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Glossario

A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z

A

A baule

Tipo di orecchino etrusco la cui forma ricorda quella di un baule. L’orecchino “a baule” consiste in una fascia a lamina d’oro decorata e incurvata a formare un cilindro quasi completo che veniva assicurata all’orecchino per mezzo di un gancio in filo d’oro passante per il foro del lobo.

Agnus dei

Rappresentazione simbolica del Cristo raffigurato come agnello con un’aureola, una croce o un vessillo con una croce rossa o con un calice. In oreficeria, particolare tipologia di pendente con funzione apotropaica volto a proteggere la persona che lo indossa e caratterizzato dall’immagine dell’Agnello sacrificale, simbolica raffigurazione del Cristo, da una parte e altra figura sacra dall’altra.

Apotropaico, gioiello

Settore di ornamenti che sono a contatto diretto o indiretto con il corpo e che sono fabbricati per fini difensivi, terapeutici, religiosi, magici, propiziatori di esaltazione della forza individuale e universale: da tipologie classiche e preziose sotto l’impiego di metalli nobili e di gemme a forme bizzarre. Prevale il significato simbolico su quello estetico - formale e ognuno di questi oggetti ha un preciso compito: scacciare i malefici, aumentare l’energia vitale, assicurare prosperità, mutuare il senso religioso e di religiosità. Nel repertorio vanno annoverati croci, rosari, collane, anelli, spadini, medaglioni battesimali, pettorali, amuleti e talismani fatti di materie prime come il bronzo, ferro, rame, leghe metalliche, selce, peli di animali, denti di pescecane, artigli di tigre e altro. Sono oggetti che implicano una visione fideistica dell’esistenza, nella quale indossare e dell’esibire gioielli apotropaici equivale a controllare i possibili accadimenti negativi.

B

Baguette

Pietra preziosa, generalmente diamante, caratterizzata da una tavola di forma rettangolare, lunga e sottile, circondata da quattro faccette trapezoidali.

Bollo, marchio

Segno che viene impresso in tutti gli oggetti in oro o argento mediante punzonatura. Il bollo può essere quello di fabbricazione personale o quello di garanzia dello Stato riguardante il titolo del metallo.

Brillante, taglio

La forma più diffusa di taglio per diamanti. Il tipico taglio brillante consiste in 58 faccette, 33 nella parte superiore (corona) e 25 nella parte inferiore (padiglione) della pietra. La culassa è la più piccola faccetta del padiglione, parallela alla tavola. La cintura è la linea ove padiglione e corona si uniscono. Si ritiene che il taglio brillante originario, che rapidamente soppiantò il taglio a rosa, sia stato inventato dall’italiano Vincenzo Peruzzi attorno al 1700.

Briolette

Diamante o altra pietra trasparente a forma di goccia, sfaccettata su tutta la superficie con faccette triangolari in un taglio che è una modifica del taglio a rosa.

Brunitura

Metodo usato per la lucidatura dei metalli consistente nello strofinio della superficie con un materiale più duro, accompagnato da un opportuno lubrificante. Preferibilmente si usavano brunitoi formati da pietra agata o acciaio temperato. Il lubrificante erano acqua e sapone.

Buccola, orecchino a

Orecchino a mezza luna risalente al terzo millennio a.C., con pendenti a goccia o sfera inseriti per scopi rituali mirati, in auge nell’ambito della moda d’ispirazione archeologica degli ultimi decenni dell’Ottocento.

Bugna

Sporgenza, generalmente a bolla, sfaccettata o diamantata, realizzata da una superficie piana.

Bugnato

Rivestimento esterno formato da bugne, sporgenze collocate appositamente in modo da enfatizzare la volumetria e il valore chiaroscurale di un edificio. Già utilizzato dai romani, è un elemento tipico dell’architettura rinascimentale. Il bugnato, a seconda dei periodi e degli stili, può essere di diverso tipo: liscio o rustico se l’aggetto delle bugne è modesto o accentuato; a punta di diamante o a cuscino se le bozze presentano una forma piramidale o bombata.

Bulino

Strumento costituito da una barretta d’acciaio temperato, appuntita da un lato e manicata dall’altro, che ha lo scopo di scavare il metallo mediante la pressione esercitata dal palmo della mano sulla parte munita di manico.

C

Cabochon

Pietra tagliata a forma di cupola con superficie ricurva lucidata ma priva di sfaccettature. Questo tipo di taglio viene generalmente applicato a pietre opache o semitrasparenti e occasionalmente a pietre trasparenti quali rubini, smeraldi e zaffiri.

Cammeo

Gemma, talvolta anche vetro, ceramica, corallo, madreperla, conchiglia a due o più strati di colori diversi, il superiore dei quali è modellato in rilievo mentre gli altri fungono da sfondo. Già diffuso tra i Greci e i Romani, ebbe particolare fioritura in Italia nel XV secolo e ricevette nuovo impulso nella seconda metà del XVIII secolo, durante il neoclassicismo, che perdurerà per tutto il XIX secolo. Al cammeo si accompagna in generale il ritorno all’antico e il mito classico caratterizzato dall’emulazione dell’antico. La lavorazione del cammeo si caratterizza per l’utilizzazione dei diversi strati di colorazione della pietra e per questo si è prediletto l’uso della conchiglia, nella cui lavorazione si distinguono la sardonica marina, che nella parte superiore è colore avorio e nell’inferiore bruno, e il nicchio marino, con la superficie bianca e il substrato rosato. Meno usuale è la realizzazione di cammei monocromi, che affianca la produzione su pietra dura.

Canna vuota

Filo d’oro p d’argento vuoto all’interno, a mo’ di canna, usato in oreficeria per realizzare motivi decorativi vari su anelli, spille, medaglioni.

Canutiglia

Lavorazione di sottili fili d’oro o d’argento a formare intrichi di volute, rosette e motivi simili alla filigrana, che spesso inglobano elementi a forma di ricci e conchiglie. Il nome deriva da un particolare tipo di ricamo realizzato con sottile filo d’oro o d’argento ritorto.

Carato

Termine usato per indicare la percentuale di oro puro contenuto in oggetti di oreficeria. 24 carati corrispondono ad oro puro, ossia 1000/1000, 1 carato corrisponde a 41.6666 millesimi, ossia alla ventiquattresima parte di 1000.

Castone

Elemento compositivo di oggetti preziosi che sostiene gemme o pietre tagliate, mediante una lamina d’oro o d’argento che le circonda e le blocca.

Cesello

Piccolo strumento di ferro o acciaio a taglio smussato, utilizzato per incidere materiali, eseguire lavori a sbalzo e rifinire, aggiungendo dettagli e rimuovendo le piccole imperfezioni, oggetti ottenuti per fusione. Tecnica lavorativa in uso nell’oreficeria per decorare o rifinire oggetti già fusi o sbalzati. Sul retro dell’oggetto da cesellare viene applicato uno strato di pece che permette di fissare e di ridurre le eventuali deformazioni. Si procede alla cesellatura per mezzo di un martelletto detto mazzetta e di vari punzoni in acciaio detti ceselli che variano nella foggia e nel profilo a secondo della decorazione da eseguire. La percussione della mazzetta sul cesello, tenuto a contatto della lastra, produce sulle superfici un solco che riproduce, in negativo, il profilo del cesello stesso. La traccia del solco prodotto dal cesello sul retro della lastra permette di identificare e distinguere il lavoro di cesello da quello dell’incisione, che asporta il metallo anziché comprimerlo.

Cesello, lavorazione a

Insieme alla lavorazione a sbalzo fa parte di un unico procedimento, basato sulla esecuzione di decorazioni su una lastra di metallo predisposta. La lastra è preventivamente fissata con del mastice a base di pece su un apposito supporto, in modo da controllare il processo di deformazione. Nel caso del cesello, l’intervento viene effettuato direttamente sulla superficie metallica da lavorare, per mezzo di un apposito martello e di ferri da cesello. Nel caso dello sbalzo la percussione viene effettuata su una superficie preventivamente sollevata, percuotendo la parte posteriore con ceselli idonei a produrre il rigonfiamento della lastra.

Champlevè

V. Smalto.

Colletto, montatura a

Tipo di montatura ove la pietra è trattenuta in un castone circolare, quadrato, esagonale o di altra forma, realizzato con una sottile fascia di lamina metallica.

Commesso

L’antica arte di commettere, cioè accostare tra di loro pietre dure (lapis, cristallo di rocca, calcedoni, quarzi, diaspri, agate, sardonica), marmi, porfidi e graniti di differente colore, rinasce in Italia nel XVI secolo e trova a Firenze, presso la corte medicea, apprezzamento e sostegno tanto che nel 1588 Ferdinando I fonderà l’Opificio delle Pietre dure, manifattura specializzata fino al 1861 nell’esecuzione di pannelli musivi, formelle per stipi e soprattutto piani di tavolo. La tecnica consisteva nel taglio di ciottoli lapidei in fette sottili, ritagliate secondo un disegno predefinito, in piccole porzioni, disposte a intarsio all’interno di una cassa lapidea svuotata e sagomata. Gli strumenti di lavoro erano: per il taglio l’archetto con filo metallico, per la levigatura dei bordi le lime, per la lucidatura le polveri abrasive. La produzione di piccole placche per gioielli prende via alla fine del XVIII secolo sotto la dominazione francese di Maria Luisa di Borbone e di Elisa Bonaparte Baciocchi. I temi rappresentati sono nature morte di vasi all’antica incorniciati da fili di perle, conchiglie, farfalle, disposti su fondi astratti, uniformi, illuminati da luce tersa. Soggetti simili compaiono anche nelle piccole placche montate in gioielli. Negli anni della Restaurazione al repertorio neoclassico si sostituiscono soggetti floreali: fiori sbocciati, boccioli, tralci, mazzi primaverili, composizioni barocche disposte su fondi scuri blu, neri, verdi.

Corallo

Concrezione marina dura, formata da celenterati di struttura arborescente, variamente colorata dal rosa pallido al rosso scuro.

Corniola

Varietà fibrosa del quarzo di colore giallo-rossiccio variabile, trasparente o opaca.

Cucitura

Tecnica consistente in un sapiente intreccio di minuscoli grani do materiali diversi, perle, coralli montati con fili metallici e variamente combinate a formare elementi decorativi. Gli intrecci sono fissati su di un supporto metallico (oro o argento) forato, che permette di legare i fili metallici in cui sono infilate le perle. La rigidità del filo metallico consente di far assumere alle perle effetti decorativi inconsueti per morbidezza e colore.

D

Doratura a fuoco

Tecnica di lavorazione antichissima che prevedeva l’uso di un amalgama composta da oro fino (in proporzioni minime) e mercurio: a cusa della presenza di quest’ultimo componente, la lavorazione risultava particolarmente rischiosa per i danni provocati all’organismo dal mercurio nella fase di evaporazione;per ragioni di rapidità, minor costo e non nocività, la doratura a fuoco è stata progressivamente sostituita dal “procedimento galvanico”.

E

Ex-voto

Oggetto o dipinto fatto eseguire per essere donato a un santuario come offerta votiva. Insieme agli argenti votivi si trovano gioielli, legati al culto della Vergine e dei Santi patroni. La domanda di “grazia”, intesa come favore, protezione, salute, comporta da parte del richiedente il dono che stabilisce tra il e il devoto un rapporto di scambio. Fin da tempi antichi le donne usavano come ex-voto i propri gioielli, proprio per il valore simbolico e affettivo che essi acquisivano nel ricordo di coloro che li avevano indossati. Almeno fino all’Ottocento, il gioiello è amuleto contro morte e malattia, simbolo di riconoscimento per il gruppo e simbolo di concetti astratti come il fidanzamento, matrimonio e amicizia. I gioielli ex-voto segnano spesso i passaggi di stato e di identità dei donatori (nascita, fidanzamento, matrimonio). Nell’Italia Meridionale i doni coprivano la statua ed erano esibiti nella indoratura del simulacro nelle feste solenni, nel Settentrione, invece, donati in modo sparigliato, potevano essere attaccati con lavori d’ago a cuscini, quadri di stoffa, o grembiuli custoditi in chiesa o nelle case dei devoti. I materiali usati assumono significati simbolici: oro, argento e pietre preziose, simbolo di luce e di incorruttibilità, sono prerogative divine. Le pietre riconducono alle virtù terapeutiche e protettive in cui il simbolismo sconfina nella magia. Rientrano in questa categoria anche gli ex-voto in argento anatomici, cioè placche in argento o in metallo argentato modellate nelle forme degli organi miracolosamente risanati, mani, gambe, occhi piedi.

F

Fibula

Tipo di antico ornamento utilizzato per trattenere capi d’abbigliamento, costituito da uno spillo ritorto a un’estremità a formare una molla e da un motivo ad arco terminante in un fermaglio per trattenere lo spillo.

Filigrana

Tipo di lavorazione del metallo ove sottilissimi fili d’oro o d’argento vengono ritorti e intrecciati a ottenere motivi decorativi complessi ma delicati. In alcuni casi il filo metallico è applicato ad una superficie di base, detta telaio o scafo, con un’operazione di saldatura, in altri è lavorato “a giorno”, vale a dire senza superficie di supporto. La filigrana è una tecnica molto antica, inaugurata dagli egizi e dai fenici, sviluppatasi in seguito con gli etruschi, i greci, con l’oreficeria bizantina e quella barbarica.

Fusione

Processo di lavorazione dei metalli che consente la realizzazione di sculture in bronzo o in altri materiali.
1.Fusione in pieno Il metallo liquefatto viene colato dentro una forma vuota e la riempie completamente, realizzando una scultura massiccia.

2.Fusione a cera persa Un modello di cera, inizialmente pieno, poi fornito di un’anima di terra e rafforzato da un’armatura di ferro, viene ricoperto con uno strato di terra (forma); questa copertura è fornita di un sistema di canali per far defluire la cera sciolta e di sfiatatoi per fare uscire aria e vapori di fusione; è fissata al nucleo attraverso chiodi metallici. La massa viene cotta in forno, che consente alla cera di sciogliersi e di venire eliminata attraverso i canali. L’intercapedine che si viene a creare tra le due masse di terra è riempita di metallo fuso. Quando il metallo si è solidificato si rimuovono la forma esterna, o tonaca, e l’anima.
La fusione a cera persa venne perfezionata con il sistema del negativo a tasselli, che consente di non perdere il modello: sul modello in argilla si applica una forma in gesso a pezzi smontabili, detti tasselli. Dopo che il gesso si è solidificato, i tasselli vengono smontati e ricomposti, le pareti interne son rivestite di cera e il vuoto rimanente è riempito di terra. La forma a tasselli viene smontata, la cera è ripulita e talvolta ritoccata, e munita di canali di deflusso e sfiatatoi. Segue la cottura;il getto di metallo viene sottile e uniforme.

3.Fusione alla sabbia o alla staffa Il modello viene immerso in una cassa o telaio contenente una miscela di sabbia e argilla per circa metà dello spessore. La parte emergente viene coperta con tasselli. Da ciò si ottiene un secondo modello in argilla, cui si asporta uno spessore equivalente al getto previsto. Una volta cotto, il secondo modello viene collocato nella forma in modo in modo che la superficie interna e quella esterna siano alla stessa distanza, viene fissato e si procede al getto di metallo fuso, che viene colato nell’interstizio tra le due superfici, e consente una scultura vuota all’interno. Questo sistema viene utilizzato per gli oggetti piccoli e medi. In tutti i procedimenti esaminati, l’oggetto ottenuto viene perfezionato togliendo le sporgenze.

G

Girandole

Tipo di spilla o di orecchino consistente, nella sua forma più semplice, in un motivo di sormonto formato da una o più pietre disposte a rosetta, sorreggente tre pendenti a forma di goccia. Molte sono le varianti conosciute, ove il motivo di sormonto assume forme più complesse di fiocchi o tralci di fiori e foglie, talvolta arricchiti da cuori, colombe e trofei d’amore.

Goccia, taglio a

Modifica del taglio brillante applicato generalmente a un diamante o ad altra pietra trasparente la cui cintura ha appunto la forma di una goccia.

Graffe, montatura a

Tipo di montatura ove le pietre sono trattenute dalla pressione di una seri di punte. La montatura a graffe, sviluppatasi nel XIX secolo, è usata soprattutto per pietre preziose trasparenti sfaccettate, dal momento che permette alla luce di penetrare la gemma anche dalla parte inferiore.

Granato

Gemma largamente usata nella gioielleria. La varietà più diffusa è quella “Piropo” di colore rosso rubino.

Granulazione

Decorazione di una superficie metallica, soprattutto d’oro e d’argento, realizzata attraverso minuscoli granelli dello stesso materiale (per esempio piccole sfere d’oro) riuniti assieme o allineati e fissati per fusione in modo da formare disegni. E’ una tecnica molto antica, conosciuta dal III millennio a.C. e praticata soprattutto dagli etruschi.

I

Incastonatura

Modo di collocare la pietra in un sostegno fisso. Essa può essere “a notte” o “a giorno”. Sino alla fine del XVIII secolo, era stata tradizione montare tutte pietre preziose in castoni chiusi che non permettevano alla luce di penetrarle dalla parte posteriore. Questa tecnica aveva dato la possibilità ai gioiellieri di uniformare, modificare e intensificare il colore delle pietre foderando l’interno del castone con sottilissime lamine metalliche colorate e riflettenti ma, allo stesso tempo, aveva limitato le proprietà ottiche del diamante di brillare e riflettere la luce. Verso il 1800 si cominciò a montare le gemme con graffe o colletti in montature aperte. Diamanti di piccole dimensioni o tagliati a rosa e pietre colorate continuarono a essere montati in castoni chiusi.

Incisione

Disegno a incavo o a rilievo su una lastra metallica, una tavola lignea o altro materiale, che può essere trasferito per mezzo della stampa su un supporto cartaceo.

Incisione pietre dure

Incisione fatta su pietre dure come corniole, agate, onici di una durezza superiore a quella del bulino usato normalmente per incidere effettuata con l’ausilio di perni in metallo montati su trapani e di una pasta formata con polveri di durezza superiore di quelle da incidere, quali il corindone, il diamante, l’almandino.

Intaglio

Gemma dalla superficie generalmente piana e lucidata con motivo decorativo inciso.

Iscrizioni sentimentali, gioielli con

Gioielli che esprimono precisi messaggi sentimentali, ispirati all’arte francese del XIX secolo con lettere iniziali incise o smaltate, soprattutto la R di ricordo, la A di amore o affetto, o la S di schiavo o souvenir.

M

Mano a fico o “manufica”

Amuleto generalmente in corallo riproducente il gesto scaramantico della la caratteristica “mano a fico” o “manufica”, con pollice stretto tra indice e medio.

Miniatura, gioiello

Ritratto o disegno in piccolissime dimensioni realizzato su vetro, pergamena, porcellana, smalto, avorio.

Mosaico minuto

La tecnica tipica dell’ambiente romano, chiamata mosaico in piccolo o micro mosaico, si basa sulla filatura dello smalto. La definizione di mosaico minuto venne utilizzata sin dal principio del procedimento: lo smalto, reso malleabile dal calore, viene modellato con pinze in lunghe bacchette e fili sottili, successivamente ridotti in piccoli segmenti fino a un millimetro di lunghezza. La tecnica fu messa a punto a Roma nella seconda metà del XVIII secolo, all’interno dello Studio Vaticano del Mosaico, dopo la scoperta nel 1831 da parte del chimico Alessio Mattioli di una pasta vitrea opaca facilmente modellabile, dalle svariate cromie. In un primo tempo furono filati smalti di colore uniforme, successivamente nella bacchetta furono uniti più colori e si raggiunse un’ampia gamma di gradazioni tonali che permisero l’introduzione di effetti chiaroscurali. Fu il mosaicista Giacomo Raffaelli (1753-1836) a usare nel 1775 gli smalti filati nella realizzazione di placche montabili su oggetti, quali tabacchiere, scatole, sigilli, gioielli. Sotto la dominazione francese nel 1798 il mosaico minuto viene usato in placche in parure di gusto neoclassico con temi tratti dall’arte musiva antica (nature morte e animali), vedute architettoniche di Roma, archeologiche e monumentali, scene popolaresche, simboli eucaristici e paleocristiani.

N

Navicella, orecchino a

Tipologia di orecchino particolarmente diffusa in Sicilia formato dall’unione di due lamine bombate dalla tipica forma lunata e caratterizzato da numerose varianti del motivo decorativo superiore, tra cui fiori, animali, figure umane, velieri, ecc... e dal decoro in smalti policromi, tra cui prevalgono i colori come il rosa, bianco, celeste, blu e verde.

Niello

Lavoro di oreficeria che consiste nell’incidere con il bulino una lastra d’oro, d’argento o di un altro metallo e nel riempire il solco così ottenuto con una pasta scura composta d’argento, rame, piombo, zolfo e borace (o sale del boro, una polvere bianca).

P

Papille, en

Tipo di decorazione usato in gioielleria consistente in cascate di pietre preziose di misura digradante dall’alto verso il basso, articolate tra di loro e terminanti in motivi a forma di goccia appuntita.

Parure

Insieme di gioielli dello stesso disegno comprendente una collana, un paio di orecchini e un bracciale, spesso arricchito di ornamenti per acconciatura e spille. Un assortimento meno completo è detto demi-parure.

Paste vitree

Dalle diverse risultanze cromatiche, derivano dalla commistione, mediante fusione, di componenti vetrose. La sfaccettatura rende del tutto simile l’effetto decorativo finale alle gemme. A volte nell’incastonatura “a notte” (con il fondo retrostante la pietra completamente chiuso) si usava rafforzare l’intensità del colore della pietra inserendo tra il fondo metallico e la pietra stessa una sottile sfoglia metallica colorata.

Pastiche (o pasticcio)

Opera d’arte creata contraffacendo lo stile e i motivi di uno o più artisti, oppure fondendo insieme forme e tecniche di epoche differenti. In taluni casi il pastiche diventa caricaturale poiché esalta all’eccesso gli aspetti più tipici del modello originale. In oreficeria consisteva nell’adattare alle nuove mode antichi monili, sia per motivi estetici legati all’ammodernamento del gusto, sia per motivi pratici quando questi risultavano lesionati o mancanti di alcune parti. I gioielli pastiche, che riportano elementi non pertinenti e di diversa datazione.

Pavé, montatura a

Tipo di montatura ove più pietre solitamente di piccole dimensioni sono poste l’una accanto all’altra, così da coprire l’intera superficie del gioiello e nascondere quasi ogni parte metallica.

Pendeloque

Tipo di orecchino particolarmente di moda nella seconda metà del XVIII secolo, formato da un sormonto ovale, circolare o a forma di navette che sorregge un motivo a forma di fiocco e un pendente a goccia.

Pettorale o battipetto

Ornamento da indossarsi sul petto.

Placcatura

Sovrapposizione di un materiale metallico nobile ad uno vile.

Pietra dura

Gemma naturale caratterizzata da elevata durezza e resistenza agli agenti chimici: sono tali ad esempio il porfido, i lapislazzuli, l’onice, l’agata. Durante il Rinascimento vi fu un’ampia produzione di oggetti in pietre dure: cammei, gemme, coppe, vasi. A Firenze, in particolare, venne fondata nel Casino di San Marco un’officina specializzata negli intarsi in pietre dure.

Pietra preziosa

Appartengono a questa categoria il diamante, lo smeraldo, lo zaffiro, il rubino, considerate di maggior valore rispetto ad altre gemme, come per esempio i topazi.

Placca

Sinonimo di foglia. Oppure, pezzo di metallo piatto usato come base per la decorazione a smalto.

Placchetta

Lastra di dimensioni ridotte, di vari materiali (oro, argento, avorio, bronzo, legno) ornata con bassorilievi, incisa o sbalzata, in genere usata come rivestimento di oggetti quali mobili, armature, cofanetti.

Poissarde

Tipologia di orecchino diffusa tra il 1790 e il 1810 in Europa così chiamato perché originariamente indossato dalle pescivendole (poissardes) dei mercati delle Halles di Parigi. Esso presenta sul verso, da un attacco incernierato, semicircolare o a forma di S, che si estende dalla base alla sommità ove si aggancia alla parte frontale dell’orecchino e sul recto da un pannello piatto o un mezzo anello decorato con smalti, spesso lavorato a traforo e montato con qualche pietra semipreziosa o d’imitazione.

Pomander

Gioiello a forma di sfera d’oro traforata atta a contenere particole profumate che nei secoli XVI, XVII e successivi serviva a “preservare” dalle infezioni.

Punzone (marchio)

Ferro in cui era intagliata la figura, il marchio, che veniva impresso nelle medaglie, nelle monete, negli argenti e negli ori.

R

Racemo

Motivo ornamentale a forma di grappolo con tralci, rami, fiori, foglie; può essere dipinto o scolpito.

Reliquiario

Vaso, cofanetto o scatola contenente le reliquie di un santo, generalmente di materiale prezioso e riccamente decorato.

Repoussé, a

Tecnica di lavorazione a rilievo ottenuta mediante il sollevamento della superficie del metallo dal rovescio, secondo un disegno prestabilito, con martello e punzoni.

Retroincastro

Tecnica decorativa che consiste nell’inserire dal retro sul rame dorato, preforato, piccoli elementi di corallo levigati a forma di bacelli, trattini, puntini e virgole per fissarli con la pece nera, cera e tela chiudendo da dietro l’opera con un’altra lastra pure di rame dorato spesso lavorata e decorata con punzonature fitoforme.

Rosa, taglio a

Tipo di taglio applicato a diamanti e altre pietre trasparenti, caratterizzato da una base piatta e da una cupola appuntita sfaccettata con faccette triangolari.

S

Saggio

Operazione sperimentale consistente nel prelievo di una piccola quantità di materiale attraverso la quale si riconoscono i metalli preziosi e se ne determina il titolo.

Saldatura

Processo di giunzione di due o più pezzi di metallo per mezzo di una lega o saldante, il cui punto di fusione è più basso di quello dei metalli che devono essere saldati.

Sbalzo

Tecnica di decorazione a rilievo ottenuta mediante il sollevamento della superficie del metallo dal rovescio secondo un disegno prestabilito. Questa tecnica è equivalente a quella a repoussé, anche se il termine è a volte utilizzato solamente per indicare una lavorazione realizzata meccanicamente per mezzo di stampi di pietra o metallo.

Scappamento, orologio a

Lo scappamento è il sistema meccanico che negli orologi traduce il movimento oscillatorio in rotatorio. Gli orologi da tasca nascono dopo l’invenzione del bilanciere, dell’alimentazione a molla e dello scappamento nel XV secolo. Nel XIX gli orologi vengono miniaturizzati e inizia la produzione in serie dei componenti che permise di realizzare orologi da tasca compatti e precisi, almeno fino agli anni ’70 del Novecento. L’orologio da tasca è generalmente composto da una cassa che racchiude il meccanismo, un quadrante indicatore del tempo e un coperchio che protegge il quadrante. La forma più diffusa è quella circolare a cipolla o a saponetta. Le più famose orologerie sono in Germania Augusta, Norimberga e la Sassonia. La Francia, il Trentino e la Svizzera, soprattutto città come Ginevra.

Sevigné

Tipo di spilla a forma di fiocco talvolta decorato con pendenti a forma di goccia di gran moda nel XVII e XVIII secolo. Il nome deriva da quello della marchesa di Sévigné (1626-1696), dama di corte all’epoca di Luigi XIV.

Smalto

Pasta vitrea, finemente triturata e colorata con ossidi metallici con cui si colorano superfici metalliche, vetro, ceramica ed altro. I tipi di smalto su metallo sono:
-Champlevé Lo smalto riempie alveoli che vengono incavati direttamente nella superficie metallica;
-Cloisonné Gli alveoli in cui si cola lo smalto, lievemente sporgenti dal piano della superficie metallica, sono formati da sottili listelli metallici (cloisons) o fili metallici;
-Traslucido o a rilievo Lo smalto colorato, viene applicato su una lastra d’argento sbalzata.

Smalto trapanese, tecnica dello

Pasta vitrea entro gli alveoli costantemente interrotta da elementi aurei affioranti dal fondo, come stelline, puttini, tondini.

Sormonto

In un orecchino pendente la parte superiore del gioiello, da indossare a contatto con il lobo.

Sponsorio, anello

Anello, generalmente in oro, riproducente due mani che si stringono, tipologia di fede nuziale più diffusa nell’Ottocento derivata da quella, già ben documentata d’epoca romana.

Stampaggio, lavorazione a

Tecnica che si basa sull’impiego di uno “stampo”, ottenuto mediante la realizzazione in negativo di una matrice (formata su un modello prestabilito in metallo resistente, bronzo o acciaio) cui fa riscontro, in positivo, il “controstampo” (che si ottiene versando nello stampo una lega di piombo e stagno). Comprimendo la lastra fra stampo e controstampo si ottiene la graduale deformazione della superficie, fino alla riproduzione integrale del modello impresso nello stampo. La compressione avviene mediante un apposito strumento chiamato “bilanciere”.

T

Titolo

Indica la quantità di oro puro contenuto nelle leghe: veniva controllato tramite saggio.

Toson d’oro

Simbolo dell’Ordine cavalleresco istituito nella prima metà del Quattrocento dal Duca di Borgogna Filippo il Buono e che ebbe particolare diffusione in Europa, generalmente conferita a sovrani o esponenti di famiglie nobili che si erano distinti come difensori della religione cattolica. E’ composto da collare a grandi maglie con pendente centrale a forma di ariete.

Traforo

Tecnica che con l’uso del trapano e di strumenti da taglio crea figurazioni e motivi decorativi su lastre di metallo, marmo o legno.

Turchese

Gemma di colore variabile, dal celeste pallido all’intenso, opaca.

V

Vago

Elemento sferico o ovale, vuoto all’interno, formato da due semisfere saldate. Il vago può essere liscio, sfaccettato, inciso, traforato.

 
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