Editoriale

di Enrico Colle e Maria Concetta Di Natale

Il diciottesimo numero di OADI Rivista, proseguendo nel solco della ricerca scientifica sulle arti decorative nel contesto nazionale e internazionale, si apre con l’articolo di Francesco Lo Gioco, che delinea le vicende della realizzazione dell’armadio di sagrestia della Basilica di San Miniato al Monte di Firenze. Benedetta Montevecchi studia la testa reliquiaria di un santo monaco del Museo Diocesano di Visso, che riconduce a maestranze orafe sulmonesi della fine del XIV secolo. L’interesse di Leonardo per i mappamondi, le pietre dure e i cristalli preziosi è oggetto dell’articolo di Paola Venturelli, che propone un originale punto di vista sulla cultura del grande artista. Fabrizio Tola studia le sculture lignee finora inedite di una collezione privata sarda, databili tra il XVI e il XVIII secolo, contestualizzandole con il panorama artistico mediterraneo dell’epoca. Oggetto dell’articolo di Enrico Colle è una splendida cornice, nella quale si legge l’ispirazione che l’autore trasse dalle opere di Gian Lorenzo Bernini e dei suoi allievi. Elvira D’Amico studia alcuni rari esemplari di parati ed arredi sacri rinvenuti in Sicilia, la cui particolare tecnica realizzativa è caratterizzata dall’utilizzo di cannette di vetro veneziano. La statua argentea dell’Immacolata della cattedrale di Caltanissetta realizzata nel 1759 è oggetto dell’articolo di Giuseppe Giugno, che ne ricostruisce le vicende storiche. Daria Gastone tratta il corredo d’altare della Cappella dei Miracoli nella Cattedrale di Volterra, commissionato dalla Compagnia del Santissimo Sacramento nel XVIII secolo. La trattazione dell’arte orafa all’interno del periodico “Cellini”, il cui primo numero uscì nell’ottobre del 1940, è l’argomento dell’articolo di Antonella Capitanio. Angelo Pantina, infine, propone una riflessione sul rinnovato interesse per le arti decorative e sulle produzioni di artisti e designer che si concentrano su questo specifico contesto tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, ripercorrendo il percorso di studi e di ricerche della compianta Anna Maria Fundarò. Completa questo numero una recensione di Anita Paolicchi sul volume “Preziose dediche. Arte cerimoniale ebraica a Livorno”, curato da Dora Liscia Bemporad e di recente pubblicazione, che tratta la storia della comunità ebraica livornese attraverso l’analisi dei manufatti. Concludiamo porgendo i più sentiti auguri di buone feste agli autori, ai collaboratori e ai lettori, che, sempre più numerosi, seguono la rivista con costante attenzione.