e dal mare, prodotti tra il XVIII ed il XIX secolo a Trapani e nella Sicilia occidentale, si conclude una fervida stagione di ricerche e "scoperte" che rivelano gli aspetti più salienti della storia culturale del nostro territorio a cavallo tra il sacro e il profano, tra il devozionale e la moda»10.

Il lungo e variegato percorso espositivo11 del Museo Regionale Pepoli si sviluppa nell’arco di venticinque sale, di cui le prime quattro al pianterreno negli ambienti che circostanti l’antico chiostro e le rimanenti al primo piano. Il pianoterra è costituito da:

    -Sala 1, spazi dedicati a "mostre temporanee";

    -Sala 2, iscrizioni e lapidi, tra cui iscrizioni funerarie arabe in caratteri cufici e i frammenti di colonnine iscritte e una serie di sculture romaniche tra cui il Cavaliere che insegue un drago12;

    -Sala 3, scultura rinascimentale, tra cui le opere della bottega palermitana dei Gagini come il S. Giacomo Maggiore di Antonello Gagini (Palermo, 1478-1536)13;

    -Sala 4, “detta della ghigliottina”; A, Scalone monumentale del XVII secolo14.

Il Primo piano presenta:

    -Ballatoio e ingresso della Pinacoteca (Fig.3);

    -nella Sala 3, la pittura tardo-medievale della zona centro-occidentale tra XIII e XV, tra cui la Pietà ed Angeli di Roberto Oderisio, (1380 ca.)15 e il “Polittico di Trapani” dell’omonimo maestro del primo XV secolo16;

    -nella Sala 4, la pittura tra Quattrocento e Cinquecento, tra cui la Madonna con Bambino dell’ambito di Jan Gossaert, detto Mabuse (1478 ca.-1532)17;

    -nella Sala 5, la pittura del Cinquecento, tra cui la Deposizione di Cristo nel sepolcro, attribuito a Marco Pino da Siena (1525-1587)18 e La stigmatizzazione di S. Francesco del maestro Tiziano Vecellio (1490ca.-1578, attr.)19;

    -nella Sala 6, la pittura del Seicento, tra cui il San Francesco in adorazione del Crocifisso, attribuito a Ludovico Carracci (1555-1619)20;

    -nella Sala 7, la pittura del Seicento meridionale, tra cui La Vergine in preghiera di Massimo Stanzione (1585 ca.-1658)21;

    -nella Sala 8, la pittura del Settecento, tra cui L’Assunta del napoletano Francesco Solimena (1657-1747)22;

    -nella Sala 9, paesaggi e vedute, tra cui la Veduta ideata con marina e rovine antiche di Leonardo Coccorante (1700-1750)23;

    -nella Sala 10, Bevitori in una bettola di Jan Mieuse Molenaer (1610-1668)24;

    -nella Sala 11, la pittura di nature morte, tra cui Natura morta con frutta di Giovan Battista Ruoppolo (1629-1693)25;

    -nella Saletta 12-13-14, i presepi, tra cui il Presepe in alabastro e materiali marini, di Andrea Tipa (1725-1766)26;

    -nella Sala 15-16, i coralli, tra cui la Lampada e il Crocifisso di Fra’ Matteo Bavera (1633)27 (Fig.4);

    -nella Sala 17-18, gli argenti, tra cui il Calice e l’Ostensorio della bottega messinese Juvara (XVII secolo)28;

    -nella Sala 19, gli arredi chiesastici, tra cui il Leggio in bronzo di Annibale Scudaniglio (1582)29;

    -nella Sala 20, parati sacri30;

    -nella Sala 21, le maioliche31;

    -nella Sala 22, Tesoro della Madonna di Trapani32 (Fig.5);

    -nella Sala 23, Pinacoteca: opere dal secolo XVII al primo Novecento.

Delle ricche collezioni del Museo all’interno di questa ricerca sono state selezionate le opere custodite in particolare nella Sala della Madonna di Trapani, oggi comprensiva di quella "detta del Tesoretto". L’analisi è stata condotta sul catalogo Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani, catalogo della mostra, a cura di Maria Concetta Di Natale e Vincenzo Abbate33, tuttora il più completo studio sul magnifico tesoro della Madonna Annunziata. A questo studio si è aggiunto quello sui coralli e sulle acquisizioni del Museo Pepoli effettuato utilizzando i cataloghi 34 e Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell’arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo35. Il grande e ricco repertorio di gioielli è stato utilizzato come termine di paragone preferito per effettuare i confronti con il resto del catalogo36. Tra le numerose tipologie si citano:

    -la catena37 a segmenti geometrici e smalti policromi (cfr. scheda n. trapani.028, infra);

    -i pendenti a tre/due catenelle e numerose perle pendenti, gioielli che presentano il motivo ricorrente delle tre catenelle e degli smalti policromi tipicamente siciliani, costituendo un settore ricco e suddiviso a varianti, ora con la prevalenza del corallo42, ora dei castoni di rubini43, ora con figure mitologiche44 in smalto bianco (cfr. schede nn. trapani.013-trapani.016, trapani.030, trapani.024, trapani.025, trapani.039, trapani.042, infra);

    -le Gioie barocche45, caratterizzate da un’accesa policromia e da una decorazione di perle, gemme e smalti sovrabbondante (cfr. schede nn. trapani.026, trapani.037, infra);

    -le Gioie di gusto spagnolo o d’importazione, come ad esempio i cuori47 in oro e gemme oranti da smalti neri e bianchi (cfr. schede nn. trapani.003-006, infra);

    -le insegne degli Ordini cavallereschi, come ad esempio le croci di Malta 48(cfr. scheda n. trapani.078, infra);

    -le placche con smalti dipinti, come ad esempio il rosario con pendente con l’Immacolata50 (cfr. scheda n. trapani.041, infra);

    -gli ornamenti in corallo, quali i cammei, i fermagli per capelli53, la cintura54 e il diadema55 (cfr. scheda n. trapani.090-091, infra).

Tra le collezioni analizzate sono stati rilevati alcuni inediti databili per lo più tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX. Essi constano di:

    -2 collane di corallo (cfr. scheda n. trapani.068, infra);

    -3 amuleti a ramo intero di corallo (cfr. scheda n. trapani.069, infra);

    -3 paia di orecchini in ambra (cfr. scheda n. trapani.072, infra);

    -3 orologi da tasca “a saponetta” (cfr. scheda n. trapani.075-077, infra).

1Il Museo e le sue collezioni, in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani. Museo Pepoli, Palermo 1991, p. 14; C. Dell’Utri, Guida ai Musei dello Splendore in I Musei dello Splendore. Il Portale dell’Oreficeria siciliana dal XV al XIX secolo, tesi di laurea magistrale, relatore Prof. M.C. Di Natale a.a. 2006-2007, Università degli Studi di Palermo, pp. 126-136. Cfr. inoltre: A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia: guida ai luoghi, con un testo di M.L. Ferruzza, Palermo 2010, pp. 105-107. [↩]

2Ibidem[↩]

3Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, p. 16; sulla storia del Santuario mariano e i carmelitani dei Trapani, consulta inoltre: Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale e V. Abbate, Palermo 1995; Il Santuario Maria SS. Annunziata di Trapani. Otto secoli di Fede di storia di Arte, a cura della Comunità Carmelitana dell’Annunziata, Trapani 1998. [↩]

4Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, pp. 15-16. [↩]

5Cfr. L’Arte del corallo in Sicilia, catalogo della mostra a cura di C. Maltese e M. C. Di Natale, Palermo 1986 (dedicata interamente ai coralli di Sicilia). [↩]

6L'arte del corallo in Sicilia, catalogo della mostra (Trapani, 1 marzo -1 giugno 1986) a cura di C. Maltese e M.C. Di Natale, Palermo 1986; Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra (Trapani 1 luglio 30 ottobre, 1989) a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989. [↩]

7M.C. Di Natale, Gli ori, in Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale e V. Abbate, Palermo 1995, p. 93. [↩]

8Ibidem.[↩]

9Il Tesoro nascosto..., Palermo 1995. Consulta inoltre: Miscellanea Pepoli. Ricerche sulla cultura artistica a Trapani e nel suo territorio, a cura di V. Abbate, Trapani 1997; M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, Palermo, 2000; Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001; Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell’arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli 15 febbraio 30 settembre 2003) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003. [↩]

10Materiali preziosi..., Palermo 2003. [↩]

11Cfr. G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, pp. 126-127; le immagini della planimetria e la nuova disposizione delle sale sono stati tratti da: http://www.trapanesi.org/ Cfr. inoltre: A. Mottola Molfino, Viaggio nei musei..., Palermo 2010, pp. 105-107. [↩]

12Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 4, pp. 19-20; delle sale si danno delle indicazioni generiche, per ulteriori approfondimenti consulta la bibliografia riportata da V. Abbate. [↩]

13Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 6, pp. 21-23. [↩]

14Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 2, pp. 16-18. [↩]

15Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 9, pp. 26-27. [↩]

16Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 10, pp. 27-29. [↩]

17Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 38, p. 36. [↩]

18Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 21, pp. 37-38. [↩]

19Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 22, pp. 39-40. [↩]

20Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 23, p. 41. [↩]

21Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 28, pp. 44-45. [↩]

22Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 31, pp. 46-47. [↩]

23Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 34, p. 48. [↩]

24Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 35, pp. 48-49. [↩]

25Cfr. V. Abbate, Il Museo..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 38, pp. 50-51. [↩]

26Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 55, pp. 63-64. [↩]

27Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, figg. 59-60, pp. 68-69. [↩]

28Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, figg. 93-94, pp. 95-97. [↩]

29Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, fig. 98, pp. 101-102. [↩]

30Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, pp. 102-103. [↩]

31Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, pp. 104-117. [↩]

32Cfr. M.C. Di Natale, Arti decorative..., in G. Bresc Bautier - V. Abbate - M.C. Di Natale - R. Giglio, Trapani..., 1991, pp. 73-93. [↩]

33Il Tesoro nascosto..., Palermo 1995; per l'intero excursus delle fonti manoscritte, dei testi a stampa e delle relative attribuzioni delle opere si rimanda al predetto catalogo di M.C. Di Natale e a tutte le schede della medesima studiosa consultate e poste in bibliografia qui di seguito e presso C. Dell’Utri, Il Catalogo delle Collezioni in I Musei dello Splendore..., pp. 327-420. [↩]

34Museo Pepoli. Acquisizioni 1972 1992, schede a cura di M.C. Di Natale V. Abbate G. Bongiovanni, Palermo 1993. [↩]

35Materiali preziosi..., Palermo 2003. [↩]

36La numerazione delle schede del Museo Pepoli, all’interno di questa ricerca e come nel resto del catalogo, presenta la disposizione delle opere così per come sono collocate all’interno del percorso espositivo. [↩]

37Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 1, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 96-97. [↩]

38Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 2-7, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 97-103. [↩]

39Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 63, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 159-160. [↩]

40Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 45, in Il Tesoro nascosto..., 1995, p. 140. [↩]

41Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 43, in Il Tesoro nascosto..., 1995, p. 137-139. [↩]

42Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 18 e 20, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 103-117. [↩]

43Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 15-16, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 112-115. [↩]

44Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 13-14, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 110-112. [↩]

45Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 11 e 42, in Il Tesoro nascosto..., 1995, p. 109 e p. 331. [↩]

46Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 52 e I, 71, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 147-149 e pp. 166-168. [↩]

47Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 24-26 e 35, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp.121-133. [↩]

48Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 70, in Il Tesoro nascosto..., 1995, p. 164-166. [↩]

49Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 54-57 e I, 60, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 150-153 e p. 156. [↩]

50Cfr. M.C. Di Natale, n. I, 61, in Il Tesoro nascosto..., 1995, pp. 156-157. [↩]

51Cfr. R. Vadalà, n. X.6, in Materiali preziosi..., 2003, pp. 318-319. [↩]

52Cfr. R. Vadalà, n. X.32, in Materiali preziosi..., 2003, p. 331. [↩]

53Cfr. M.C. Di Natale, in Museo Pepoli..., 1993, pp. 270-273. [↩]

54Cfr. M.C. Di Natale, n. 12, in Museo Pepoli..., 1993, p. 35; R. Vadalà, n. XI.2, in Materiali preziosi..., 2003, pp. 338-339. [↩]

55M.C. Di Natale, n. 11, in Museo Pepoli..., 1993, p. 34. [↩]

 
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