Conferenza di Marco Dezzi Bardeschi
Prof. Ordinario di Restauro del Politecnico di Milano 


Marco Dezzi Bardeschi esprime la convinzione che il restauro debba oggi essere ridefinito come progetto di conservazione a cui si accosta il progetto di architettura contemporanea. Sia i ripristini che i progetti di trasformazione dell'architettura storica, che cancellano quel palinsesto stratificato che è il monumento, devono essere considerati esterni alla disciplina del restauro.
Avendo osservato gli esiti di alcuni recenti interventi sulle architetture del centro storico di Palermo (sulle vie Maqueda e Vittorio Emanuele), sottolinea con decisione il proprio dissenso verso i ripristini delle fabbriche architettoniche e stimola gli allievi del corso di master a riflettere sulle profonde ragioni culturali del conservare, sul valore documentario delle antiche fabbriche architettoniche.
L'intervento è dedicato al tema del progetto di restauro. La trattazione si avvia introducendo la riflessione sul rapporto che lega la storia al progetto, ripercorrendo sinteticamente una traccia delle teorie del restauro nell'ambito della scuola italiana che, secondo Dezzi Bardeschi, è una scuola radicale, una scuola che avversa il ripristino ed esalta il valore della distinguibilità delle aggiunte. Dunque è necessario ridefinire il Restauro cancellando l'equivoco del ripristino ed indirizzando l'intervento verso la conservazione.

Si avvia l'excursus storico sull'evoluzione del dibattito disciplinare sul restauro. Alla fine del XVII secolo si afferma una sensibilità, prima sconosciuta, verso l'autenticità delle opere d'arte. Nel campo del restauro pittorico nascono le riflessioni che porteranno alle prime critiche al restauro architettonico; ad esempio sono citate le polemiche contro il pittore Carlo Maratta, che interviene sui dipinti di Raffaello, poi di Francesco Algarotti, dell'abate Luigi Crespi, che sono i primi in Italia ad esprimere un forte dissenso contro l'intervento che distrugge, cancella il monumento.

Nel 1823
Victor Hugo scrive una lunga poesia sulla "Bande Noire", la banda che saccheggia i monumenti francesi per delega dello stato, distruggendo il patrimonio architettonico. Due anni dopo, nel 1825, pubblica la "Guerra ai demolitori", in cui il ruolo di demolitori non viene riconosciuto ai rivoluzionari giacobini coinvolti nella presa della Bastiglia ma ai "restauratori" che, con arroganza, intervengono sui monumenti. Dunque l'impegno di Hugo è gia forte prima della promulgazione delle leggi di tutela in Francia. Nel 1832 pubblica una seconda "Guerra ai demolitori" proprio nell'anno in cui è edito "Notre Dame de Parix"; ancora una volta Hugo manifesta il suo impegno contro il saccheggio dei monumenti. La figura di Victor Hugo diverrà presto emblematica in ambito europeo e gli effetti della campagna contro la distruzione dei monumenti tenderà a sensibilizzare l'opinione pubblica verso la conservazione del patrimonio materiale: è infatti il dovere di un popolo tutelare e salvaguardare i monumenti storici e creare nuovi monumenti, Hugo lo afferma chiaramente.

La nuova cultura della conservazione mette radici e diventa un movimento di idee; si tratta di un passaggio epocale. Verso la metà del XIX secolo è dirompente il potere di chi, come
John Ruskin con le sue "Sette lampade dell'architettura" (1849), sostiene che il restauro sia <<la peggior forma di distruzione>> perché <<accompagnato dalla falsa descrizione della cosa distrutta>>. Nel 1849 l'opera di John Ruskin provoca uno shock alla cultura del perbenismo del restauro europeo ed è da considerare un elemento di rottura, in grado di stimolare la nascita della "Society for the Protection of the Ancient Building", che vede l'attivo impegno di William Morris (Ruskin è presidente anche se è lontano, a Venezia) nelle innumerevoli campagne contro la distruzione del patrimonio architettonico, che appartiene all'umanità intera.
In Italia si ricorda la figura di Giacomo Boni, i suoi insegnamenti a Venezia e, soprattutto, la presenza militante nei cantieri cercando di impedire i falsificanti restauri di ripristino.

29/06/2006 - ore 10.00
Dipartimento Storia e Progetto nell'Architettura
L.I.R.B.A. "Salvatore Boscarino"

Marco Dezzi Bardeschi