Fonti. Legge del 17 luglio 1919 n. 1176

 

L. 17 luglio 1919 n. 1176

Norme circa la capacità giuridica della donna

(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 luglio 1919, n.172)

 

 

VITTORIO EMANUELE III

per grazia di Dio e per volontà della Nazione

re d’italia

 

 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato;

Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Art. 1

Gli articoli 134, 135, 136, 137 ed il capoverso dell’art. 1743 del Codice civile, sono abrogati. Gli articoli 1106 e 1107 del Codice civile sono abrogati in quanto si riferiscono alle nullità per difetto di autorizzazione maritale, salvo le disposizioni di cui all’art. 8 della presente lergge.

 

Art. 2

All’art. 13 del Codice commercio è sostituito il seguente: “La moglie che vende, soltanto, le merci del traffico del marito, non è, solo per ciò, commerciante”. L’art. 14 del Codice di commercio è abrogato. E’ pure abrogato l’art. 15 dello stesso Codice, in quanto si riferisce al consenso del marito.

 

Art. 3

Gli articoli 799 a 805 del Codice di procedura civile sono abrogati.

 

Art. 4

La prima parte dell’art. 252 del Codice civile è modificata come segue: “Sono consulenti di diritto nell’ordine seguente, quando non fanno parte del Consiglio di famiglia in altre qualità: “1° gli ascendenti del minore; “2° i fratelli e le sorelle germani; “3° gli zii e le zie. “E’ abrogato il numero 1 dell’articolo 268 del Codice civile”. Nel numero 1 dell’articolo 273 dello stesso Codice sono soppresse le parole: “che possono essere tutrici”.

 

Art. 5

Il diritto di opposizione del marito, di cui all’art. 11 della legge 27 maggio 1875, n. 2779, ed all’art. 9 della legge 15 maggio 1888, n. 5546, è abolito. L’art. 12 della legge 17 luglio 1890, numero 6972, è abrogato. E’, inoltre, abrogata ogni altra disposizione contraria alla presente legge.

 

Art. 6

L’art. 10 del Codice di procedura civile è abrogato per quanto si riferisce alle donne.

 

Art. 7

Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni ed a coprire tutti gli impieghi pubblici, esclusi soltanto, se non vi siano ammesse espresse espressamente dalle leggi, quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionari o l’esercizio di diritti e di potestà politiche, o che attengono alla difesa militare dello Stato secondo la specificazione che sarà fatta con apposito regolamento.

Art. 8

Gli atti compiuti dalla donna maritata prima del giorno dell’entrata in vigore della presente legge non possono impugnarsi per difetto di autorizzazione maritale o giudiziale, se la relativa azione non sia stata proposta prima di detto giorno.

 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 17 luglio 1919.

VITTORIO EMANUELE Mortara Luogo del Sigillo. V.

Il Guardasigilli: MORTARA.

 

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