Abstract

Carmelo Bajamonte
Aggiunte per la Sella del viceré Colonna

L’autore, mediante la consultazione di documenti custoditi nel fondo della Direzione generale delle antichità e belle arti dell’Archivio Centrale dello Stato, fornisce nuovi importanti spunti sulla sella del viceré Juan Fernandez de Pacheco, marchese di Villena, manufatto palermitano della seconda metà del XVI secolo custodito nelle collezioni di Palazzo Abatellis di Palermo,che oggi si ritiene sia stato realizzato per un altro viceré di Sicilia, Marcantonio Colonna.

Carmelo Bajamonte
Additions to the Saddle of the Viceroy Colonna

The author, bythe consultation of documents kept in the fondo of the General Administrative Officeof Antiquities and Fine Arts in the CentralState Archives, provides new importantinformationabout the Saddle of the Viceroy Juan Fernandez de Pacheco, Marquis of Villena. It is an artifact of the second half of the sixteenth century created by workers in Palermo, preserved in the collections of Palazzo Abatellis, which is nowdays believed to have been made ​​for another viceroy of Sicily, Marcantonio Colonna.

Ciro D’Arpa
La Madonna di Ravanusa nei Raguagli di padre Ottavio Gaetani: l’incisione di Giovanni Federico Greuter tra istanze civiche e ragioni artistiche

L’antico culto della Madonna di Ravanusa (Agrigento), legato alla figura del Gran Conte Ruggero, alla luce dei materiali agiografici raccolti da Padre Ottavio Gaetani per le Vitae Sanctorum Siculorum, e la sua iconografia, ufficializzata dall’incisione che ne fece Giovanni Federico Greuter, sono l’argomento dell’interessante articolo, tra storia dell’arte, iconografia, iconologia, e storia sacra e civile della Sicilia.

Ciro D’Arpa
Our Lady of Ravanusa in the Raguagliof FatherOttavioGaetani: the engraving by Giovanni Federico Greuter between civic instances and artistic reasons

The ancient cult of Our Lady of Ravanusa (Agrigento), linked to the figure of the Grand Count Ruggero, in the light of hagiographic material collected by Father OttavioGaetani for the Vitae Sanctorum Siculorum, and her iconography, that was made ​​official by the engraving byGiovanni Federico Greuter, are the subject of this interesting article, including history of art, iconography, iconology, and sacred and civil history of Sicily.

Roberta Cruciata
Capolavori trapanesi in corallo del XVII e XVIII secolo a Malta

L’articolo analizza preziose opere trapanesi in corallo del XVII e del XVIII secolo, in particolare ostensori e capezzali, che oggi si trovano a Malta, in collezioni private, ecclesiastiche e in musei dell’Isola. Tali manufatti, alcuni dei quali inediti, rappresentano un’ulteriore conferma della committenza aulica, della destinazione internazionale e dell’ampia diffusione mediterranea che tra il Seicento e il Settecento ebbe il corallo lavorato a Trapani.

Roberta Cruciata
Coral masterpieces from Trapani of the seventeenth and eighteenth centuries in Malta

The article analyzes precious coral works of art of the seventeenth and eighteenth centuries from Trapani, in particular monstrances and bolsters, which today are found in Malta, in private and ecclesiastical collections, and in museums of the Island. These artifacts, some of them unpublished, are a further confirmation of the aulic patronage, the international destination and the widespread Mediterranean diffusion that the coralworked in Trapani had between the seventeenth and eighteenth centuries.

Salvatore Serio
Argenti messinesi ad Alcara Li Fusi

L’autore studia un importante novero di suppellettili liturgiche di manifattura messinese presenti ad Alcara Li Fusi, comune della provincia di Messina. Questi manufatti, molti dei quali inediti, fanno parte della collezione del museo di Arte Sacra del piccolo centro dei Nebrodi. L’articolo è un ulteriore contributo per tracciare un quadro storico-artistico il più esaustivo possibile sulla, non ancora ben conosciuta, maestranza della città dello Stretto.

Salvatore Serio
Silverware from Messina in Alcara Li Fusi

The author examines a number of liturgical furnishings manufactured in Alcara Li Fusi, a town in the province of Messina. These artifacts, many of them never previously divulgated, are part of the collection of the Museum of Sacred Art in the small town of  the Nebrodi mountains. The article is a further contribution to trace a historical-artistic picture, as exhaustive as possible, on the not yet well known workmen of the city of the Straits.

Kirstin Kennedy
Un copón en el Victoria and Albert Museum, Londres, procedente de la iglesia de S. Pietro a Fusariello, Nápoles

L’articolo riguarda una pisside napoletana in argento dorato, opera del 1720 del maestro partenopeo Francesco Avellino, parte delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londradal 1951, già di proprietà del Dr. W. L. Hildburgh, generoso mecenate del museo londinese. Il pregiato manufatto proviene dalla chiesa di San Pietro a Fusariello di Napoli, e fu commissionato da un membro dell’importante famiglia Venato.

Kirstin Kennedy
A pyx in the Victoria and Albert Museum, London, from the church of S. Pietro a Fusariello, Naples

The article concerns a Neapolitan silver-gilt pyx, a work dated 1720 by the Neapolitan master Francesco Avellino, part of the collections of the Victoria and Albert Museum in London since 1951, formerly owned by Dr. W. L. Hildburgh, generous patron of that museum. The precious artefact comes from the church of San Pietro in Fusariello of Naples, and was commissioned by a member of the important family Venato.

Anastazja Buttitta – Gaetano Bongiovanni
Un armadio dipinto trapanese del Settecento. Aggiunte al catalogo di Domenico La Bruna

L’articolo tratta di un armadio settecentesco dipinto all’esterno, sugli sportelli e sui fianchi, con scene dell’Antico Testamento, attualmente parte della collezione Cirafici-Ricevuto di Bagheria, già di proprietà del barone trapanese Carlo Drago di Ferro. La decorazione dell’opera viene attribuita al pittore trapanese Domenico La Bruna, di cui viene anche tracciato unesauriente profilo con un’ulteriore aggiunta al suo ricco catalogo.

Anastazja Buttitta – Gaetano Bongiovanni
A painted cupboard of the eighteenth century from Trapani. Additions to the catalogue of Domenico La Bruna

The article concernsa cupboard of theeighteenth century painted outside, on the doors and sides, with scenes from the Old Testament, which is currently part of the collection Cirafici-Ricevuto of Bagheria, already owned by the Baron Carlo Drago di Ferro from Trapani. The decoration of the work is attributed to the painter Domenico La Brunafrom Trapani. It is also traced an exhaustive profile of that artist with a further addition to his rich catalogue.

Jacek Kriegseisen
Avorio e corallo. La statua di San Sebastiano del convento dei gesuiti a ŚwiętaLipka (Polonia)

Un’inedita statua in avorio e corallo del XVIII secoloraffigurante San Sebastiano, custodita presso il convento dei Gesuiti di ŚwiętaLipka, una delle mete di pellegrinaggio più importanti della Polonia settentrionale, è l’argomento dell’articolo. Verosimilmente si tratta di un manufatto realizzato da abili artigiani trapanesi.

Jacek Kriegseisen
Ivory and coral. The statue of Saint Sebastian of the Jesuit convent inŚwiętaLipka (Poland)

An unpublished statue in ivory and coral of the eighteenth century representing St. Sebastian, which is kept in the convent of the Jesuits in ŚwiętaLipka, one of the most important pilgrimage destinations in the northern Poland, is the topic of this article. Probably it is a work of art made by skilled artisans from Trapani.

Maria Laura Celona
Fabbriche di argenteria degli inizi dell’Ottocento: i Contino e i Fecarotta negli appunti di Maria Accascina

Inediti appunti della studiosa siciliana Maria Accascina riguardanti la nascita delle prime fabbriche di oreficeria e argenteriasorte a Palermo nell’Ottocento e agli inizi del Novecento, in particolarela gioielleria Contino e la storica ditta dei fratelli Fecarotta, rappresentano l’argomento dell’articolo.

Maria Laura Celona
Factories of silverware of the early nineteenth century: the Contino and Fecarottain Maria Accascina’s notes

Unpublished notes of the Sicilian scholar MariaAccascina about the birth of the first factories of jewellery and silverware in Palermo in the nineteenth and early twentieth century, particularly the Continojeweller’s and the historic company of the brothers Fecarotta, are the subject of this article.