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Hans Sedlmayr
La Luce nelle sue manifestazioni artistiche
a cura di Andrea Pinotti
pagine 112, euro 18,00, riedizione, ISBN 978-88-7726-080-2



Come si scrive la storia dell'arte? La Scuola di Vienna, a partire da Franz Wickhoff e Alois Riegl, e poi con Julius von Schlosser e Max Dvořák, ha dato contributi fondamentali alla domanda, operando una rivoluzione metodologica che si è riverberata ben al di là dei confini della disciplina. Nel solco di questa tradizione, Hans Sedlmayr (1896-1984) promuove una storia dell'arte che - lontana dalle false alternative della forma e del contenuto, della materia e dello spirito - riesca a render conto dell'opera nella sua totalità di senso, dalla sua concreta materialità fino alle sue più rarefatte implicazioni spirituali. Se è stata tentata, con Riegl, una storia dell'arte come storia del senso dello spazio, è invece ancora tutta da scrivere, secondo Sedlmayr, una storia delle arti visive sub specie lucis.
La Luce nelle sue manifestazioni artistiche (1960) ne tratteggia appunto il programma come in una sorta di indice ragionato, che metta sul tappeto i "problemi fondamentali" da affrontare e individui quelle "epoche fototropiche" che, sentendo con insolita profondità il rapporto con la luminosità, sono riuscite a scoprire nuove materie luminose e a impiegarle nelle loro espressioni artistiche.
Corredano il volume altri quattro saggi degli anni Cinquanta intimamente connessi al programma di ricerca fotologico di Sedlmayr, che precisano importanti risvolti implicati dalla filosofia della storia della luce, dalle dottrine dell'analogia e del simbolo in arte, dalla fenomenologia e dall'ontologia del colore nel suo rapporto con la luce e con il suo alter ego, l'oscurità. Se "sindrome" è il nome che Sedlmayr dà al concorso di molteplici fattori nel determinare l'orientamento di un'epoca artistica alla luminosità, non meno sindromica appare la sua esigenza di integrare la storia dell'arte con la teologia, la filosofia, la psicologia e le scienze umane tutte, nello sforzo di delineare una scienza rigorosa dell'immagine.
La presente edizione italiana, finemente curata da Andrea Pinotti e condotta secondo criteri rigorosi, si avvale di esaustivi apparati critici e bibliografici.