Editoriale

di Enrico Colle e Maria Concetta Di Natale

Giunta al suo nono anno di pubblicazione, OADI Rivista propone in questo diciassettesimo numero un gruppo di articoli su argomenti che vanno dal Medioevo alle soglie del XX secolo. Il primo, di Giovanni Cardamone, tratta di alcune decorazioni pittoriche databili alla fine del XII secolo rinvenute negli anni Settanta all’interno della vecchia sede della Facoltà di Architettura di Palermo. Chiara Francina studia una aumônière custodita nel Tesoro della Cattedrale di Como, datata al terzo quarto del XIII secolo e Simone Picchianti espone i risultati ottenuti dalla ricerca scientifica sull’inventario di bottega di un lanciaio fiorentino dell’inizio del XV secolo. Anastazja Buttitta analizza una tipologia di gioiello caratteristica della produzione orafa veneziana, il cosiddetto Moretto Veneziano, indagandone l’origine e lo sviluppo. Ivana Bruno tratta del monumentale leggio in bronzo commissionato dai padri carmelitani per il coro del Santuario dell’Annunziata di Trapani nel 1582 al fonditore Annibale Scudaniglio. Giuseppe Giugno indaga il tema iconografico del Crocifisso attraverso l’analisi di alcune opere cinque e seicentesche della Sicilia centrale che rimandano a scultori napoletani, palermitani e madoniti. Rita Pellegrini studia la tipologia di anello a tavola ottagonale diffusa tra XVII e XVIII secolo nell’Alto Lario e il suo legame con il contesto siciliano. Il mecenate e collezionista don Agesilao Bonanno Joppolo è l’oggetto dello studio di Anna Maria Alaimo, che ne ricostruisce la figura storica e la passione per l’Arte. Daria Gastone analizza un nutrito corpus di argenti liturgici ricondotti alla bottega dei Bonechi, orafi provenienti da Siena e operanti a Pisa nel XVIII secolo. Elvira D’Amico pubblica due inediti elenchi dotali, che integrano gli studi sui costumi settecenteschi milazzesi. Giovanni Boraccesi studia il patrimonio degli argenti di Kampos, Loutrà e Xinara, aggiornando il suo percorso di ricerca sugli argenti di quest’area dell’Egeo. L’articolo di Rosalia Francesca Margiotta analizza i paliotti d’altare in fili di paglia delle chiese cappuccine della Sicilia occidentale, produzione finora poco indagata, ma degna di nota per l’abilità degli esecutori. Sergio Alcamo propone uno studio di un piccolo gruppo di matrici in rame della seconda metà dell’Ottocento provenienti dalle sacrestie di alcune chiese e dal Museo Civico di Castelvetrano-Selinunte, destinate alla produzione di stampe di traduzione a carattere sacro-devozionale. Andrea Massimo Basana tratta la produzione vitrea dei Fratelli Testolini, azienda di primaria importanza nella Venezia del XIX e XX secolo. Infine, Daniela Brignone studia la produzione della ditta Sardella di Acireale, importante realtà nel contesto della produzione mobiliera italiana degli inizi del Novecento. Questo numero è ulteriormente arricchito da una recensione di Lucia Ajello su una guida scientifica di recente pubblicazione sui gioielli alto aragonesi.