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E' stato pubblicato il Rapporto finale della ricerca sui "sistemi culturali locali" in Sicilia
Maurizio Carta, Pianificare nel dominio culturale. Strutture e strategie per l'armatura culturale in Sicilia, Palermo, Dct, 2003

Maurizio Carta: L'armatura dei sistemi culturali locali in Sicilia
Nell’ambito del Piano Territoriale Urbanistico Regionale siciliano è stata avviata una ricerca relativa ai sistemi culturali locali, finalizzata ad individuare aree in cui è identificabile una identità culturale comune ed un sistema di relazioni in atto su cui costruire specifiche strategie di sviluppo.
La ricerca è stata commissionata dal Dipartimento Regionale dell’Urbanistica, diretto dal Dott. Antonino Scimemi, al Dipartimento Città e Territorio dell’Università di Palermo ed affidata alla responsabilità scientifica di chi scrive. Alla ricerca collaborano molti docenti e studiosi, in particolare l’Arch. Angela Badami, e si avvale di un gruppo di ricerca stabile composto dagli Archh. Chiara Bucchieri, Daniele Gagliano, Antonino Palmeri e Daniele Ronsivalle, oltre a numerosi contributi specifici e consulenze.

1. L’armatura dei sistemi culturali locali in Sicilia
All’interno delle linee strategiche di sviluppo dei sistemi locali regionali e nell’ambito del Piano territoriale urbanistico regionale, nel 2001 è stata avviata una ricerca relativa ai sistemi culturali locali, finalizzata ad individuare aree in cui è identificabile una identità culturale comune ed un sistema di relazioni in atto su cui costruire strategie di sviluppo fondate sulla dimensione culturale . La ricerca ha interpretato e valutato la capacità del patrimonio culturale territoriale di interagire con il complesso sistema dei servizi e delle filiere produttive che vi gravitano intorno, la capacità di costituire risorsa per la progettualità locale, di attivare politiche di rete, di individuare, quindi, all'interno dei sistemi locali dei veri e propri distretti, esplicitando quella che potremmo definire la componente “attiva” della valorizzazione del patrimonio culturale, capace di orientare lo sviluppo territoriale regionale, nei confronti del quale agisce il Ptur.
Il cardine della strategia proposta risiede in una forte integrazione tra le componenti del settore culturale di dimensione territoriale (patrimonio archeologico ed architettonico, centri storici, servizi alla fruizione, attività di conservazione e recupero, etc.) e quelle dei settori connessi: il turismo, la comunicazione museale, il marketing, la ricerca scientifica, l'educazione scolastica specialistica e quella universitaria, la formazione professionale, la produzione specializzata o l'artigianato, etc. L’integrazione tra i diversi settori e tra i diversi luoghi viene perseguita attraverso una "specializzazione territoriale": ovvero, attraverso l’individuazione di luoghi privilegiati per l’insediamento di azioni di valorizzazione, per attività di animazione culturale, per la diffusione di itinerari, per la localizzazione di attività formative correlate. La specializzazione territoriale – consegnata al Ptur come una delle strategie – è ritenuta necessaria per due ragioni: da un lato facilita i processi di integrazione intersettoriale in quanto, per effetto della realizzazione di una "massa critica" nell’offerta di servizi, si vengono a creare quelle necessarie economie esterne che favoriscono l’insediamento delle attività di filiera o di attività innovative, potenziando contemporaneamente gli impatti socio-economici del processo di valorizzazione del patrimonio culturale. Dall’altro lato, la specializzazione favorisce il perseguimento dell’obiettivo generale di rifunzionalizzazione e la rivitalizzazione di aree territoriali in crisi per effetto della monosettorialità e della concentrazione geografica delle politiche tradizionali di sviluppo nella regione.
Creare un sistema culturale integrato all’interno di una strategia regionale di governo delle trasformazioni territoriali significa quindi:
a) interpretare il territorio come sistema diffuso di offerta eccellente dove le strategie di sviluppo – a geometria variabile – possono avere successo solo se interpretate e filtrate in base alle "vocazioni territoriali" nelle quali devono trovare applicazione;
b) evolvere il sistema dell’offerta culturale, attraverso una ridefinizione/allargamento delle competenze delle organizzazioni che operano nel settore culturale regionale, anche attraverso l’individuazione di soggetti "terzi" capaci di assolvere all’esigenza di condivisione delle politiche e strategie tra cultura e turismo, tra tutela e sviluppo;
c) infine, incentivare la collaborazione tra soggetti su progetti di rafforzamento delle identità territoriali e di messa in valore delle eccellenze, poiché se in generale la possibilità di successo delle strategie di sviluppo dipende dall’attivazione di partenariati, è altrettanto vero che tale collaborazione tra soggetti non può essere autoreferenziale, non può accontentarsi del risultato procedurale, ma deve ricercare con forza valori sostantivi che le identità stratificate sul territorio possono concedere.
I risultati finora prodotti dalla ricerca – giunta alla sua seconda annualità – hanno riguardato tre assi principali:
a) l’asse dell’analisi ed interpretazione delle componenti del patrimonio culturale territoriale, finalizzata alla individuazione dei “sistemi culturali locali” come unità territoriali caratterizzate da una permanenza e identità dell’aggregazione di comuni fondata sull’appartenenza ad una cultura o ad una aggregazione amministrativa storica (es. comarche o distretti borbonici). Facendo riferimento al metodo del “piano d’interpretazione” , si tratta di individuare le “unità di interpretazione” su cui il Ptur dovrà agire utilizzandole come ambiti di una strategia a geometria variabile;
b) l’asse dell’analisi ed interpretazione dell’armatura culturale del territorio, finalizzata alla individuazione delle identità prevalenti dei diversi sistemi, rivolta a caratterizzarne i contorni della strategia di sviluppo;
c) l’asse dell’analisi ed interpretazione della progettualità locale e delle politiche di rete, finalizzata alla individuazione delle potenzialità di distretto dei diversi sistemi in funzione non solo delle risorse endogene, ma anche delle capacità relazionali e della progettualità locale messa in atto all’interno della complessa filiera culturale.
I sistemi culturali locali individuati nella prima annualità sono: Agrigento, Agro Ericino, Alcamo, Alcantara, Corleonese ed Alto Belice Corleonese, Barocco, Calatino e Caltagirone, Canicattì, Catania, Cefalù, Egadi, Ennese, Eolie, Etna est ed Etna ovest, Gela, Imera ed Imerese, Licata, Madonie, Marsala, Messina, Milazzo, Nebrodi, Nicosia, Nisseno, Palermo, Partinico, Pelagie, Peloritani, Quisquina, Salemi, Sciacca, Segesta, Selinunte, Siracusa, Taormina, Terre d'Aci, Trapani.

2. I distretti culturali come risorse per lo sviluppo
Per ogni sistema culturale locale sono stati individuati gli indicatori per la valutazione delle potenzialità delle reti di comuni di costituire distretti culturali:
a) la prossimità e l’accessibilità, valutate rispetto al sistema delle infrastrutture di trasporto e in relazione alle “infostrutture” territoriali, cioè alla rete immateriale delle comunicazioni digitali, delle reti tematiche, degli itinerari promossi, etc.;
b) la flessibilità, interpretata rispetto agli indici di centralità e specializzazione culturale dei comuni;
c) la dimensione delle attività economiche connesse alla cultura (turismo, formazione, ricerca, valorizzazione, comunicazione, etc.);
d) la cooperazione, valutata in funzione della progettualità locale (patti territoriali, prusst, parchi, pit, pic);
e) la competitività, valutata in relazione all’offerta di servizi di rango elevato (es. il sistema della formazione universitaria e post lauream) ed alla valorizzazione delle eccellenze territoriali (es. la promozione di itinerari tematici, di parchi letterari, etc.).
Per ogni comune appartenente al sistema è stata compiuta quindi la valutazione del grado di maturità rispetto alla formazione di un “distretto culturale”, articolata in:
- maturità, nel caso in cui la presenza di patrimonio territoriale e servizi culturali è tale da potersi ritenere già sufficientemente elevata ed articolata, oltre che correlata al sistema di relazioni e di interdipendenze nell’ambito della progettualità locale, della cultura e del turismo;
- tendenza nel caso in cui i diversi comuni componenti posseggano un discreto livello di patrimonio e di servizi e sono rilevabili progetti locali di specializzazione culturale;
- progettualità, nel caso in cui ad elementi del patrimonio e dei servizi culturali non esprimano ancora un grado di specializzazione territoriale basata sul settore culturale; ed anche il grado di progettualità locale è basso.
Successivamente è stata effettuata l'individuazione della condizione di distretto, con relativa scala, così articolata:
- distretto culturale maturo, per la presenza di una maggioranza di comuni in condizione di "maturità" ed una presenza rilevante di comuni in condizioni di "tendenzialità";
- predistretto culturale, per la presenza di una maggioranza di comuni in condizione di "tendenzialità";
- protodistretto culturale, per la presenza di una maggioranza di comuni in condizione di "progettualità";
- epidistretto culturale, per la presenza di una rilevante maggioranza di comuni in condizione di "progettualità".
Infine, per le peculiari caratteristiche dei sistemi si è introdotta la categoria del distretto culturale metropolitano, per distinguere le caratteristiche e le opportunità dei sistemi culturali gravitanti sulle città metropolitane di Catania, Messina e Palermo.

3. I risultati attesi
I risultati attesi dalla seconda annualità della ricerca possono essere sintetizzati in:
1) Individuazione e valutazione delle ricadute sullo sviluppo territoriale regionale del potenziamento della rete delle identità culturali ed ambientali, in particolare attraverso strategie territoriali capaci di:
- qualificare le risorse fisiche ed umane, attraverso una migliore organizzazione, un incremento della cooperazione, delle ricadute della ricerca e degli effetti dell'innovazione;
- sviluppare le economie reali legate alla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale e sostenere la crescita delle imprese e delle organizzazioni (anche del terzo settore) nel settore culturale;
- identificare gli elementi del sistema culturale ed ambientale che costituiscono i sistemi culturali locali, nell'ottica di una articolazione in distretti.
2) Costruzione di indicazioni e di un quadro valutativo utili al Ptur per l'individuazione di politiche territoriali relative all'integrazione del sistema del patrimonio culturale ed ambientale con gli altri sistemi territoriali regionali.
3) Elaborazione di un quadro strategico per lo sviluppo del territorio regionale orientato dalla matrice culturale del territorio, capace di costituire una griglia di valutazione fondata sui milieux territoriali da offrire alla politica dei PIT, in modo da verificarne ex ante ed in itinere la coerenza territoriale, primo obiettivo di una efficace strategia di sviluppo socio-economico non confliggente con i valori territoriali, abile a potenziare le opportunità e in grado di ridurre i rischi, soprattutto quelli indiretti, spesso frutto di indifferenze, di mistificazioni, di disattenzioni, di progettualità non confrontata con i luoghi e con la storia.

(Estratto da "Urbanistica Informazioni" n.185, 2002)

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