Abstract

Giovanni Boraccesi
Oreficeria nella Diocesi di Tricarico dal XV secolo al XVI

Il saggio completa la disamina delle suppellettili liturgiche del XV e XVI secolo rinvenute nella Diocesi di Tricarico, già oggetto di studio da parte dell’autore. Partendo dalle descrizioni dei manufatti in avorio, l’articolo prosegue analizzando le suppellettili liturgiche in argento realizzate fino agli inizi del XVII secolo e i successivi interventi di restauro.

Jewellery in the Diocese of Tricarico from the 15th to the 16th century

The essay completes the examination of the liturgical furnishings of the 15th and 16th centuries found in the Diocese of Tricarico, which the author had already studied. Starting from the descriptions of the ivory artefacts, the article goes on to analyse the silver liturgical furnishings made up to the beginning of the seventeenth century and the subsequent restoration work.

Paola Venturelli
Opere in pietre dure nell’inventario Gonzaga del 1626-1627. Qualche nota su stime, prezzi e costi (tra Milano e Mantova)

L’inventario Gonzaga del 1626-1627 elenca, insieme agli altri beni, le opere in pietre dure. Il documento è importante anche perché, diversamente da altri analoghi, fornisce la stima dei manufatti, espressa in Lire, Ducatoni e Scudi. Il saggio analizza queste valutazioni economiche, mettendo in evidenza come le opere di Arte Decorativa siano valutate maggiormente rispetto ai dipinti.

Works in gemstones in the Gonzaga inventory of 1626-1627. Some notes on estimates, prices and costs (between Milan and Mantua)

The Gonzaga inventory of 1626-1627 lists gemstones along with other goods. The document is also important because, unlike other similar ones, it provides the estimate of the artefacts, expressed in Lire, Ducatoni and Scudi. The essay analyses these economic valuations, highlighting how works of decorative art are valued more highly than paintings.

Gaetano Giannotta
Un viaggio nella memoria sacra: le opere d’arte antica nelle chiese di nuova edificazione della città di Palermo

L’autore mette in evidenza una serie di opere d’arte rimaste relegate ai margini della storia artistica palermitana, che oggi ornano le parrocchie di nuova edificazione della città di Palermo e non più le sedi originarie, sottolineando l’importanza della valorizzazione e della tutela che queste meriterebbero. Vengono ripercorse le tappe storiche più significative dell’urbanizzazione della città, a partire dall’annessione della Sicilia al Regno d’Italia nel 1860, dalla belle époque al Novecento.

A journey through sacred memory: ancient works of art in Palermo’s newly built churches

The author highlights a series of works of art that have remained relegated to the margins of Palermo’s artistic history and that now adorn the newly built parishes of the city of Palermo rather than their original locations, emphasising the importance of the enhancement and protection they deserve. The most significant historical stages in the urbanisation of the city are retraced, starting from the annexation of Sicily to the Kingdom of Italy in 1860, from the belle époque to the 20th century.

Maria Teresa Sorrenti
Arte e devozione tra Calabria e Sicilia. Argentieri messinesi, monaci migratori e la Madonna della Lettera: un breve excursus tra reliquiari antropomorfi e mante nel territorio reggino tra ‘500 e ‘700

Il saggio propone un excursus tra reliquiari antropomorfi e mante in Sicilia e Calabria tra il XVI ed il XVII secolo. Lo studio delle opere di argenteria sacra di provenienza messinese oggi conservate in territorio calabro mette in luce la duplice rilevanza che ad esse va attribuita nell’ambito delle secolari relazioni artistiche e culturali, ma anche di devozione, di cui è intessuta la storia dello Stretto.

Art and devotion between Calabria and Sicily. Messinian silversmiths, migratory monks and the Madonna della Lettera: a brief excursus among anthropomorphic reliquaries and mantas in the territory of Reggio Calabria between the 16th and the 18th century

The essay proposes an excursus among anthropomorphic reliquaries and mantas in Sicily and Calabria between the 16th and 17th centuries. The study of works of sacred silverware from Messina now preserved in Calabria highlights the dual importance that should be attributed to them in the context of the centuries-old artistic and cultural relations, but also of devotion, with which the history of the Strait is woven.

Lisa Sciortino
Opere d’arte negli inediti scritti del collezionista Salvatore Renda Pitti

In seguito ad una risistemazione approfondita dei depositi del Palazzo Arcivescovile di Monreale, sono emersi documenti manoscritti redatti da Salvatore Renda Pitti, che contengono un elenco dettagliato degli acquisti fatti nel tempo e in diverse case d’asta da parte del collezionista. I materiali rinvenuti hanno consentito un approfondimento degli studi sul personaggio del secolo scorso, custode di preziosi manufatti oggi generosamente concessi alla fruizione pubblica.

Works of art in the unpublished writings of collector Salvatore Renda Pitti

Following a thorough reorganisation of the storerooms of the Archbishop’s Palace in Monreale, handwritten documents compiled by Salvatore Renda Pitti emerged, containing a detailed list of purchases made by the collector over time and in various auction houses. The materials found have made it possible to deepen the studies on the personage of the last century, custodian of precious artefacts now generously granted to the public.

Paolo Torriti
Le oreficerie dell’oratorio dei Santi Rocco e Giobbe in Siena

L’oratorio dei Santi Rocco e Giobbe è uno dei più ricchi e preziosi della città di Siena, alla cui realizzazione contribuirono numerosi artisti del calibro di Astolfo Petrazzi, Ilario Casolani, Domenico Manetti, ecc. Nei secoli successivi proseguì la valorizzazione e l’arricchimento della chiesa e dell’oratorio, il quale fu dotato di ingenti e preziose suppellettili sacre, come testimoniano gli antichi inventari. Il saggio studia l’interessante e prezioso corpus di opere finora inedito.

The goldsmithery of the Oratory of Saints Rocco and Job in Siena

The Oratory of Saints Rocco and Job is one of the richest and most precious in the city of Siena, to whose creation numerous artists of the calibre of Astolfo Petrazzi, Ilario Casolani, Domenico Manetti, etc. contributed. In the following centuries, the church and oratory continued to be enhanced and enriched, and was equipped with large and precious sacred furnishings, as the ancient inventories testify. The essay studies the interesting and precious corpus of works, so far unpublished.

Ferruccio Botto
Neogotico e liturgia a Firenze – Il Tabernacolo della Concezione in Duomo

A Firenze, il gusto neogotico nella suppellettile liturgica ebbe un seguito dalla metà del XIX secolo. Uno dei primi e più rilevanti arredi fu il Tabernacolo della Concezione nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, in argento dorato, realizzato da un artefice fiorentino verso il 1851-1853. Tale periodo di tempo, benché difficile per il Granducato ormai al termine, vide nondimeno il granduca Leopoldo II all’opera per collegare la Toscana con le nazioni d’Europa ed i loro sistemi industriali. Cosicché il Tabernacolo deve leggersi anche alla luce della circolazione di idee importata dalle Esposizioni internazionali. Un peso considerevole fra i presupposti dell’arredo, comunque, fu dato dagli accesi dibattiti sul revival gotico delle facciate di Santa Maria del Fiore e Santa Croce a Firenze, in fase di costruzione durante tutta la seconda metà dell’Ottocento.

Neo-Gothic and liturgy in Florence – The Tabernacle of the Immaculate Conception in the Duomo

The Florentine Gothic revival in the liturgical furnishing did not begin until the mid-nineteenth century. One of the earliest and most important objects is the gilded-silver Tabernacle of the Immaculate Conception, still in the Cathedral of Santa Maria del Fiore. The Tabernacle was made by a Florentine silversmith in the early 1850s, a difficult moment for Tuscany since the Grand Duchy was almost at the end. At that time, Grand Duke Leopold II was attempting to implement connections between Tuscany and other European nations and their industrial systems. The fact that the Tabernacle was made in Florence implies the circulation of stylistic tendencies in the Tuscan Capital by means of international Exhibitions. Furthermore, the work can be considered within the context of the heated debates concerning the Gothic revival façades of Santa Maria del Fiore and Santa Croce, both under construction during the second half of the nineteenth century.

Elvira D’Amico
Inediti manufatti tessili del periodo liberty a Palermo

Il saggio studia alcuni inediti manufatti in tessuto decorati con diverse tecniche artigianali e di destinazione privata, caratterizzati da motivi ornamentali propri del Liberty palermitano, mettendoli in relazione con il contesto culturale dell’epoca. Alcuni di questi manufatti si sono insperatamente tramandati fino a noi e sono ancora rinvenibili in collezioni private o familiari, fornendoci preziose informazioni sul livello qualitativo raggiunto da queste anonime artiste tessili.

Unpublished textile artefacts from the Liberty period in Palermo

This essay studies some previously unpublished textile artefacts decorated with various craft techniques and intended for private use, characterised by ornamental motifs typical of Art Nouveau in Palermo, relating them to the cultural context of the period. Some of these artefacts have unexpectedly been handed down to us and can still be found in private or family collections, providing us with valuable information on the level of quality achieved by these anonymous textile artists.

Valentina Filamingo
Piccoli e preziosi: i cammei del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi

Viene presa in esame una parte del Fondo Girardet, la storica famiglia di incisori in pietra dura di intagli e cammei, acquisito nel 1997 dal Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei sec. XIX e XX di Roma, contenente cammei finiti e semilavorati, impronte su ceralacca e in gesso, calchi preparatori, e altri attrezzi di lavoro. Una parte del Fondo è stata recentemente oggetto dell’esposizione temporanea L’arte del cammeo. Dalla lavorazione ai preziosi del fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi, e cronologicamente sistemata per accompagnare il visitatore attraverso un breve excursus sulle fasi della lavorazione, dai modellini in gesso alla pietra lavorata.

Small and Precious: Cameos from the Girardet Collection at the Boncompagni Ludovisi Museum

The article examines part of the Fondo Girardet, the historic family of engravers of hard stone carvings and cameos, acquired in 1997 by the Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei Sec. XIX e XX di Roma, containing finished and semi-finished cameos, wax and plaster impressions, preparatory casts and other working tools. Part of the collection was recently the subject of the temporary exhibition L’arte del cammeo. Dalla lavorazione ai preziosi del fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi, and chronologically arranged to take the visitor through a brief excursus on the stages of workmanship, from plaster models to worked stone.

Rita Pellegrini
L’«ostensorio d’oro» della cattedrale di Como (Stanislao e Cornelio Borghi, 1932)

L’articolo studia l’ostensorio d’oro realizzato dai fratelli Stanislao Giuseppe e Cornelio Raffaele Borghi, protagonisti di un sodalizio lavorativo che durò sino alla fine degli anni ’40. L’opera viene contestualizzata con il panorama storico, artistico e culturale del periodo e ne vengono analizzati nel dettaglio gli aspetti simbolici.

The “golden monstrance” of Como Cathedral (Stanislao and Cornelio Borghi, 1932)

The article studies the gold monstrance made by the brothers Stanislao Giuseppe and Cornelio Raffaele Borghi, protagonists of a working partnership that lasted until the end of the 1940s. The work is contextualized with the historical, artistic and cultural panorama of the period and its symbolic aspects are analyzed in detail.