Francesca Cecchi

francesca-cecchi@virgilio.it

Gli arazzi con Le storie di Giuseppe: rilettura dei documenti

DOI: 10.7431/RIV01042010

La serie dedicata alle Storie di Giuseppe è una delle prime e più importanti della nascente arazzeria medicea. Destinata ad un ambiente altamente rappresentativo di Firenze, il Salone dei Duecento in Palazzo Vecchio, dove avrebbe dovuto coprire tutte le pareti compresi gli spazi delle finestre, venne tessuta in venti arazzi dai maestri arazzieri fiamminghi, Jan Rost e Nicolas Karcher.

Il soggetto delle opere, con il tema biblico di Giuseppe benefattore dei fratelli ma da essi tradito, è una trasparente metafora dei Medici cacciati da Firenze e poi ritornati trionfatori.

I nomi dei cartonisti che lavorano a questa opera contribuiscono a sottolineare il carattere straordinario della serie. Per le Storie, prodotte in un intervallo di tempo che va dal 1545 al 1553, furono dipinti tre cartoni da Iacopo Pontormo, uno da Francesco Salviati e sedici da Agnolo Bronzino, che fu aiutato dal 1548 al 1551 da Raffaellino del Colle e per le bordure da Lorenzo di Bastiano Zucchetti e Alessandro Allori, almeno a partire dal 1549. Il maggiordono di Cosimo I, Pier Francesco Riccio, rivestì il compito della gestione dei rapporti con i due arazzieri e delle commissioni ducali. Ebbe un ruolo importante anche nell’organizzazione delle loro botteghe ubicate rispettivamente nel Giardino delle Statue a San Marco quella affidata a Rost, nei pressi dell’attuale via de’ Cimatori la bottega e l’abitazione di Karcher, presa in affitto da Bernardo di Filippo del Garbo1.

Con questa indagine si propone la raccolta di tutti i documenti editi che riguardano e citano la serie delle Storie di Giuseppe, affiancando anche altre notizie già note che aiutano ad inquadrare il contesto della loro esecuzione; per evidenziare anche graficamente le varie tipologie dei regesti e dei documenti, si è scelto di usare il grassetto o il carattere normale. I documenti sono organizzati in ordine cronologico e riportano una aggiornata trascrizione emendando eventuali imprecisioni o errori e fornendone anche l’interpretazione. Partendo dal lavoro di Candace Adelson, che per prima ha intrapreso lo studio e la ricerca di tutte le notizie presenti nei diversi fondi dell’Archivio di Stato di Firenze relativa agli arazzi e seguendo le linee dettate su questo argomento da Lucia Meoni, si è tentato di offrire una visione complessiva della documentazione inerente gli arazzi con la serie di Giuseppe.

La rilettura dei documenti ha permesso di precisare la cronologia, come ad esempio attraverso la lettera non datata nella quale compare la petizione di Bronzino a Cosimo I de’ Medici, databile intorno al 26 ottobre 1545, grazie al collegamento col documento che la precede, oppure attraverso la memoria dell’arazziere Jan Rost, datata 17 ottobre 1545, la cui imprecisa lettura aveva portato la Adelson a posticiparla al mese successivo, il “17 novembre 1545”2.

Un excursus che parte dal primo documento, datato 28 agosto 1545, in cui si ha notizia della volontà di Cosimo I di prendere le misure del Salone dei Duecento (“salone grande dove si fece la commedia”) in Palazzo Vecchio, destinata ad accogliere gli arazzi con le Storie di Giuseppe e che arriva agli ultimi due elenchi, datati 27 settembre 1553,  della consegna degli arazzi alla Guardaroba da parte degli arazzieri Jan Rost e Nicolas Karcher. Particolare attenzione è posta anche sulla documentazione non direttamente legata alla serie, ma funzionale per una sua maggiore comprensione; vengono qui proposti anche documenti che non la citano esplicitamente, ma che sono verosimilmente collegabili alla sua esecuzione.

Arricchiscono inoltre le testimonianze sulle Storie i tre documenti tratti dal database di The Medici Archive Project: il promemoria di Pier Francesco Riccio (6 maggio 1548), in particolar modo, è collegabile al lavoro sugli arazzi di Giuseppe, ponendosi come ulteriore testimonianza dell’arrivo del pittore Raffaellino del Colle chiamato in aiuto del Bronzino.

Dunque lo scopo del presente studio è stato quello di riunire – riportandoli nella loro completezza, ed integrandoli con nuove acquisizioni, anche bibliografiche – tutti i documenti relativi agli arazzi con le Storie di Giuseppe, con la speranza che l’ampia documentazione consenta di recuperare nella sua interezza le vicende legate a questa prestigiosa serie della manifattura medicea.

REGESTO DEI DOCUMENTI

28 agosto 1545

Molto Reverendo Signor mio con altre lettere mandon due alla Signoria Vostra Reale una di Michele Ruberti per che lo provegga di  denari l’altra del Gualterotto per conto delle arazzerie sopra le quali dico che Sua Eccellentia vuole che le si faccino et se ne pigli adesso la misura per la sala dove si fanno li pasti et per il salone grande dove si fece la commedia et vuole che vi sia dentro la storia di Joseph ma perchè la Signoria Vostra Reale possa meglio intendere tutto oltre al rescritto che ne porserà di mano di Sua Eccellentia il tedesco principal maestro di tali arazzerie vuole ella che subito si trasferisca la Signoria Vostra Reale sin qua che meglio le darà ad intendere come ho dicto il tutto; [...] le bacio la mano et me le raccomando. Dal Poggio il 28 di agosto 1545. Servitore il vescovo di Marsico ”

Dal carteggio di Pier Francesco Riccio, maggiordomo di Cosimo I de’ Medici. Lettera di Marzio Marzi Medici, vescovo di Marsico, inviata da Poggio a Caiano a Pier Francesco Riccio in Firenze, in cui gli comunica l’ordine di Cosimo di prendere le misure della “sala dove si fanno li pasti” (Sala dell’Udienza ?) e del Salone dei Duecento (“salone grande dove si fece la commedia”) in Palazzo Vecchio, cui erano destinati gli arazzi con le Storie di Giuseppe. Lo invita inoltre a recarsi a Poggio a Caiano in compagnia di Jan Rost, principale maestro dell’arazzeria (“tedesco principal maestro di tali Arazzerie”).

ASF, MdP 1170a, fasc. III, ff. 109r-110v.

C. ADELSON, Documents for the Foundation of Tapestry Weaving under Cosimo I de’ Medici , in Renaissance Studies in Honor of Craig Hugh Smyth. II. Art-Architecture,  II, Firenze 1985, p. 17 doc. 5; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 506-507 doc. 23; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, 471.

[post 15 ottobre 1545]

Il giovine supra le tappezzerie/ Del nuovo tappezzere/ Maestro Jacopo/ Maestro Francesco/ Il Bronzini/ Baiacca/ Da capri et lepre per il barco/ Del nuovo tappezzieri”

Promemoria di Pier Francesco Riccio sugli argomenti da discutere con Cosimo I de’ Medici. Sono ricordati: un giovane come supervisore dei progetti degli arazzi, quasi certamente Tanai de’ Medici, che sarà provveditore dell’arazzeria e delle fortezze e fabbriche ducali; due volte un nuovo arazziere, forse da identificare con i due maestri Nicolas Karcher e Jan Rost; i pittori incaricati della realizzazione dei cartoni, quali Pontormo, Salviati, Bronzino e Bachiacca.

ASF, MdP 613,  a. 1545, f. 29v.

I. H. CHENEY, Francesco Salviati (1510-1563), I, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1963, p. 191, nota 213; Idem, II, 1963, pp. 649-650 doc. 22; C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, p. 907 nota 26; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 511 doc. 30.

17 ottobre 1545

Illustrissimo et Excellentissimo signore noi desiderremmo che l’Excellentia Vostra facessi mettere altro che uno pictore a lavorare li cartoni de panni habbiamo a fare perché el Bronzino solo non potrà resistere a darci quelli disegni habbiamo di bisogno. Et noi ci troviamo adosso circa 15 lavoranti et del continuo ne viene che oltre al mangiare et bere voglono guadagnare l’opera lavorando o essere pagati ancora che non lavorino. Però è necessario dare loro da lavorare [...] Si attenda [nel margine sinistro]. Occorre comperare lana, seta, oro et ariento, et pagare le manifatture alli garzoni. Piacendo alla Excellentia Vostra  ordini che ci sia dato un tanto la settimana o el mese per suplire a queste cose [...]. Ordinisi [nel margine sinistro]

Memoria di Jan Rost a Cosimo I de’ Medici. Il maestro arazziere chiede che Bronzino sia affiancato da altri pittori per poter realizzare un numero di cartoni sufficiente a far lavorare i 15 tessitori già presenti e gli altri che continuano ad arrivare. Chiede inoltre di ricevere un pagamento settimanale o mensile per sostenere le spese per i filati e il salario dei lavoranti. In margine sono annotate le decisioni di Cosimo, che, per quanto riguarda gli aiuti a Bronzino, ordina di attendere, mentre concede a Rost i pagamenti richiesti.

ASF, MdP 613, a. 1545, f. 30r.

C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, p. 908 nota 28; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 516 doc. 38 [interpretazione  errata del mese  “17 novembre 1545”]; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

26 ottobre 1545

“E’ venuto l’altro tappezziere da Mantova per servire come l’altro: cercasi di stanze per accomodarsi, dove bisognerà far le telaia, et l’altre circumstantie, Vostra Excellentia sappia in tanto questo: et del resto se li darà conto com’io sarò meglio informato. Così si farà [nel margine sinistro].

Maestro Iacopo Pontormo lavora, come fa il Bronzino che l’ha presa bene: ma l’un et l’altro hanno bisogno d’adiuto, il Bronzino gli fa l’inclusa suplica, et maestro Iacopo me lo dice a bocca, che gli bisogna uno o dua o più garzoni se condo il bisogno, il Baiacca pittore si sollecita et harà bisogno di danari // (f. 50v.). Dissi all’Excellentia vostra che per hora era necessario tener un giovine che vedesse l’opera di questi tappezzieri, cosi di lana, seta, et oro et ariento che epsi domandono, come d’ogn’altra cosa pertinenze a tal impresa, et la mi rispose che si facesse. Piace [nel margine sinistro].

Di presente si parte dallo scriptoio di Thomaso de Medici. Thanai di Niccola de Medici, giovine per questo mi viene detto assai sufficiente, et sarebbe forse buono per l’effecto detto, è povero et è servitor et creato di casa, se l’Excellentia Vostra si contenta si potrà provar et dargli questa cura col medesimo salario che gl’haveva allo scriptoio di fiorini 40 l’anno perché il tappezziere mi sollecita a danari et all’altre cose [...].

Di Firenze el dì 26 d’octobre 1545. Maestro Francesco pittore [Salviati] vorrebbe quache scudo.

Di Vostra Excellentia Illustrissima. Provvegesi [nel margine sinistro]

Lettera di Pier Francesco Riccio a Cosimo I de’ Medici. Il Maggiordomo informa il Duca dell’arrivo da Mantova dell’altro maestro arazziere Nicolas Karcher. Riferisce inoltre che Pontormo sta lavorando, come Bronzino, ai cartoni degli arazzi, quasi certamente delle Storie di Giuseppe, e che entrambi, con una supplica verbale del vecchio maestro e per scritto di Agnolo (identificabile con il documento successivo), chiedono che venga loro concesso l’aiuto di altri pittori (definiti genericamente “garzoni”). Gli trasmette infine le richieste di denaro avanzate da Bachiacca e da Salviati e propone Tanai di Nicola de’ Medici come soprintendente al progetto. Nei margini della lettera Cosimo esprime il suo parere positivo sugli argomenti trasmessi da Pier Francesco Riccio, incluso il pagamento a Francesco Salviati.

ASF, MdP 613, a. 1545, ff. 50r-51v.

C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, p. 907 nota 25, p. 908 nota 27; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 512-513 doc. 32; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

[26 ottobre 1545 circa]*

“Il Bronzino servitore  di Vostra Excellentia […] chiede a quella che li piaccia ordinare gli siano pagati scudi venti il mese, per che oltre alli bisogni di sé proprio, gli bisogna poter tenere uno et alle volte più garzoni che li aiutino et massime che oltre all’impresa delle storie [di Giuseppe] se li aggiugne quella di tutti i fregi et alla fine dell’opera, o prima, o quando piacerà a Vostra Eccellenza di quello, che a quella parrà, che meritino le sue fatiche di tutto in quella si rimetterà. Provvegasi come parrà a voi maggior domo [nel margine sinistro]

Petizione a Cosimo I de’ Medici da parte di Bronzino per un salario di scudi 20 al mese, per poter pagare anche i suoi aiutanti durante la realizzazione dei cartoni per gli arazzi, sicuramente delle Storie di Giuseppe, aggiungendosi a questo lavoro anche i cartoni per i fregi.

ASF, MdP 658, inserto II, f. 74r.

E. MUNTZ, Histoire de la tapisserie: en Italie, en Allemagne, en Angleterre, en Espagne, en Danemark, en Hongrie, en Pologne, en Russie et en Turquie, in J. Guiffrey, E. Müntz, A. Pinchart, Histoire Générale de la Tapisserie, Paris, 25 parti in 3 voll., 1878-1885, [II].1878-1884, p. 63; C. O. TOSI, Una Lettera inedita del Bronzino, in “Arte e Storia”, XXVI, 1-2, 1907, p. 8; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; D. HEIKAMP Die Arazzeria Medicea im 16. Jahrhundert. Neue Studien, in “Münchner Jahrbuch der bildenden Kunst”, XX, 1969, p. 35; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p.  512 doc. 31; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

*[La lettera non è datata, ma essendo una supplica di Bronzino citata nel documento precedente, è stato possibile collegarla ad esso]

8 dicembre 1545

Io mando in mano di Vostra Signoria una cassetta inella quale è dentro un portiere [Dovizia] lavorato da questi tappezzieri et verrà costì il principale maestro Janni Rosth per mostrarlo a Sua Excellentia et parlar seco sopra questa impresa [Storie di Giuseppe], come io scripsi pochi dì sono a messer Lorenzo vostro, di che Sua Excellentia è informata. Vi si troverrà dentro anchora il cartone del Bronzino adcio si possa riscontrar l’imitatione. Imperò Sua Excellentia vedrà et per dirne il vero il maestro medesimo non ne resta molto sodisfacto, promettendo di migliorar, il che se lui non facesse, non so come Sua Excellentia se la vorrà intender, perché questa impresa ha da esser “singular”; in detta portiera mi par troppo oro, et è cosa che dura poco e in breve si fa nero, pur in questo, come nel resto Sua Excellentia si ha da contentar, ma lo dico per rispecto delli panni che si hanno da fare [Storie di Giuseppe]. Perché Sua Excellentia comandi se la vi vuole tanto oro o se andrà toccando quelle parti che più lo ricercano”.

Lettera di Pier Francesco Riccio in Firenze a Cristiano Pagni in Pisa. Informa di aver inviato la prima portiera (Dovizia) da far approvare da Cosimo I de’ Medici insieme al cartone di Bronzino e annuncia l’arrivo di Jan Rost col quale verrà discusso il progetto. Il suo giudizio non del tutto positivo sembra non riguardare l’interpretazione del disegno (“nel resto Sua Excellentia si ha da contentar”), ma l’abbondanza di oro che alterandosi velocemente modifica i toni cromatici originali (“troppo oro che dura poco e in breve si fa nero”). Suggerisce infatti a Cosimo che negli arazzi che si devono tessere (“panni che si hanno da fare”; tra cui le Storie di Giuseppe) l’oro sia aggiunto solo per ottenere effetti desiderati (“quelle parti che più lo ricercano”).

ASF, MdP 375, ff. 62r-v, 80 r-v (già ff. 58r-v, 76r-v).

E. MUNTZ, Histoire de la tapisserie: en Italie, en Allemagne, en Angleterre, en Espagne, en Danemark, en Hongrie, en Pologne, en Russie et en Turquie, in J. Guiffrey, E. Müntz, A. Pinchart, Histoire Générale de la Tapisserie, Paris, 25 parti in 3 voll., 1878-1885, [II].1878-1884, p. 64 nota 4; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, p. XI;  H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, pp. 138-139; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 73; M. VIALE FERRERO, Arazzi italiani, Milano 1961, p. 26; D. HEIKAMP Die Arazzeria Medicea im 16. Jahrhundert. Neue Studien, in “Münchner Jahrbuch der bildenden Kunst”, XX, 1969, p. 63 nota 3; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 87; C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, p. 905 nota 15; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 517-518 doc. 40; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

19 febbraio 1546 [sf 1545]

Maestro Giovanni Rosth tappezziere è stato provisto septimana per septimana secondo  l’ordine di Vostra Excellentia di danari et ha hauto sino a hora scudi 700 e supplica esserne provvisto di maggior somma per haver gente assai, cosi de disegni [Storie di Giuseppe?], // (f. 22v.) et che si faccia il pregio de panni. Vadisi seguitando cosi et veggasi di mandar in Fiandra quella portiera [nel margine sinistro].

Io n’ho parlato più volte a Bartolomeo Gualterocti, et a lui par che a far decti pregi si vadia un poco più avanti et dice che meritebbe il pregio mandare una mostra in Fiandra di questa tappezzerria per tal conto, hora maestro Ianni vorrebbe si chiamasse 2 mercanti che facessero decti pregi, l’altro tappezzieri lavora anche lui et si vedrà in breve la stoffa sua et si verrà al pregio, in che si potrà veder con questo paragone questa faccenda”.

Promemoria di Pier Francesco Riccio sugli argomenti da discutere con Cosimo I de’ Medici. Lo informa che Jan Rost chiede l’aumento di denaro per pagare il gran numero di lavoranti della bottega, di avere a disposizione un maggior numero di cartoni e di far stabilire il prezzo degli arazzi tessuti. Riccio propone alcune ipotesi per la valutazione dei panni di Rost, discusse con Bartolomeo Gualterotti, che propone l’invio della prima portiera (Dovizia) in Fiandra, e con l’arazziere, che vorrebbe affidarla a due mercanti. Il Maggiordomo annuncia anche al Duca la prossima conclusione di un panno da parte dell’altro arazziere, ossia Karcher, che potrebbe costituire un termine di paragone. In margine troviamo annotate le indicazioni di Cosimo I di lasciare inalterata l’attuale disponibilità di denaro e di provvedere all’invio della portiera in Fiandra per la valutazione.

ASF, MdP 613, a. 1545, f. 22r-v.

C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, p. 908 nota 29; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 523 doc. 51; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

22 aprile-12 settembre  1546

“Noterassi in questa carta l’arazzerie verranno in casa da maestri fiamminghi condotti da Sua Excellentia / Una portiera di seta et d’oro in quale è intessuta l’innocentia con più animali et figure da maestro Janni fiammingo/ Addi XV di maggio/ Una portiera di seta et d’oro in quale è intessuta la prima vera [Primavera] con varii animali et fiori dal decto maestro Janni/ Una coperta da some di lana et seta intessuta l’arme di Sua Excellenza con l’ascendente in ogni canto dal decto // (f. 5v) Addì V di giugno/ Una coperta da some simile da maestro Janni decto/ Addi 31 di luglio/ Uno panno da altare di seta et oro dentrovi una Pietà [Compianto] da maestro Niccola tappezzieri/ Addì XII di settembre/ Una coperta di seta et lana da some con l’arme delle biscie del decto”

Vengono registrate le consegne degli arazzi tessuti da Rost e Karcher tra cui figurano, oltre a tre coperte da soma, due portiere, una con la Giustizia libera l’innocenza, l’altra con la Primavera e un “panno da altar” con il Compianto sul Cristo morto, arazzo di prova di Karcher, su cartone di Salviati.

ASF, GM 12, ff. 5r-v.

C. H. SMYTH, Bronzino Studies, Ph. D. Diss., Princeton University 1955, p. 271, nota 2; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 73 e tav. 52; I. H. CHENEY, Francesco Salviati (1510-1563), 3 voll., Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms)1963, I, p. 191 nota 214; II, 376, 650 doc. 25; D. HEIKAMP Die Arazzeria Medicea im 16. Jahrhundert. Neue Studien, in “Münchner Jahrbuch der bildenden Kunst”, XX, 1969, p. 69 doc. 1; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 87, pp. 91-93; C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, pp. 905-906 e note 17-19; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 525-526 doc. 56; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 473.

20 ottobre 1546

“Interveniens ac infrascripta omnia et singula faciens ut mandatarius et pro, vice et nomine prelibate Sue Exccellentie [Cosimo I de’ Medici] [...] ex parte una et Ioannes Rostel [Jan Rost] de Flandria magister auleorum sive ut, vulgo dicitur, d’arazzerie et tapezzerie [...] ex parta alia venerunt ad infrascriptam conventionem et pacta infrascripta stipulatione firmata [...]. Item promette al decto Reverendo Signor Maiordomo ricevente come di sopra dare i panni d’oro, di seta, et di lana fine della historia di Joseph (in caso che sua Eccellenza si contenti che esso gliene faccia) per scudi XII d’oro l’alla et di quello stoffo o più fine come e il panno il quale esso ha in telaio di presente che sono: e quasi finito del primo disegno fatto dal Bronzino”.

Contratto tra Cosimo I de’ Medici, rappresentato da Pier Francesco Riccio, e Jan Rost, stipulato presso il notaio Ser Giovan Battista Giordani. Si citano gli arazzi con le Storie di Giuseppe (“panni d’oro, di seta et di lana fine della historia di Joseph”) e si fa riferimento al primo arazzo da cartone di Bronzino che sta per essere concluso (“quasi finito”), identificato dalla critica  in “Giuseppe in prigione e il banchetto del Faraone”, tessuto da Rost.

ASF, NA 9330, ser Giovan Battista Giordani, 1546-1547, ff. 131r-133v.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 48, pp. 97-101 doc. 2; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. XI-XII; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 139; Battistini 1931, 36 nota 2, 38, 181-185 doc. 15; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 94; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 528-532 doc. 65; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 473.

20 ottobre 1546

“Interveniens ac infrascripta omnia et singula faciens ut mandatarius et pro vice et nomine prelibate Sue Ex.tie [Cosimo I de’ Medici] [...] ex parte una et Nicolaus Charchera [Nicolas Karcher] de Flandria magister auleorum sive ut, vulgo dicitur, d’arazzerie et tapezzerie [...] ex parta alia venerunt ad infrascriptam conventionem et pacta infrascripta stipulatione firmata [...]Item promette al detto Reverendo Signor Maiordomo ricevente come di sopra dare i panni d’oro, di seta et di lana fine della historia di Joseph in caso che Sua Eccellenza si contenti che esso gliene faccia per scudi XII d’oro l’alla et di quello stoffo o più fine come e il pannio il qualie mastro Giovanni Rostel pur fiammingo ha intelaio di presente che e quasi finito del primo disegnio fatto dal Bronzino”.

Contratto tra Cosimo I de’ Medici, rappresentato da Pier Francesco Riccio, e Nicolas Karcher, stipulato presso il notaio Ser Giovan Battista Giordani. Come nel contratto di Jan Rost, vengono citati gli arazzi con le Storie di Giuseppe (“panni d’oro, di seta et di lana fine della historia di Joseph”) e e si fa riferimento al primo arazzo da cartone di Bronzino che sta per essere concluso (“quasi finito”), identificato dalla critica  in “Giuseppe in prigione e il banchetto del Faraone”, tessuto da Rost.

ASF, NA 9330, ser Giovan Battista Giordani, 1546-1547, ff. 127r-129r.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 48; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. XI-XII; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 139; Battistini 1931, 36 nota 2, 38, 186-190 doc. 16; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p.  94; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 532-537 doc. 66; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 473.

25 febbraio 1547 [sf 1546]

“Maestro Janni Rost per conto dell’observantia de capituli fatti in Fiandra. El cartone di maestro Francesco Salviati”

Promemoria di Pier Francesco Riccio sugli argomenti da discutere con Cosimo I de’ Medici. Lo informa sulla richiesta di Rost che vengano rispettati gli ordinamenti vigenti in Fiandra (l’ordinanza di Carlo V del 16 maggio 1544) riguardanti la produzione di arazzi. La laconica annotazione relativa al cartone di Francesco Salviati riguarda probabilmente la commissione al pittore del suo unico modello per le Storie di Giuseppe (Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre).

ASF, MdP 613, a. 1546, ins. 2,  ff. 17r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 542 doc. 76; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 473.

26 maggio 1547

Quel che presenterà questa mia alla Signoria Vostra Reale è messer Benedetto Pagni mio cugino, del quale ho altre volte tenuto ragionamenti con lei della virtù sua della pittura, che da natura si può dire ha hauto, et come è della scuola di Raphael da Urbino, et messer Giulio Romano, statone serviti della Illustrissima casa di Mantova molti et molti anni. Egli ha fatto un quadro per donar al Duca Nostro Signore la inventione della quale non meno che la pittura penso habbi a piacere, a ciascun che il vedrà et a Vostra Signoria massimamente, et era venuto per presentarlo et giunse apunto hiermattina quando sua Eccellenza era partita et deve esser in Dogana. Supplico Vostra Eccellenza le piaccia farlo cavar di là, et metterlo dove a lei pare, come cosa di sua Eccellenza, vederlo et considerarlo, et insieme dire a messer Benedetto quanto li parrà che debba fare o di lassarlo costì o di venire a presentarlo qua”.

Dal carteggio di Pier Francesco Riccio. Lettera di Cristiano Pagni  inviata da  Poggio a Caiano a Pier Francesco Riccio in Firenze nella quale presenta il cugino Benedetto Pagni. L’elogio per  la virtù della sua pittura trova riscontro nel  quadro che lo stesso Cristiano porta in dono a Cosimo I.

ASF, MdP 1173, ins. 4, doc. 181, f. 1r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 544 doc. 79; Idem 1992, 186, 196 nota 13; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474.

4 giugno 1547

Molto Reverendo Signor mio oss.mo

Ho piacere che messer Benedetto mio cugino habbia preso a far il cartone, acciò serva sua Eccellenza in quello che può et mostri maggiormente la virtù sua, questo è per risposta della sua”.

Dal carteggio di Pier Francesco Riccio. Lettera di Cristiano Pagni da Poggio a Caiano a Pier Francesco Riccio a Firenze in cui si compiace di aver appreso che Benedetto Pagni ha iniziato a lavorare ad un cartone.

ASF, MdP 1173, ins. 4, doc. 197, f. 1r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 546 doc. 82; Idem 1992, 187, 196 nota 15; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474.

16 agosto 1547

“In questa carta si noterà l’arazzerie che porterà maestro Niccola et maestro Janni tappezzieri et prima da maestro Janni/ uno panno della historia di Josef per la sala grande di seta et d’oro con uno fregio staccato perché va alla porta delle camere di Sua Excellentia”

Jan Rost consegna alla Guardaroba l’arazzo in seta e oro delle Storie di Giuseppe (Vendita del grano ai fratelli) fatto per la Sala dei Duecento (“per la Sala Grande”), destinato ad essere collocato intorno alla porta di destra della parete sud, che comunicava con l’appartamento di Cosimo I.

ASF,  GM 14, f. 47r.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 48; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 139 nota 5, 141; Battistini 1931, 38-39; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 96; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 546-547 doc. 83; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474.

15 settembre 1547

“Da maestro Nicola/ uno panno di seta e d’oro dove è figurata la presura di Josef da maestro niccola”

Nicolas Karcher consegna alla Guardaroba l’arazzo in seta e oro delle Storie di Giuseppe, identificato in Giuseppe prende in ostaggio Simeone (Roma, Palazzo del Quirinale, OPD 117) .

ASF, GM 14, f. 47v.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 48; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 139 nota 5, 141; Battistini 1931, 38-39; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 96; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 546-547 doc. 83, 547 doc. 85; N. FORTI GRAZZINI (a cura di), Il Patrimonio artistico del Quirinale. Gli arazzi, Milano, 2 voll, 1994, pp.33-34 n. 5; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474.

27 e 30 aprile 1548

“Venerdi sera, che fummo alli XXVII d’aprile, tornai di Roma […] et perché di già havevo havuta commessione [Bronzino], per potere sollecitare più questa impresa che da me stesso non potevo, ch’io toglessi alcuni maestri che mi aiutassino, scrissi avanti ch’io mi partissi di Firenze a un Raffaello dal Borgo, huomo da bene et valentissimo, col quale lavorai insieme già per il Duca d’Urbino, et egli mi promesse venire alla tornata mia da Roma. Hora mi trovo una sua, la quale mi dice che io gl’avvisi mia resolutione, perchè ha qualche altro partito per le mani, né vorrebbe pigliare altra impresa senza mia licenzia[…] Pertanto prego quella che si degni mandare sua resolutione, acciò che questo huomo da bene non si tenga uccellato da me, che certo lo stimo assai”

Lettera di Bronzino a Cosimo I. Rientrato il 27 aprile da un viaggio a Roma, Bronzino chiede a Cosimo I  l’autorizzazione a far venire in suo aiuto per la realizzazione dei cartoni per gli arazzi Raffaellino del Colle, prima che questi si trovi impegnato in qualche altra impresa.

ASF, MdP 387, f. 273.

G. GAYE, Carteggio inedito d’artisti dei secoli XIV, XV, XVI pubblicato e illustrato con documenti pure inediti, Firenze, 3 voll., 1839-1840, II, 1840, pp. 368-369 doc. CCLVIII; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 142 nota 3; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74, pp. 77-78; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, pp. 28-29, 47 nota 7, 68 nota 142; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 550-551 doc. 93; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474; Bambach in The Drawings 2010, 289-291.

Maggio 1548

“Il Bronzino humil servitore di Vostra Eccellenza Illustrissima havendo havuto da quella scudi 50 quando andò a Roma e havendo in detta gita spesi detti danari […] supplica a Vostra Eccellenza che sia contenta non li fare  scontare al presente detti scudi 50, ma farli pagare quel tanto che era solito havere per conto delli panni, promettendo che se fra quattro o sei mesi non harà sconto detti danari, con tanto lavoro, per detta opera, starà contento, che li siano rattenuti di sua detta provvisione”

Petizione di Bronzino a Cosimo I, in cui lo prega di non detrarre dal suo presente salario i soldi che gli aveva anticipato per il viaggio a Roma, promettendo di saldare il debito nei prossimi mesi incrementando il lavoro di realizzazione dei cartoni per arazzi.

ASF, MdP 656, f. 254r.

E. MUNTZ, Histoire de la tapisserie: en Italie, en Allemagne, en Angleterre, en Espagne, en Danemark, en Hongrie, en Pologne, en Russie et en Turquie, in J. Guiffrey, E. Müntz, A. Pinchart, Histoire Générale de la Tapisserie, Paris, 25 parti in 3 voll., 1878-1885, [II].1878-1884, p. 63; A. FURNO, La Vita e le rime di Angiolo Bronzino, Pistoia 1902, p. 105; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 142 nota 3; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 78; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990,  p. 552 doc. 95; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474.

5 maggio 1548 *

Il pittore Bronzino ha scritto a Sua Eccellentia et dato aviso del suo ritorno et come da tapezzieri è sollecitato di finire l‘opere ma che gli è necessario de maestri che li aiutino come gli è stato concesso, et dice haver fermo un Raffael del Borgo, al quale, vuole sua eccellenza che vostra signoria scriva, et lo rifermi et che si facia venire per tali opere. Se messer Benedetto nostro è buono a qualcosa lo ricordo a Vostra Signoria et già l’opere sua si son viste”

Dal carteggio di Pier Francesco Riccio. Lettera da Pisa di Cristiano Pagni, segretario di Cosimo I, a Pier Francesco Riccio a Firenze in cui, mentre gli comunica la richiesta rivolta al Duca da Bronzino di far venire in aiuto Raffaellino del Colle per dipingere i cartoni della serie, perora la causa del cugino Benedetto, del quale già si conosce la qualità artistica (“già l’opere sue si son viste”).

ASF, MdP 1170a, inserto 4, ff. 547r-548v.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 551 doc. 94; Idem 1992, 187, 196 nota 17; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 474.

* Le parole sottolineate sono così nel documento.

6 maggio 1548

Al Bronzino feci l’imbasciata del pittore dal Borgo [Raffaellino del Colle] che l’aspetta con desiderio per mettere mano nel’opere di Sua Eccellentia per i tappettieri”.

Promemoria di Pier Francesco Riccio sugli argomenti da riferire a Cosimo I de’ Medici in cui lo informa di aver avvertito Bronzino dell’arrivo di Raffaellino del Colle.

ASF, MdP 386, f. 568.

MAP, n. 1655.

15 maggio 1548-17 ottobre 1551

“E addì 17 d’ottobre 1551 ducati  trecentocinquantaotto di moneta lire dua soldi VI denari VIII  piccioli si fanno buoni a maestro Agniolo di Cosimo detto Bronzino pittore per la provixione d’anni dua mesi 5 et giorni 25 a ducati  144 l’anno  di Raffaello di Michelagniolo dal Borgho tenuto detto Bronzino a lavorare li cartoni de panni de la storia di Josef cho sua disegni da dì 15 di 15 di maggio 1548 a questo di detratone mesi XI et 7 di che non ci ha servito in detto tempo al giornale 72 in questo”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si trova alla data del 17 ottobre 1551 un pagamento per Raffaellino del Colle (“Raffaello di Michelagniolo dal borgho”) ricevuto da Bronzino, che lo aveva preso con sé per essere aiutato nella realizzazione dei cartoni con le Storie di Giuseppe (“lavorare li cartoni de panni de la storia di Josef cho sua disegni”) continuativamente dal 15 maggio 1548 a questo giorno, esclusa un’assenza di 11 mesi e 7 giorni.

ASF, FM 1 ff. 137s-d, 160 s-d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in ASF, GM 18, ff. 103v, 105r, 108r e v, 109 v, 110r, 111r e v, 112r, 113r, 114v, 115v, 116v, 117r e v, 118r e v, 119v, 121r e v, 122r e v, 123v, 124r, 163r.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p.  48, pp. 89-90; A. FURNO, La Vita e le rime di Angiolo Bronzino, Pistoia 1902, p. 49; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 78; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 552  doc. 96, 596-597 doc. 174, 611-614 doc. 187; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, pp. 474-475.

16 maggio 1548

“Da maestro Niccola/ 1 panno grande della sala di seta et d’oro dove si figura el sogno di Pharaone delle sette vacche grasse et sette magre”

Nicolas Karcher consegna alla Guardaroba un arazzo in seta e oro delle Storie di Giuseppe con Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre, da disegno di Francesco Salviati.

ASF, GM 15, ff. 21v.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p.  48; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 142; Battistini 1931, 39; I. H. CHENEY, Francesco Salviati (1510-1563), 3 voll., Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms)1963, II, p. 651 doc. 32; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 97; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 553 doc. 97; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 475.

31 luglio 1548

“Maestro Niccolas Carchera uno de’ mastri tappezzieri di Vostra Excellentia supplica gli sia prorogata la provisione per mai X da Vostra Excellentia, volendo viver et morire  in questa città, promettendo di far il debito”

Promemoria di Pier Francesco Riccio sugli argomenti da discutere con Cosimo I de’ Medici. Lo informa della richiesta di Nicolas Karcher di poter prorogare il suo contratto di 10 anni, volendo stabilirsi definitivamente a Firenze.

ASF, MdP 613, a. 1548, ins. 4, f. 4v.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 554 doc. 99; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 475.

26 settembre 1548

“Quanto alla sala ci risolveremo torre li panni lavorati da tappezieri benchè non sia finita la storia però facinsi acconciar con le loro fortezze di tela e advisateci quanti sono e quante braccia tirono poi vedremo in sul fatto se li vorremo inpiegare”

Lettera di Pier Francesco Riccio a Cosimo I. Si tratta di una nota autografa del Duca, nella parte finale della lettera, che include  riferimenti agli arazzi con le Storie di Giuseppe.

ASF, MdP 613, inserto 21, ff. 22r-23r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 556 doc. 106; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 475.

9 giugno-28 gennaio 1552

Corrispondenza tra Margherita Paleologa e Nicolas Karcher.  Con tre comunicazioni (9 giugno, 19 settembre e 6 ottobre) Margherita chiede a Karcher di fare ritorno a Mantova per concordare le nozze della figlia Caterina. Nelle risposte di Nicolas (30 settembre e 17 ottobre) vengono espressi i motivi che gli impediscono di allontanarsi da Firenze (dove era arrivato nell’ottobre 1545): si trova nel mezzo di una causa legale contro un finanziatore fiorentino, forse Bernardo Saliti (“al presente non m’è posibile che io me ne posso partire perchè sono intrato in uno conpromesso contro uno fiorentino”).

Il 26 novembre 1551, Margherita Paleologa ricorda a Karcher di dover assolvere ai suoi doveri, pagando la sua parte di dote per il matrimonio della figlia Caterina. Karcher risponde (28 gennaio 1552), lamentando di non aver potuto onorare il suo debito, perchè, mentre era a Venezia, il suo collega ha preso i soldi depositati per lui da Ercole d’Este (5 settembre 1549: Ercole provvede Karcher di 615 libbre). Offre pertanto di usare i proventi delle entrate di una sua proprietà (“intrata di Casalle”).

ASMn, b. 2941, l. 333, f. 72v., f. 86, f. 90; ASMn, b.1962, ff. 345, 378; ASMn, FP, b. 5, f. 134v-135; ASMn, b. 3002, l. 7, f. 91; ASMn, b. 1967, f. 51.

C. M. BROWN, G. DELMARCEL, A. M. LORENZONI, Tapestries for the courts of Federico II, Ercole, and Ferrante Gonzaga, Seattle 1996, p. 98 doc. 23, p. 101 doc. 27, pp. 103-104 doc. 31; Gli arazzi dei Gonzaga 2010, in corso di stampa.

1 ottobre 1548

Li arazzi nuovi della sala, che sono 6 panni,  si armono di tela et girono braccia 36 in circa. Di Vostra Eccellentia Sta bene. Minimo servo Pier Francesco Riccio”

Lettera di Pier Francesco Riccio a Cosimo I. Nel poscritto riferisce il numero e la larghezza totale  degli arazzi con le Storie di Giuseppe, che si stanno armando, con l’approvazione di Cosimo.

ASF, MdP 613, a. 1548, ins. 4, f. 27v.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 557 doc. 108; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 475.

1 ottobre 1548

“canne di tela rozza dal decto messa in armare attorno et nel mezzo VI panni grandi d’arazzo d’oro et seta della storia di Josef [...] tutto per mano di Piero del Tatta”.

Nel libro di “Ricordanze” della Guardaroba di Cosimo I de’ Medici si annota la consegna nei giorni precedenti a Piero del Tatta di sei arazzi delle Storie di Giuseppe in oro e seta.

ASF, GM 15, ff. 91v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 142, nota 4; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 97; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 557 doc. 107; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 475.

4 ottobre 1548

“1/4 canne di tela rozza di proino da Bastiano di Dino consegnato a Piero del Tatta et messa in armare sei panno d’arazzo grandi della storia di Josef tutto per mano di decto Piero”

Nel libro di “Ricordanze” della Guardaroba di Cosimo I de’ Medici si ricorda che in questi giorni sono stati rinforzati  sei arazzi delle Storie di Giuseppe da Piero del Tatta.

ASF, GM 15, f. 94v.

A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, p. 97; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 558 doc. 110; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 475.

[1549] *

“Non potendo detto maestro Niccolas secondo la chiesta del sopradetto Maestro Janni Rost lavorar’ alcuna sorte di tappezerie per di fuora…L’Eccellenza Vostra ne segua secondo la sua prudentia…secondo il mio poco iuditio et per quella experientia che io ho possuto acquistar in questo tempo [Pier Francesco Riccio], che la faccia principalmente che l’un et l’altro maestro tappezier sia libero di poter pigliare lavori di drento et di fuora concedendo all’uno et l’altro pari privilegi”

Documento, databile intorno al 1549, dove  sono annotate alcune questioni, probabilmente da Pier Francesco Riccio, su cui Cosimo I de’ Medici doveva decidere. Si ricorda che l’arazziere aveva ottenuto l’esclusiva del lavoro per i committenti esterni.

ASF, MM 513, ins. 36, ff. 239r-v.

L. MEONI, La nascita dell’arazzeria medicea: dalle botteghe dei maestri fiamminghi alla manifattura ducale dei “Creati fiorentini”, Livorno 2008, p. 22.

*Precedente al rinnovo del contratto del 3 settembre 1549.

2 febbraio 1549 [sf 1548]

“Et per seguire tale suo intento, ha impresso nella mente di ogni persona che, se io non fussi e farebe cose grande et che da me è venuto ogni disordine, tale che io non ho rimedio alcuno, se la benignità vostra non pigla la protezione mia, defendendomi da tanta maligna fortuna. Però suplicandola humilmente, la prego che non mi lasci soffocare da maestro Nicolò in questa maniera, quando la verità sta che lui pigli questo modo per voler finire la mia compagnia et rifar con Vostra Signoria nuovo contratto in nome suo o d’altri sotto qualche quisito colore che lui resti in buono aviamente et io, con tante fatiche che io ho durate, et essendomi indebitato grossamente per ridurre sì nobile arte in questa città et a lui dare honorevole indirizo, rimangha del tutto rovinato et da lui satisfatto con tanta ingratitudine”

Lettera del commerciante di tessuti  Bernardo Saliti a Pier Francesco Riccio, in cui chiede la sua protezione contro gli intrighi di Nicolas Karcker, suo socio nella compagnia, fornendo una dettagliata descrizione dei continui battibecchi. Accusa Karcher di volersi sciogliere dalla società per fare a proprio nome un nuovo contratto con il Duca.

ASF, MdP 1175, ins. VIII, f. 4

MAP, n. 13382.

1 giugno 1549

“ducati dodici di moneta porto Raffaello di Michelagniolo dal Borgho [Raffaellino del Colle] contanti a uscita 28 avere in questo 51 ducati 12 lire_”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data il primo pagamento di 12 ducati a Raffaellino del Colle.

ASF, FM 1, ff. 19s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 564-565 doc. 122.

1 giugno 1549

“lire quatro piccioli pagati a Guido di Piero Poggini macinatore di cholori porto contanti per essere stato 4 giorni a macinare cholori al Bronzino per li cartoni a uscita 27 avere in questo 51 ducati lire 4”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 4 lire per Guido di Piero Poggini  per 4 giornate di lavoro a macinare i colori per Bronzino durante l’esecuzione dei cartoni.

ASF, FM 1, ff. 40s.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 476.

28 giugno 1549

“ducati dodici di moneta porto Sandrino di Tofano [Alessandro Allori] spadaio contanti a uscita 31 avere in questo 55 ducati 12 lire_”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data per la prima volta il pittore Alessandro Allori come  debitore di 12 ducati.

ASF, FM 1, ff. 19s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 564-565 doc. 122.

6 luglio 1549

“lire sessantadua soldi VI denari VIII piccioli pagati a Giovan Filippo di Francesco chartolaio porto contanti per 29 quaderni fogli serviti per fare li cartoni levo il Bronzino et il Bachiacha pittore da dì 29 di novembre 1547 addì 27 di gugnio 1549 a uscita 32 avere in questo 55 ducati 8 lire 6.6.8

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 62 lire 6 soldi 8 denari a Giovan Filippo di Francesco per aver fornito i pittori Bronzino e Bachiacca di 29 fogli per cartoni dal 29 novembre 1547 al 27 giugno 1549.

ASF, FM 1, ff. 40s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121.

13 luglio 1549

“ducati otto di moneta pagati a Lorenzo di Bastiano Zucchetti pittore porto Sandrino di Tofano spadaio contanti per braccia 14 di fregi fattoci per li cartoni de la storia di Josef a lire 4 braccio a uscita 33 in questo 55 ducati 8 lire_”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento, ricevuto da Alessandro Allori, di 8 ducati per 14 braccia di cartoni per i fregi delle Storie di Giuseppe al pittore Lorenzo di Bastiano Zucchetti.

ASF, FM 1, ff. 40s. Pagamenti di cartoni per le bordure a Lorenzo Zucchetti e ad Alessandro Allori anche in GM 18, ff. 33v, 40r, 78v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, 578 doc. 140; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 476.

15 luglio 1549

“Si farà nota in questa carta di tutte l’arazzerie condotte sino a questo di [15 luglio] in guardaroba da maestro Janni Rosto tappezziere [...] uno panno di seta et d’oro disegno del Bronzino decto la vendita di Josef lungo alle 8 1/8 largo 7 3/8 […] uno panno simile disegno del Pont’olmo decto la coppa de Josef lungo alle 8 largo 4 […] uno panno simile del Bronzino detto la prigionia di Josef lungo alle 8 1/5 largo 6 ¼ […] // (f. 41v.) uno panno di seta et d’oro disegno del Bronzino decto e XII fratelli di Josef che è tagliato per sopra la porta et la parte del panno intero è lungo alle 8 largo 2 ¾ sopra la porta alto alle 2 ¼ largo 3 ¾ el fregio di decta parte alto alle 5 largo 7/8 […] uno panno simile del Pont’olmo detto la fuga di Josef lungo alle 7 7/8 ½ largo 4 ½ 1/8”

Elenco degli arazzi tessuti per Cosimo I da Jan Rost dal suo arrivo a Firenze in cui si ricordano cinque arazzi delle Storie di Giuseppe: la Vendita di Giuseppe eseguito su disegno di Bronzino (“la vendita di Josef”; Roma, Palazzo del Quirinale, ODP 115); Giuseppe trattiene Beniamino su disegno di Pontormo (“ la coppa di Josef”; Roma, Palazzo del Quirinale, ODP 109); Giuseppe in prigione e il banchetto del Faraone su disegno di Bronzino (“la prigionia di Josef”; Roma, Palazzo del Quirinale, ODP 118); Vendita del grano ai fratelli su disegno di Bronzino (“XII  fratelli di Josef che e tagliano per sopra la porta”; consegnato il 16 agosto 1547); Giuseppe e la moglie di Putifarre su disegno di Pontormo (“la fuga di Josef”; Roma, Palazzo del Quirinale, ODP 110).

ASF, GM 21, ff. 41r-v.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 49; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. 73-76 docc. 2 e 3; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 142-143; Battistini 1931, 38-39; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74, p. 78; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, pp. 95-101; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 579-581 doc. 141; Forti Grazzini 1994, 16-48, nn. 1-10; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, pp. 476-477.

15 luglio 1549

“Si noterà in questa carta tutte l’arazzerie condotte in guardarobba di Sua Excellentia sino a questo dì [15 luglio] da maestro Niccola … tappezziere ducale [...]uno panno di seta et d’oro disegno del decto Salviati decto el sogno di Josef lungo alle 8 ¼ largo 6 3/4 […] uno panno simile del Bronzino la captura di Beniamin lungo alle 8 ¼ largo 4 1/3”

Elenco degli arazzi tessuti per Cosimo I da Nicolas Karcher dal suo arrivo a Firenze in cui si ricordano due arazzi delle Storie di Giuseppe: Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre da disegno di Salviati (“el sogno di Josef”; consegnato il 16 maggio 1548); Giuseppe prende in ostaggio Simeone da disegno di Bronzino (“la captura di beniamin”; consegnato il 15 settembre 1547; Roma, Palazzo del Quirinale, ODP 117).

ASF, GM 21, ff. 42r.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 49; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. 73-76 docc. 2 e 3; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 142-143; Battistini 1931, 38-39; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74, p. 78; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, pp. 95-101; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 579-581 doc. 141; Forti Grazzini 1994, 16-48, nn. 1-10; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

31 luglio 1549

“ducati quatro di moneta pagati a Sandrino di Tofano [Alessandro Allori] spadaio porto contanti per braccia 7 di fregi dipinti per la storia di Josef per lire 4 piccioli braccio a uscita f. 40 in questo 62 ducati 4 lire_”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 4 ducati al pittore Alessandro Allori per 7 braccia di cartoni per i fregi delle Storie di Giuseppe.

ASF, FM 1, f. 40s. Pagamenti di cartoni per le bordure a Zucchetti e ad Alessandro Allori anche in GM 18, ff. 33v, 40r, 78v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, 581 doc. 143; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 477.

3 agosto 1549

“Si farà nota in questa carta di tutte l’arazzerie condotte sino a questo di [15 luglio] in guardaroba da maestro Janni Rosto tappezziere [...] // (f. 41v.) uno panno di seta et d’oro il sole luna et le XII stelle disegno del Bonzino alto in tutto alle 44 1/2”

Nel libro di “Ricordanze” della Guardaroba di Cosimo I de’ Medici si annota l’elenco degli arazzi tessuti per Cosimo I da Jan Rost dal suo arrivo a Firenze (si conclude il riepilogo del 15 luglio 1549) in cui si registrano un arazzo in seta e oro delle Storie di Giuseppe con “il sole luna et le XII stelle” (Giuseppe racconta il sogno del sole, della luna e delle stelle) da disegno di Bronzino.

ASF, GM 21, f. 41v.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 49; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. 73-76 docc. 2 e 3; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, pp. 142-143; Battistini 1931, 38-39; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74, p. 78; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, pp. 95-100; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 579-581 doc. 141; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 477.

3 agosto 1549

Si noterà in questa carta tutte l’arazzerie condotte in guardarobba di Sua Excellentia sino a questo dì [15 luglio] da maestro Niccola … tappezziere ducale [...] // (f. 42v.) uno panno di seta et d’oro la fuga di Josef dalla regina alto alle 8 1/3 largo 7 /  uno panno simile e XII manipuli disegno del Bronzino alto alle 8 1/3 largo 4 1/2”

Nel libro di “Ricordanze” della Guardaroba di Cosimo I de’ Medici si annota l’elenco degli arazzi tessuti per Cosimo I da Nicolas Karcher dal suo arrivo a Firenze (prosegue il riepilogo del 15 luglio 1549) in cui si registrano due arazzi in seta e oro delle Storie di Giuseppe da disegni di Bronzino, uno con la “fuga di Josef dalla regina” (Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre) e nell’altro “XII manipuli” (Sogno dei manipoli).

ASF, GM 21, f. 42v.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, p. 49; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. 73-76 docc. 2 e 3; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, pp. 142-143; Battistini 1931, 38-39; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 74, p. 78; C. H. SMYTH, Bronzino as Draughtsman: an Introduction, with Notes on His Portraiture and Tapestries, Locust Valley-New York 1971, pp. 95-100; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 579-581 doc. 141; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 472.

9 agosto 1549 – 30 aprile 1552

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 vengono registrati, in più date comprese in questo intervallo di tempo, vari pagamenti al pittore Alessandro Allori.

ASF, FM 1, ff. 19s-d, 160s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, pp. 564-565 doc. 122, pp. 611-614 doc. 187, pp. 614-618 doc. 189.

3 settembre 1549

“Concio sia che altra volta sotto dì XX del mese di ottobre del anno 1546 fussin facti certi capitoli et conventione da durare per 3 anni intra il Reverendo messer Pierfrancesco Riccio Signor maiordomo et secretario del’Illustrissimo et Eccellentissimo Signor nostro Duca come mandatario et in vice et nome di Sua Eccellenza con la promessa de rato da una parte et maestro Giovanni Rost fiammingo arazziere in suo nome da l’altra sopra i negozi et cose delle arazzerie et arte sopra ciò da instituirsi in Firenze per dicta conventione et capitoli[...] Et concio sia che le medesime parti voglino decta capitolatione et conventione prorogare […] per vigore del presente contracto prorogorno et prorogono decta vechia conventione et capitolatione di che di sopra per anni X proximi dal dì che quella sarà finita che finire debbe per tutto dì 19 d’ottobre proximo futuro del presente anno 1549”

Rinnovo per 10 anni – a partire dal 20 ottobre 1549 – del contratto stipulato tra Cosimo I de’ Medici nella persona di Pier Francesco Riccio e Jan Rost presso il notaio ser Giovan Battista Giordani.

ASF, NA 9332, ff. 71r-75r.

E. MUNTZ, Histoire de la tapisserie: en Italie, en Allemagne, en Angleterre, en Espagne, en Danemark, en Hongrie, en Pologne, en Russie et en Turquie, in J. Guiffrey, E. Müntz, A. Pinchart, Histoire Générale de la Tapisserie, Paris, 25 parti in 3 voll., 1878-1885, [II].1878-1884, p. 63; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. XIII-XIV, pp. 65-72 doc. 1; M. BATTISTINI, La Confrérie de Sainte-Barbe des Flamands à Florence. Documents relatifs aux tisslerands et aux tapissiers, Bruxelles 1931, p. 36 nota 2, pp. 39-40, pp. 191-196 doc. 17; Adelson 1983a 908-909 nota 30; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 582-587 doc. 147; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 477.

28 settembre 1549

“ducati quatro di moneta pagati a Sandrino di Tofano pittore porto contanti per braccia 7 di fregi dipinti per la storia di Josef per lire 4 piccioli braccio a uscita f. 45 avere in questo 66 ducati 4 lire_”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 4 ducati al pittore Alessandro Allori per 7 braccia di cartoni per i fregi delle Storie di Giuseppe.

ASF, FM 1, ff. 40s. Pagamenti di cartoni per le bordure a Zucchetti e ad Alessandro Allori anche in GM 18, ff. 33v, 40r, 78v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, 588 doc. 149; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 477.

2 ottobre 1549

“El duca vedde poi e tre panni et per quanto io potetti conosciere quelli di maestro niccolo sadisfanno più assai perché si voltò à quello panno maggiore dove è quella donna nuda su letto et domandò chi haveva fatto quello el quale è di maestro Niccolo et vi ritornò a vederlo dua volta et a giuditio di molti altri quello è el più bello et meglio condotto con più accesi colori, spicconosi et si rimandono domattina nella medesima cassa”

Lettera di Tommaso de’ Medici dalla villa di Poggio a Caiano al maggiordomo Pier Francesco Riccio in cui lo informa sulle reazioni e i giudizi del duca Cosimo sui tre arazzi (Sogno dei manipoli, Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre entrambi di Karcher; Giuseppe racconta il sogno del sole, della luna e delle stelle di Rost) che gli erano stati mandati per poterli esaminare. Il Duca aveva apprezzato maggiormente i panni tessuti da Karcher e soprattutto quello più grande con una donna nuda che era stato considerato il più bello e meglio tessuto (“Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre”).

ASF, MdP 1175, ins. VII, doc. 50.

L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 477; A. CECCHI, in Francesco Salviati (1510-1563) o la Bella Maniera, a cura di C. Monbeig Goguel, Milano 1998, p. 142 n. 5.

19 ottobre 1549

“lire otto piccioli pagati a Guido di Piero Poggini porto contanti per 8 giornate stato col Bronzino pittore a macinare cholori per li cartoni a uscita 49 avere in questo f. 70 ducati 1 lire 1”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 8 lire per Guido di Piero Poggini  per 8 giornate di lavoro a macinare i colori per Bronzino durante l’esecuzione dei cartoni.

ASF, FM 1, ff. 40d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

21 ottobre 1549

“XV canne di tela rozza grossa con la rivolta da Bastiano di Dino messa in armare  tre panni di seta et oro grandi dell’ystoria di Josef per mano di Piero del Tatta cusciti et forniti di cappietti et campanelle di suo”

Da un libro di “Ricordanze generali della Guardaroba”. Si ricorda che sono stati armati con tela rozza tre panni delle Storie di Giuseppe da Piero del Tatta.

ASF , GM 21, f. 77r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 591 doc. 156; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

2 novembre 1549

“ducati quatro di moneta pagati a Alessandro di Tofano pittore porto contanti per braccia 7 di fregi consegnati per noi a maestro Niccolaio Charchera per li cartoni de panni dela storia di Josef a lire 4 piccioli braccio a uscita 51 avere in questo 74 ducati 4 lire _”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 4 ducati pagati al pittore Alessandro Allori per 7 braccia di cartoni consegnati a Nicolas Karcher per i fregi delle Storie di Giuseppe.

ASF, FM 1, ff. 40 d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, ff. 33r, 40r, 78v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, 591 doc. 158; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

2 novembre 1549

“lire dua piccioli pagati a Guido di Piero Poggini porto contanti per II giornate stato col Bronzino pittore a macinar colori per li cartoni a uscita 51 avere in questo f. 74  ducati _  lire 2”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 2 lire per Guido di Piero Poggini  per 2 giornate di lavoro a macinare i colori per Bronzino durante l’esecuzione dei cartoni.

ASF, FM 1, ff. 40 d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, ff. 33r, 40r, 78v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, 591 doc. 158; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

23 gennaio 1550 [sf 1549]

“Priego Vostra Signoria si degni di dar fine a conti di maestro Niccolò [Nicolas Karcher] al che altro non manca che lo stabilimento de’ pregi [prezzi], perché fatto questo è fatto il tutto, che le misure sono tutte in nota. Ho veduto l’essere della ragione vecchia secondo i pregi che Vostra Signoria [Pier Francesco Riccio] mi mostrò per mandarli a Sua Excellenta [Cosimo I] et truovo che ella ha di voto scudi 1200, el che viene da pregi perché io truovo che gl’hanno pagato tanto le manifatture per havere honore che le costano un mondo perché vi è tale lavorante che glè tocco a guadagnare più che scudi 180 d’oro l’anno, et tale scudi 140, et altri scudi 120, il manco scudi 100 et tutto d’oro, che non sanno che cosa sia moneta. Et tutto per servire bene et dicono quei lavoranti che in Fiandra non s’è mai fatto lavori di tale finezza per qual si vogla Signore. Hor Vostra Signoria  so che è giusta et non vorr del loro neanche vorrà havermi messo in luogo dove habbi a essere la rovina mia. Di gratia terminatela o voi mi date licentia che io me ne esca et lascisi andare m.ro Niccolò che senza me non può stare”.

Michele Ruberti, amico e garante di Karcher, scrive a Pier Francesco Riccio, lamentandosi delle spese esorbitanti per l’Arazzeria Medicea. Chiede a Pier Francesco Riccio che vengano definiti i prezzi, in modo da porre fine agli eccessivi compensi assegnati ai singoli tessitori di Karcher. Preferisce, in caso contrario, farsi sollevare dalla sua posizione e far terminare il contratto di Nicolas Karcher.

ASF, MdP 1176, f. 37.

MAP, n. 3056.

21 marzo 1550 [sf 1549]

“In el breve tempo ciè stato el Signor maiordomo non a lassato in dreto cosa per honorarlo per insino a mostrarli non so che pannetti fatti qui per appetir di veder opere di questi maestri a condotto qua Sua Excellentia havendoli referito el Signor don Luis facevano cosi bene come in Fiandra che rimasero spatati quado li fo squainato tal pano et non si intendeva dire altro che jehsus”

Lettera di A. Marchioni a Cristiano Pagni, che insieme alla corte si trova a Pisa, in cui racconta lo stupore per la bellezza di alcuni arazzi mostrati da Pier Francesco Riccio a Gomez Figaroa e altri gentiluomini spagnoli di passaggio a Firenze.

Geishenheimer suggerisce che i pannetti citati nel documento possano essere quelli delle Storie di Giuseppe.

ASF, MdP 395, ff. 830r-831v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 145 nota 5; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990,  p. 594 doc. 167; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

29 aprile 1550

“lire  sedici piccioli pagati a Sandrino di Tofano pittore porto contanti per braccia 4 di fregi fattoci a lire IIII braccio per li panni grandi a uscita 78 avere in questo 112 ducati 2 lire 2”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 16 lire pagato al pittore Alessandro Allori per 4 braccia di fregi per i “panni grandi” (identificabili con quelli delle Storie di Giuseppe).

ASF, FM 1, ff. 40 d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, ff. 33r, 40r, 78v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 143 nota 1; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 79; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, p. 596 doc. 171.

10 maggio 1550

“lire quatro piccioli pagati a Guido di Piero Poggini porto contanti per 4 giornate servito il Bronzino a macinare li colori a uscita 80 cassa avere in questo f. 117 ducati _ lire 4”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 4 lire per Guido di Piero Poggini  per 4 giornate di lavoro a macinare i colori per Bronzino durante l’esecuzione dei cartoni.

ASF, FM 1, ff. 40 d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, ff. 33r, 40r, 78v.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, p. 591 doc. 158; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

5 luglio 1550

“lire sette piccioli pagati a Guido Poggini porto contanti per 7 giornate servito il Bronzino a macinare colori a uscita 86 in questo 124 ducati 1 lire _”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 7 lire per Guido di Piero Poggini  per 7 giornate di lavoro a macinare i colori per Bronzino durante l’esecuzione dei cartoni.

ASF, FM 1, ff. 40 d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 562-564 doc. 121, p. 591 doc. 158; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

31 agosto 1550

“Spese di cartoni per l’arazerie [...] lire centonovantadua soldi  X piccioli si fanno buoni  a Jacopo Pinadori  e Francesco Serguglielmi [e compagnia] speziali per la monta d’un conto di più sorte colori dati per noi  al Bronzino et al Bachiacha pittori per fare li cartoni della storia di Josef da dì 2 d’aprile 1549 a questo dì come al giornale 35 in questo 26 ducati 27 lire 3.10”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 192 lire 10 soldi per aver fornito i pittori Bronzino e Bachiacca di colori per cartoni delle Storie di Giuseppe dal 2 aprile 1549 a questo giorno agli speziali Jacopo Pinadori e Francesco Serguglielmi. Si tratta di una imprecisione del computista, in quanto il riferimento alle Storie di Giuseppe riguarderebbe soltanto Bronzino. Non esistono infatti altri documenti che confermino la partecipazione di Bachiacca all’esecuzione dei cartoni per la serie.

ASF, FM 1, ff. 137s-d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, f. 163 r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 596-597 doc. 174, p. 643 doc. 242; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

14 novembre 1550

“Maestro Niccolas tappezziere si contenta di quella forma di contracto ch’io detti all’Eccellenza Vostra […] Mi pare che hora questa faccenda potrà camminare bene, maxime se Vostra Eccellenza sarà servita che l’un et l’altro tappezziere [Nicolas Karcher e Jan Rost] sieno soccorsi se non di tutti almeno d’una parte di quel che sono creditori, et di mano in mano del restante, et di quel che alla giornata venghino lavorando le cose di Vostra Eccellenza, alla quale dico che l’harà [l’intento] suo che questa arte metterà le sue radice in questa città, et se ne vedrà quel fructo che Vostra Eccellenza se n’è promessa. Sta bene e ci piace e lo faremo, però advisateci di quello che di presente bisogna [nel margine sinistro]”

Lettera di Pier Francesco Riccio a Cosimo I. Gli comunica il consenso di Karcher circa i termini del nuovo contratto e lo informa sulle richieste di entrambi gli arazzieri [Nicolas Karcher e Jan Rost]. A margine della lettera, il Duca acconsente alle richieste, chiedendo di essere avvertito di volta in volta delle istanze degli arazzieri.

ASF, MdP 613, a. 1550, ins. 6, f. 72r-v.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990,  pp. 599-600 doc. 177; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 479.

17 novembre 1550

“Concio sia che altra volta sotto dì XX di ottobre de l’anno 1546 fusse fatta certa conventione da durare per 3 anni intra il Reverendo messer Pierfrancesco Riccio Signor maiordomo et secretario del’Illustrissimo et Eccellentissimo Signor nostro Duca come mandatario et in vice et nome di Sua Eccellenza con la promessa de rato da una parte et maestro Niccola Charchera arazziere fiammingo in suo nome da l’altra sopra le cose de le arazzerie et arte sopra ciò da instituirsi in Firenze per detto mestro Niccola come appare per lo instrumento di detta conventione et capitolazione passata per mano di me notaio infrascritto[...] Et concio sia che le medesime parti voglino detta capitolatione et conventione prorogare [...] per vigore del presente contratto prorogorno la soprascritta vechia conventione di che di sopra per anni 4 proximi cominciati adì 21 d’ottobre 1549 [...] Publice pateat qualiter Bernardus olim Martelli de Bettinis civis florentinus constitutus in presentia mei et testium ”

Rinnovo per quattro anni – a partire dal 21 ottobre 1549 – del contratto stipulato tra Cosimo I de’ Medici nella persona di Pier Francesco Riccio e Nicolas Karcher presso il notaio ser Giovan Battista Giordani. Garante del Karcher è Bernardo Bettini.

ASF, NA 9332, ff. 366r-369r.

E. MUNTZ, Histoire de la tapisserie: en Italie, en Allemagne, en Angleterre, en Espagne, en Danemark, en Hongrie, en Pologne, en Russie et en Turquie, in J. Guiffrey, E. Müntz, A. Pinchart, Histoire Générale de la Tapisserie, Paris, 25 parti in 3 voll., 1878-1885, [II].1878-1884, p. 63; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. XIV-XV, pp. 76-83 doc. 4; M. BATTISTINI, La Confrérie de Sainte-Barbe des Flamands à Florence. Documents relatifs aux tisslerands et aux tapissiers, Bruxelles 1931, p. 36 nota 2, p. 40, pp. 197-201 doc. 18; C. ADELSON, Cosimo I de’ Medici and the Foundation of Tapestry Production in Florence, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ‘500, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 9-14 giugno 1980) a cura di G. C. Garfagnini, III,  Firenze 1983, pp. 908-909 nota 3; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 600-605 doc. 178; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 479.

14 aprile 1551

“Mariotto mi dice, che la sala di quello alloggiamento gira braccia 60 incirca, onde li panni d’oro razzo saranno quasi a bastanza, ma l’altezza di detta sala, non li par tanta, che risceva detti panni senza haverli arimettere qualche poco. Sia per notitia di Vostra Excellenza. Delli araczzi faremo il meglio si potrà”

Pier Francesco Riccio, nell’esporre il piano per un viaggio a Cosimo I, solleva alcuni problemi relativi agli arazzi in oro che intendevano portare con sé, probabilmente identificabili con parte dei panni delle Storie di Giuseppe, evidenziando in particolare le difficoltà di collocarli in una sala dove prevedevano di soggiornare.

ASF, MdP 613, a. 1551, ins. 7, ff. 19r-20r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 618 doc. 190; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 479.

14 novembre 1551

“lire sette piccioli porto lui detto [Raffaellino del Colle] contanti a uscita f. 126 in questo 196 ducati 1 lire _”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si trova alla data del 14 novembre 1551 l’ultimo pagamento a Raffaellino del Colle (“Raffaello dal borgho”) per la collaborazione nel fare i cartoni dei panni delle Storie di Giuseppe con Bronzino dal 15 maggio 1548 a questo giorno, per un totale di ducati 358.2.6.8.

ASF, FM 1, f. 160d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 611-614 doc. 187.

15 ottobre 1552

“Maestro Angiolo di Cosimo detto Bronzino di contro de avere addì 11 di febbraio 1552 ducati tre di moneta lire II piccioli per tanti messi a uscita f. 163 a spese de cartoni per l’arazerie per braccia 5 ¾ di fregi fatti fare a Sandrino di Tofano pittore per conto de panni de la storia di Josef ducati 3 lire 2 _”

Accredito di ducati 3 lire 2 a Bronzino per conto di Alessandro Allori per i cartoni dei fregi delle Storie di Giuseppe

ASF, GM 19, ff. 22s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 637 doc. 230; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 481.

29 febbraio 1552 [sf 1551]

“lire ottantanove soldi  XVI piccioli si fanno buoni a Giovan Filippo di Francesco cartolaio per la monta d’un conto di più sorte fogli hauti dallui per li cartoni di dette arazerie per il Bronzino et per il Bachiacha pittori da dì 23 di luglio 1549 addì 28 di novembre 1551 et alternato come per il conto tarato si vede al giornale 85 in questo 218 ducati 12 lire 5.16”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra a questa data un pagamento di 89 lire 16 soldi a Giovan Filippo di Francesco per aver fornito i pittori Bronzino e Bachiacca di fogli per cartoni dal 23 luglio 1549 al 28 novembre 1551.

ASF, FM 1, ff. 137s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990,  pp. 596-597 doc. 174; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 480.

19 marzo 1552 [sf 1551] – 30 aprile 1552

“lire sette piccioli porto Sandrino di Tofano spadaio contanti”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registrano, in queste date, 19 marzo e 30 aprile 1552, gli ultimi due pagamenti di 7 lire al pittore Alessandro Allori.

ASF, FM 1, ff. 160s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 611-614 doc. 187.

11 febbraio 1553 [sf 1552]

“lire ventitre piccioli pagati a maestro Agniolo di Cosimo detto Bronzino pittore in II partite al quadernuccio di cassa a f. 22 addì 15 d’ottobre e questo dì e sono per braccia 5 ¾ di fregi fatti fare su cartoni a Sandrino di Tofano [Alessandro Allori] pittore per i panni di maestro Janni Rosta per la storia di Josef a lire 4 piccioli braccio a uscita 163 in questo 248 ducati 3 lire 2_”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra un pagamento, ricevuto da Bronzino, di 23 lire – accreditatogli in due partite il 15 ottobre 1552 e in questo giorno – per braccia 5 ¾  di cartoni per i fregi delle Storie di Giuseppe fatti fare ad Alessandro Allori e tessuti da Jan Rost.

ASF, FM 1, f. 137 d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, f. 163 r; GM 19, ff. 22s-d.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 597 doc. 174, 637 doc. 230, 641 doc. 236; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 481.

28 febbraio 1553 [sf 1552]

“ducati quarantasei di moneta lire V soldi II denari IIII piccioli si  fanno buoni a Jacopo Pinadori e Francesco Serguglielmi e compagnia speziali per la monta d’un conto di più sorte colori dati al Bronzino et al Bachiacha pittori daddì 20 d’agosto 1550 addì 27 di febbraio 1552 per dipigniere cartoni per dette arazerie come per il conto tarato al giornale f. 94 avere in questo 198  ducati 46 lire 5.2.4”

Nei conti dell’amministrazione della Guardaroba generale  tenuti da Tanai de’ Medici dal 1549 al 1553 si registra un pagamento di 46 ducati per aver fornito i pittori Bronzino e Bachiacca di colori per cartoni dal 20 agosto 1550 al 27 febbraio 1552 agli speziali Jacopo Pinadori e Francesco Serguglielmi.

ASF, FM 1, ff. 137s-d. Pagamenti corrispondenti a quelli riportati nelle carte citate si trovano anche in GM 18, f. 163 r.

C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 596-597 doc. 174, p. 643 doc. 242; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 478.

21 agosto 1553

“Ricordo come questo dì venne da maestro Janni Rost arazziere tre panni d’oro della sala […]

Jan Rost consegna alla Guardaroba tre arazzi in oro delle Storie di Giuseppe (Lamento di Giacobbe, Il Faraone accetta Giacobbe nel regno e Sepoltura delle ossa di Giuseppe, Roma, Palazzo del Quirinale, ODP 111, 112 e 116, forse gli ultimo tre consegnati della serie).

ASF, GM 27, f. 63v.

H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 145; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, p. 656 doc. 253; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 482.

27 settembre 1553*

“Addì XXVII di settembre. Nota di tutte l’arazzerie venute in guardaroba da maestro Janni Rost tappezziere da dì che cominciò lavorare per Sua Excellentia sino adesso/ n° 2. Uno panno grande del sogno del sole et luna di Josef/ n° 3. Uno panno grande della vendita di Josef d’oro et seta/ n° 4. Uno panno simile del pianto di Jacob d’oro et seta/ n° 5. Uno panno della retentione della veste di Josef/ n° 7. Uno panno della prigione di Josef simile/ n° 9. Uno panno delle vendita del frumento ai fratelli/ n° 14. Uno panno della tazza et ritentione di Beniamin/ n° 18. Uno panno quando faraone accetta Jacob nel regno/ n° 20. Uno panno della sepoltura di Jacob”

Nel giornale della Guardaroba si registra l’elenco di nove arazzi in oro e seta delle Storie di Giuseppe tessuti per Cosimo I de’ Medici da Jan Rost dal suo arrivo a Firenze, raffiguranti al n. 2 Giuseppe racconta il sogno della Luna e delle stelle (“sogno del sole et luna di Josef”; già presente nell’elenco del 3 agosto 1549), al n. 3 la Vendita di Giuseppe (“vendita di Josef”; già presente nell’elenco del 15 luglio 1549), al n. 4 il Lamento di Giacobbe (“il pianto di Jacob”; consegnato il 21 agosto 1553), al n. 5 Giuseppe e la moglie di Putifarre (“retentione della veste di Josef”; già presente nell’elenco del 15 luglio 1549), al n. 7  Giuseppe in prigione e il banchetto del Faraone (“prigione di Josef”; già presente nell’elenco del 15 luglio 1549), al n. 9 la Vendita del grano ai fratelli (“vendita del frumento a fratelli”; consegnato il 16 agosto 1547), al n. 14 Giuseppe trattiene Beniamino (“la tazza et ritentione di Beniamin”; già presente nell’elenco del 15 luglio 1549), al n. 18 Il Faraone accetta Giacobbe nel regno (“quando faraone accetta Jacob nel regno”; consegnato il 21 agosto 1553), al n. 20 la Sepoltura delle ossa di Giuseppe (“sepoltura di Jacob”; consegnato il 21 agosto 1553).

ASF, GM 27, ff. 66v.-68r.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, pp. 49-50; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. 84-88 docc. 5 e 6; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 145, p. 147; M. BATTISTINI, La Confrérie de Sainte-Barbe des Flamands à Florence. Documents relatifs aux tisslerands et aux tapissiers, Bruxelles 1931, p. 40; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 75; Smith 1971, 94; C. ADELSON, Bachiacca, Salviati and the Decoration of the Sala dell’Udienza, in Le Arti del Principato Mediceo, Firenze, 1980, pp. 198-199 docc. 10 e 11; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 658-659 doc. 256; Forti Grazzini 1994, 16-48, nn.1-10; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 482

*I numeri che precedono i soggetti degli arazzi si riferiscono all’originaria disposizione nella sala dei Duecento (Adelson in Palazzo Vecchio 1980, 53).

27 settembre 1553*

“Addì XXVII di settembre. Nota di tutte l’arazzerie condotte in guardaroba di Sua Excellentia  da maestro Niccholas Carchera dal dì che cominciò a lavorare per Sua Excellentia sino adesso/ n° 1. Uno panno d’oro et seta  del sogno di Josef de manipuli per la sala grande/ n° 6. Uno panno della fuga di Josef dalla donna di Phutifar/ n° 8. Uno panno simile del sogno di faraone delle vacche/ n° 10. Uno panno della retentione di Simeone da Josef/ n° 11. Uno panno della venuta di Beniamin a Josef/ n° 12. Uno panno del convito di tutti e fratelli con Josefi/ n° 13. Uno panno della coppa di Josef nel sacco di Beniamin/ n° 15. Uno panno della recognitione di Josef con fratelli/ n° 16. Uno panno della recognitione di Josef doppo el convito/ n° 17. Uno panno della venuta di Jacob in Egitto/ n° 19 Uno panno della beneditione di Jacob a figliuoli di Josef”

Nel giornale della Guardaroba si registra l’elenco di undici arazzi in oro e seta delle Storie di Giuseppe tessuti per Cosimo I de’ Medici da Nicolas Karcher dal suo arrivo a Firenze, raffiguranti al n. 1 il Sogno dei manipoli (“sogno di Josef de manipuli”; già presente nell’elenco del 3 agosto 1549), al n. 6 Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre (“fuga di Josef dalla donna di Phutifar”; già presente nell’elenco del 3 agosto 1549), al n. 8 Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre (“il sogno di faraone delle vacche”; consegnato il 16 maggio 1548), al n. 10 Giuseppe prende in ostaggio Simeone (“retentione di Simeone da Josef”; consegnato il 15 settembre 1547), al n. 11 Beniamino ricevuto da Giuseppe (“venuta di Beniamin a Josef”), al n. 12 il Convito di Giuseppe con i  fratelli (“convito di tutti e fratelli con Josef”), al n. 13 La coppa di Giuseppe ritrovata nel sacco di  Beniamino (“la coppa di Josef nel sacco di Beniamin”), al n. 15 Giuda chiede la libertà di Beniamino (“la ricognitione di Josef con fratelli”), al n. 16 Giuseppe si fa riconoscere ai fratelli (“recognitione di Josef doppo el convito”), al n. 17 Incontro di Giacobbe con Giuseppe in Egitto (“venuta di Jacob”), al n.  19 Giacobbe benedice i figli di Giuseppe (“la beneditione di Jacob a figlioli di Josef”).

ASF, GM 27, ff. 67v.-68r.

C. CONTI, Ricerche storiche sull’arte degli arazzi in Firenze, Firenze 1875, pp. 49-50; C. RIGONI, Catalogo della R. Galleria degli arazzi, Firenze-Roma 1884, pp. 84-88 docc. 5 e 6; H. GEISENHEIMER, Gli Arazzi nella Sala dei Dugento a Firenze, in “Bollettino d’arte”, III, 4, 1909, p. 145, p. 147; M. BATTISTINI, La Confrérie de Sainte-Barbe des Flamands à Florence. Documents relatifs aux tisslerands et aux tapissiers, Bruxelles 1931, p. 40; A. EMILIANI, Il Bronzino, con un’antologia poetica…, Busto Arsizio, p. 75; Smith 1971, 94; C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, pp. 659-660 doc. 256; Forti Grazzini 1994, 16-48, nn.1-10; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno 1998, p. 482.

*I numeri che precedono i soggetti degli arazzi si riferiscono all’originaria disposizione nella sala dei Duecento (Adelson in Palazzo Vecchio 1980, 53).

  1. C. ADELSON, The Tapestry Patronage of Cosimo I de’ Medici: 1543-1553, Ph. D. Diss., New York University, Ann Arbor, Michigan (University Microfilms) 1990, con bibliografia precedente; L. MEONI, Gli arazzi nei musei fiorentini. La collezione medicea. Catalogo completo, Livorno, 1998, con bibliografia precedente. []
  2. L. MEONI, in Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino. Viaggio tra  tesori del Quirinale, catalogo della mostra (Roma, Palazzo del Quirinale, Galleria di Alessandro VII, 29 aprile – 30 giugno 2010), Loreto 2010. []